Reja e i suoi. E’ andato al di là delle più rosee attese. Ha fatto registrare un miglioramento del collettivo. OK. diciamo tutto bene … Dipende da quale punto di vista si vuole osservare la situazione. Per chi pensava che si andasse peggio quello che è riuscito a mettere assieme potrebbe soddisfare, per altri, quelli più esigenti, ma forse meglio affermare più obiettivi Queste imprese non sono servite a far innalzare il tasso tecnico tattico, il Napoli è rimasto allo stato brado se escludiamo che la parte più grande l’hanno fatto i nuovi a rafforzare l’organico. Non si sono visti tanti miglioramenti, in quelli che provenivano da altra serie. Qualcosa in più ha dato Garics che ha tutto da guadagnare, lui che è un calciatore in prospettiva futuristica e Sosa, un anziano che ha in alcune gare trovato l’elisir della giovinezza avendo fatto qualche sacrificio a tavola (avrà messo giù almeno sei o sette chili) che lo hanno fatto recuperare. Il resto è opera dei nuovi. Seppure…anche
questi, non erano accompagnati da certificato di garanzia al 100% Molti furono criticati all’ arrivo, erano stati messi in discussione per la loro qualità, ancora prima di giocare.
Ora, non ho elementi a sufficienza, faccio fatica, a capire le parole pronunciate dal tecnico Reja. “ Il Napoli mi piace così “. Sono frasi che fanno riflettere, sembrano rilasciate da chi non vuol entrare in polemica con qualcuno. Meglio precisare: con la dirigenza, che, pur avendo capito che servono forze nuove, tentenna nell’ affermare che queste arriveranno nel prossimo mercato di riparazione. Si vocifera che non ci saranno mutamenti sostanziali, solo qualche movimento, soprattutto in uscita. Reja si accontenta, non fa una richiesta più ardita. Beato lui. E’ così che si va d’accordo con i dirigenti. Alla FANTOZZI. Sempre che i tifosi accettino queste condizioni!
Il momento del calcio non è proprio brillante, si temono soste inopportune, causate da incidenti e situazioni varie. L’Italia è un paese adatto a queste situazioni non solo nello sport ma in ogni settore. Se non si fanno polemiche difficilmente si va avanti. Ogni italiano ha un sua idea personale e la esprime a modo suo.
Si ha l’impressione che il momento è difficile, però ci si conforta pensando che sarà solo un fatto momentaneo. Ma non per questo dobbiamo stare allegri. La classifica è bugiarda, in un modo e nell’altro, come leggeremo in seguito. Gli azzurri hanno disputato ad ora dodici gare, tra queste la metà giocata in casa. Visto le squadre incontrate al San Paolo in totale ha realizzato un totale di 15 punti di cui solo 5 i punti in trasferta a fronte di una vittoria irripetibile e due pareggi, i restanti 10 punti li hanno conquistati tra le mura amiche, offrendo i cinque punti recuperati in trasferta a chi è venuto a fare visita al San Paolo. Ha offerto qualche sprazzo di bel gioco, rispetto ai passati campionati di serie C1 e di B, ma niente di strabiliante. Tanto clamore, ma i risultati non raggiungono la quota che poteva essere diversa, vincendo solo le gare casalinghe. Avevano la possibilità e i requisiti c’erano tutti, si poteva avere una classifica a 18 punti e ora sarebbe meno problematica la situazione, si eviterebbe di fare richieste d’aiuto a San Gennaro.
Comunque, non sono queste le situazioni che stanno creando problemi. C’è pericolo che può
“MORIRE IL GIOCO PIU’BELLO AL MONDO”. Il Napoli ha dato tanto, nella grande famiglia del calcio Universale meriterebbe sempre “un posto al sole”. Il tutto fa preoccupare, per non spendere qualche Euro in più, per assicurare tranquillità servono i calciatori nei ruoli che mancano da tre campionati. Il Napoli nella massima serie serve all’Italia, calcistica e commerciale. Traggono benefici i locali e tutto l’indotto intorno al calcio.
Michele Onesti
19-11-07