Un pari a Roma con i vicecampioni d’Italia l’avrebbero sottoscritto tutte le squadre che non hanno una programmazione progettuale, per il complesso azzurro lo scopo è diverso, quello primario è il miglioramento di quell’ottavo posto raggiunto nel precedente campionato che ha aperto le porte dopo anni dell’ingresso nell’ambito Europeo, probabilmente anche gli azzurri visto le attenuanti e le circostanze precisate nell’immediata vigilia ,la perdita dell’amato presidente, la sconfitta subita in settimana ad opera dei rivali milanesi dell’Inter campioni d’Italia che oltre a prendersi il titolo a spese di una grande Roma faceva suo anche la supercoppa di lega, torneo che in passato hanno vinto anche gli azzurri nell’epoca d’oro.
Ma poi visto questa Roma, si poteva non sottoscrivere niente! La lupa non aveva i denti per azzannare, era più facile addomesticarla che temerla. Molti hanno visto un primo tempo diverso, è quanto scrivono e commentano in molti. A questo punto mi sorge il dubbio di aver visto un'altra gara. Ma a giocare erano sia Napoli che Roma.
Il Napoli è una squadra che non può lasciare niente d’intentato, le deve provare tutte per accorciare ancor di più dei termini stabiliti quel progetto vincente. Adesso ci sono vicini, mancano ancora alcuni accorgimenti tecnici e qualche innesto, ma probabilmente con la giornata di lunedì si potrebbe risolvere il problema tra le stesse mura domestiche senza andare alla ricerca a supermercati del calcio con saldi di fine estate. Sono questi gli uomini del progetto De Laurentiis e Marino, quelli che a breve porteranno sul petto per un’ennesima volta quel triangolino di stoffa tricolore, facendo tutti gli scongiuri possibili.
Anche facendo qualche gesto inconsulto, il Napoli possiede in casa l’elemento che serve a coprire lo spazio che ancora manca di un calciatore esperto, non tanto del ruolo, ma capace di assicurare qualità e quantità. Gli altri accorgimenti potranno trovare la giusta mediazione facendo osservare ai membri la formazione che si gioca in undici e non alla Paganini che suonava da solo.
Il collettivo è quello che funziona, abbiamo notato che almeno inizialmente i grandi nomi non fanno squadra da soli. Sono arrivati in tanti nell’ultima campagna di trasferimento, ma nessuno è stato incisivo ai fini del risultato, nemmeno il napoletano di turno El Tanche arrivato per fare i goal, si limita a fare gli assist, quello di ieri nell’azione che ha portato il Napoli sul risultato di parità, è stato determinante il suo passaggio con un colpo di testa CHE HA MESSO DAVANTI AL PORTIERE un pallone che andava spedito in rete per il solito Marek Hamsik, in assenza del goleador di coppa Rinaudo e Ignazio Pià che non ha preso parte all’incontro, quale Bomber è rimasto solo lui e non si fatto attendere anche se una traversa stava per rovinargli la festa.
Ma come solitamente avviene lo slovacco non abbandona facilmente il luogo del delitto, fino a quando non avrà constato il decesso avvenuto, lo ha completato con una finezza degna del più grande Maradona, esibendosi con una girata volante, alla stessa maniera del Pibe de oro, come si è comportato successivamente El Pocho con una serpentina degna di nota, da passare nelle scuole calcio, come gesto di bravura.
Come sempre avviene quando Lavezzi è in una fase di non finalizzazione, fa bruciare e attaccare la frittata nella padella. Lui non può fare un’opera Michelangiolesca e poi con un martello deprezzarla, è talmente bravo che i compagni di squadra confidano in lui come un essere superiore dotato per il gioco del calcio, e lui non può deluderli, sbagliando quello che è stato capace di sbagliare ieri allo stadio Olimpico di Roma davanti ad una platea di competenti e di tifosi inviperiti, sopratutti i napoletani che sono stati fatti arrivare nel secondo periodo di gioco. La loro presenza e credo sarà l’ultima almeno per un lungo periodo, è servita a dare coraggio agli azzurri che si vedevano soli in tanta confusione di bandiere che inneggiavano alla Roma. La presenza dei tifosi azzurri è coincisa con il bel secondo tempo disputato dal Napoli ridotto in dieci per lungo tempo per l’espulsione di Santacroce che nel giro di pochi minuti si è visto alzare sotto gli occhi tutti i colori in possesso del piccolo arbitro bolognese Banti non sempre preciso e imparziale Non ha fischiato falli commessi sotto i suoi occhi a favore degli azzurri facendoli innervosire. Non ha tenuto la STESSA calma dimostrata dagli altri e soprattutto di Blasi che è il più esposto a queste situazioni, quello che risultava il migliore in campo in quel momento, Fabiano Santacroce. Francamente un difensore come quello azzurro non si può regalare a nessuno, lui è uno che crea differenza, questa volta la differenza l’ha fatta in negativo, lasciando i compagni d’avventura in inferiorità numerica. Pronti ad approfittarne i giallorossi che spostavano tutte le loro incursioni su quella fascia dove era rimasto il solo Maggio, non troppo brillante alla prima.
Per fortuna c’e sempre lui, il gran Marek Hamsik, sostituito da Edy Reja, il quale non sapeva più che pesci pigliare, per portare a termine una gara che con accortezza il Napoli poteva anche vincerla, la Roma presentata all’Olimpico non era quella tradizionale, mancava di alcuni elementi di spessore, uno su tutti il capitano Francesco Totti che da solo è mezza squadra, a differenza delle altre compagini dove imperano i fuoriclasse. Tra non molto sulla strada dei successi, il Napoli, si potrà vantare di avere in formazione diversi elementi alla Totti, e non dovrà aver timore di nessuno. Rispetto si !