In generale non ci saranno novità, per la gara di domenica prossima con la Sampdoria. Logico e giusto! Si è sempre detto squadra che vince non si cambia. Potrebbe essere il contrario, per ragioni contingenti a spostamenti di calciatori impegnati con le loro nazionali, già questo è un vanto che premia gli operatori del Napoli. E per poi dividere le colpe o meriti con altri, Marino, vuol sbagliare da solo, per grazia ricevuta, non sbaglia quasi mai, se qualche volta incappa nell’errore è per mera sfortuna. Certamente lui non ha costruito una squadra per ammazzare il campionato, ma neppure per farsi sorprendere, con le squadre che avevano messo in preventivo, con le quali un confronto ad armi pari ci poteva essere per diventare un colpo risolutivo, almeno per quelle giocate al San Paolo, con il previsto 12 uomo in campo, quell’ingente numero di tifosi, a soffiare tutti dalla stessa parte per dare una mano.
Se questo non è avvenuto nella prima gara! L’avversaria faceva parte di quel gruppo che si prestava e si sarebbe potuto affrontare con qualche risultato apprezzabile. Invece l’imponderabile a fatto registrare il contrario. Si sono rifatti la domenica successiva a Udine. Ma segnali positivi erano arrivati con la gara di Coppa Italia, superando il Livorno, squadra anch’essa tra le possibili candidate ad essere superate a scanso di nuove sfortunate gare non attese. Infatti, in un articolo che troverete volendo, in questa rubrica, scrissi che il Napoli avrebbe iniziato il suo campionato “alla settima”! Vale a dire, le prime gare erano abbordabili, ma come sempre avviene le cose facili si complicano, mentre le difficili diventano facile da superare. Chi s’immaginava che il Napoli a Udine avrebbe distrutto sul nascere i sogni dei friulani che credevano di fare del Napoli un sol boccone, poiche loro avevano dati segnali interessanti alla prima alla scala del calcio di Milano a San Siro (o Meazza come si desidera) contro i campioni d’Italia in carica, quell’Inter che secondo statistiche e visto l’organico non dovrebbe concedere punti né in casa né fuori delle proprie mura, mentre arrivavano gli azzurri distrutti nel morale dalla sconfitta alla prima con il Cagliari.
Anche in questo caso c’entra l’inimmaginabile, questa volta sfavorevole ai bianconeri di Udine che tra le loro punte si affollavano i migliori calciatori che Napoli disponesse tra i suoi figli, giocatori di calcio sparsi per il mondo.
In quel d’Udine rappresentavano la prima linea fior di calciatori, tra questi i due azzurri della nazionale Di Natale e Quagliarella, a completare un terzo e non meno importante, Antonio Floro Flores, in passato tra le file azzurre. Questi tre avrebbero fatto messe scalze per mostrarsi ai loro concittadini pur sapendo che sarebbero stati criticati di brutto qualora il risultato sarebbe stato loro favorevole. Ma Dio vede e provvede, quello che aveva perduto in casa il Napoli con il Cagliari, lo ha guadagnato ad Udine, in una trasferta impossibile.
Adesso dopo una sosta durate 15 giorni per dare spazio alla nazionale per le qualificazioni Europee del 2008 la squadra partenopea ritorna al San Paolo. Ritroverà il pubblico delle grandi occasioni ad aspettare. E una Sampdoria che non vuol fare la stessa (fine) gara svolta dai Friulani.
Adesso sono stati in qualche modo avvertiti che gli azzurri possono far male, soprattutto presentandosi nella stessa formazione, salvo imprevisti dell’ultima ora.
Gli azzurri impegnati, rientreranno giovedì. Affaticati per la gara giocata e per il viaggio. Oltretutto ci sono le difficoltà di recupero per Cupi che era uscito dal campo di Udine acciaccato.
Ci auguriamo che si possano superare questi ostacoli e che il Napoli ripeta la gara del Friuli, anche senza raggiungere lo stesso quoziente reti, basta anche uno a zero, conta sempre tre punti nella classifica generale.
Forza Napoli In bocca al Lupo