disponibile per favorire il popolo napoletano facendolo riesumare la testa da sotto la sabbia dove era finito. Il tutto non senza pagare le conseguenze relative al “fallimento” per continuare. Bisognava soddisfare con moneta contante. Non sarebbero bastati impegni sulla parola, occorreva l’odore dei soldi .
Molti falchi pensavano di prendersi il Napoli anche in una dislocazione tra i dilettanti pur di impadronirsi del nome, e lo avrebbero fatto crescere senza aver cacciato un Euro. Non la pensavano allo stesso modo De laurentis e Marino.
Il presidente consigliato da quest’ultimo sborsava al tribunale fallimentare di Napoli la cospicua somma di 60 miliardi delle vecchie lire per poter liberare le tante pendenze a carico.
Ma ciò nonostante non bastarono neppure i sessanta miliardi di lire, alla fine s’incominciava a malignare sulla possibile rinuncia volontaria ad essere promossi per non pagare altre cifre inerenti i passaggi in altre categorie. Inoltre occorreva il parco giocatori e le attrezzature, le strutture necessarie, per praticare questo sport.
Non era rimasto niente del vecchio, oppure se c’era, non era praticabile, era tenuto sotto custodia fallimentare per altri capitolati. Sicchè dalla società di prestigio internazionale si perdevano definitivamente le tracce. Alla luce dei risultati ottenuti in questi circa tre anni di gestione in molti si dichiarano insoddisfatti dell’andamento della squadra e dei suoi dirigenti. Cose dell’altro mondo. Come si può non tener presente che la squadra Napoli poi Soccer nasceva dal niente e dire niente era riduttivo. Di quanto si stava studiando si potesse realizzare con il gruppo Gaucci che aveva anche impostato una specie di formazione. Rimanevano solo due calciatori che erano stati ingaggiati da questo non riconosciuto Presidente che per fortuna dei Napoletani non ebbe l’opportunità di presiedere la società. Erano in tanti a credergli
Questa persona oggi è latitante a Santo Domingo. Si sarebbe caduto dalla padella nella brace. Questa sarebbe stata la volta definitiva visto cosa sarebbe stato capace di combinare il personaggio.
Le altre cordate che si proponevano non era altro che FILI, non robuste corde come si voleva far capire. Fili che si sarebbero spezzate subito, se avessero avuto la possibilità d’incominciare a tirare. Per fortuna, a Napoli sono capitati due signori, meglio non potevamo sperare.
Quei due che rimasero, Montervino e Montesanto, trovarono in seguito spazio nell’organico impostato dal DG Marino, altri arrivarono a completare la squadra che avrebbe vinto a mani basse il secondo campionato di serie C1, il primo fallito ai Play Off contro l’Avellino per la risalita in serie B. A distanza di tempo dobbiamo ammettere che il DG Marino ha fatto bene le scelte, che per la mancata promozione furono molto criticate.
Oggi lo troviamo in campo da protagonisti, unitamente ai vecchi e nuovi arrivati, che non solo hanno vinto il campionato di serie c1, ma a distanza di un altro anno hanno fatto loro anche quello di serie B, arrivati secondi in graduatoria solo perché a questo torneo impropriamente ha partecipato la Juventus e tutti conoscono come si è presentata ai nastri di partenza del campionato questa squadra, è superfluo ricordarlo ogni volta. Oltre a Marino ha partecipato attivamente il tecnico Reja, artefice della promozione in serie B, ed adesso in quella di A.
Dei nuovi arrivati si sono potuti sfruttare poco, ma ritorneranno buoni in serie A. Alla fine tutto è rientrato. Quello che si chiedeva alla squadra e alla società ora è stato realizzato. Chi si proponeva contrario a tutto e a tutti è stato smentito. Si chiedeva di vincere, dimenticandosi che non era una pratica semplicissima da svolgere! Ma si è vinto. Si chiedeva il bel gioco ed è arrivato. Sarà arrivato con ritardo, ma meglio tardi che mai. A questo punto che si vuole più da questa società? Siamo noi che non abbiamo concesso niente per agevolarli. Li abbiamo criticati aspramente, quando non c’era la necessità di farlo. Vincevano, e si è continuati a criticarli, perché la vittoria era senza il bel gioco. Non abbiamo più di cosa accusarli per renderci superiori nei nostri commenti che alla luce dei risultati ottenuti non sono serviti a niente. Sarebbe stato meglio riflettere prima di commentare in negativo. Adesso saranno in tanti a salire sul carro dei vincitori dimenticandosi di quanto male hanno fatto all’ambiente.
Si dicevano insoddisfatti perché i calciatori non parlavano, anche quest’altro tabù è stato eliminato. Hanno fatto capire a chiare lettere che era un loro desiderio, non un’imposizione dettata dalla dirigenza. Lo hanno fatto di loro spontanea volontà facendo capire che loro avrebbero avuto molto da dire ,ma sul conto di chi li criticava e non sulla dirigenza alla quale si sentono legato grazie alla familiarità costituita dal Dg Marino e seguito dal Presidente che ancora una volta confermerà tutti in blocco anche per la serie A, non si mandano via figli dal calore domestico se questi hanno fatto il loro dovere di prole , ancora una volta saranno smentiti tutti che adesso s’inventano manager di mercato consigliando questo e quell’altro calciatore.
Ho fatto un mio motto: Marino sa sbagliare da solo … ma non sbaglia mai, semmai dovesse farlo non dovrà fare colpe a nessuno lo ha fatto da solo. Solo in questo modo il Napoli potrà trovare spazio nuovamente tra l’elite del calcio Italiano.
Proprio da quest’ultima conquistata promozione che il Napoli deve incominciare a farci sognare. Nei campionati precedenti eravamo in coma, non ci siamo accorti dov’eravamo finiti. Fa molto discutere mettere in dubbio le capacità del dirigente nei confronti di chi lo ha criticato. Quelli che lo ritennero incapace potranno pentirsi, per lui sarà come prendersi una rivincita. Dimenticandosi di quanto accade ORA sarà semplice parlare col senno di poi. Oggi dobbiamo essere tutti più attenti.