un ritorno ai vertici. La gara con il Bari era attesa dal presidente per questi e altri fattori non meno importanti, vincendo si sarebbe superato anche il Genoa uscito con una vittoria immeritata dall’incontro giocato in anticipo venerdì in serata contro un lodevole Albinoleffe con il minimo scarto di una rete a zero. Il Presidente, dopo gli sforzi sostenuti, per portare i tifosi al campo, trasformandosi finanche in “operaio metalmeccanico” pur di sollecitare i lavori per le applicazioni dei “Tornelli”, ha visto vanificare i suoi sforzi in un pomeriggio di sole di sabato, ultimo giorno del mese di marzo, un mese non proprio “roseo” per i colori azzurri! In passato si è fatto ricorso più di una volta alla “Dea bendata” per tirarci fuori dai guai, e sia pure per “il rotto della cuffia” eravamo riusciti a “primeggiare” nella graduatoria, il secondo posto vale il primo vista la presenza dei “bianconeri” della Juventus. La posizione dei partenopei valeva la promozione diretta, che al momento appare in discussione a causa di risultati non proprio attesi, soprattutto perché realizzati contro compagini che occupano gli ultimi posti della classifica e che non dovrebbero impensierire la diversa classifica del Napoli. Ma i dubbi sorgono poiché sono considerazioni che tutti sarebbero in condizioni di esternare e metterle in evidenza, non occorre essere una “cima” del giornalismo.
Lo sfogo del presidente incazzato è un nervosismo giustificato anche se poco gradito in casa Napoli. Qualcuno potrebbe pagarne le conseguenze. Arrivare ad un silenzio stampa così lungo spiega tante di quelle situazioni a noi oscure. Questo silenzio che in sostanza non agevola la stampa e le emittenti televisive, che ha raggiunto dei record, fa parlare da “solo” come accade a quelli che stanno uscendo di senno. Per fortuna Il nostro Presidente è un saggio più che uno sbandato. Parla, e non risparmia “frecciate” che, in qualche modo colpiscono e preoccupano gli interessati. Nella gara con il Bari, dopo la cocente delusione, ha puntato il suo arco all’indirizzo dell’allenatore.
È stato il primo a non gradire uno spettacolo indecente. Ha abbandonato il suo posto in Tribuna d’onore lasciando turbati quelli che solitamente gli fanno compagnia, tra questi il fidato DG Marino, visibilmente annoiato per il gesto d’abbandono del suo datore di lavoro, che non si divertiva per niente. E come non dargli ragione! Sarà in parte colpevole…. Ma non totalmente, e non più di quanto lo sono i suoi adepti.
Le sue sono “colpe” relative, se veramente crediamo alla famosa “carta bianca” in epoca non sospetta di “Calcio Mercato” di riparazione, quando tutti sapevano cosa mancava al Napoli per potersi confermare ai vertici, solo gli incaricati non lo avevano capito.
Forse si sarebbe potuto, come credo si possa ancora, ovviare alla mancanza di un uomo d’ordine a centro campo. Potrebbero, e lo saranno sicuramente, a mio modesto parere, essere buoni gli attuali presenti nella rosa dei ventitre dell’organico. Occorrerebbe solo un diverso modo di inviarli sul terreno di gioco. Non vorrei, andare oltre questa mia osservazione, già sono tanti quelli che lo scrivono e lo dicono in tutte le “salse”, quelli denominati “sapientoni”. Sarà anche vero che in Italia ci sono all’incirca 50 milioni di “commissari tecnici” capaci a dire e fare con “il senno di poi” però se ogni tanto si desse più importanza alla “voce del popolo” e di qualche ottimo giornalista si potrebbero fare tante cose migliori dell’attuale.
Sabato il presidente avrebbe fatto volentieri un ennesimo giro di campo, per salutare quelli che hanno capito il suo spirito ma non è stato possibile, non era la giornata adatta. Peccato perché nessuna altra giornata offriva tante opportunità messe assieme:
Il sole non mancava, come non mancavano all’appello i tifosi, richiamati allo stadio solo qualche giorno prima, si è visto il migliore pubblico che si è potuto avere in così breve tempo, il migliore che ha attraversato con soddisfazione quei “Tornelli” trasformatosi ” per De Laurentis in “Arco di Trionfo. Dovrebbe condurre lui la “Banda” che per moltissimi è ben fornita di tutto: del primo violino, dei migliori musicisti e arrangiatori; manca solo “il maestro alla conduzione” anche se, nello sport del calcio, la presenza del tecnico vale fino al 30%.