RIMINI-NAPOLI 1-1
Rimini: Handanovic; Vitiello, Porchia, Peccarisi, Regonesi; Cardinale, Cascione; Baccin (36° st Pagano), Ricchiuti (42° st Bischeri), Valiani; Jeda (25° st Moscardelli). All. Acori.
Napoli: Iezzo; Cannavaro, Maldonado, Domizzi; Grava, Dalla Bona, Gatti (33° pt Montervino), Bogliacino, Savini; De Zerbi (28° st Sosa), Calaiò (44° st Trotta). All. Reja.
Arbitro: Dondarini di Finale Emilia.
Reti: pt 20° rig. Calaiò (N); st 4° Jeda (R).
Ammoniti: Domizzi (N), Maldonado (N), Gatti (N), Cannavaro (N), Cascione (R), Bogliacino (N), Valiani (R).
Non bisogna mai far conoscere al contadino quanto è buono “il cacio con le pere”: si è fatto un gran parlare in settimana che un pareggio sarebbe stato un risultato ottimo su questo campo che fino a oggi 10 marzo 2007 non era mai stato favorevole a nessuno. Lo hanno pensato anche quelli del Napoli, fino a quando non avevano rimediato un vantaggio su calcio di rigore calciato da Calaiò, per l’occasione preferito a Bucchi che invece in tutte le formazioni presentate alla stampa veniva dato in campo dal primo minuto. Squadra che vince non si cambia ma purtroppo queste ipotesi valgono per altri e non per Reja che, non lo accuso di niente ci mancherebbe altro, ha fatto bene il suo lavoro, ma poteva regolarsi diversamente, poteva ad esempio fare dei cambiamenti inserendo uomini di sicuro valore anziché insistere ancora con Montervino che suo
malgrado non potrà trovare più spazio dopo di oggi, causa la sua scarsa forma e la perdita di abitudine al gioco collettivo per la lunga assenza dalla prima squadra.
Non tutte le ciambelle escono con il buco. Non era passato nemmeno un minuto, un tiro proveniente dalla sinistra trovava la difesa non ancora pronta al rinvio e, fortunatamente, l’attaccante Jeda sbagliava da pochi centimetri. Se il buon giorno si vede dal mattino questa era un ottima visione per far aprire gli occhi ai partenopei. Per come erano stati schierati sul terreno di gioco dal loro allenatore i riminesi non facevano trovare respiro agli azzurri, li aggredivano su ogni pallone. Questo accadeva fino al 18'.
Non erano nelle migliori giornate né De Zerbi che sbagliava quasi tutto, né Bogliacino che non faceva la solita parte da gigante, facendo così scemare il contributo di Gatti. E noi poveri telespettatori e ascoltatori oltre a doverci rassegnare al gioco non proprio eccezionale della squadra azzurra, dovevamo anche subire giudizi che arrivavano da telecronisti e opinionisti dell’emittente a pagamento. Sarebbe meglio se fossero imparziali. Loro vedono quasi unicamente i falli commessi dagli azzurri. Quelli degli altri sono solo "quasi falli". Non se ne può più.
A mettere le cose al giusto posto è stato Dondarini che dopo aver sbagliato per parecchio tempo vedeva finalmente giusto, un fallo da rigore per il Napoli su trattenuta fatta a Maldonado. Calaiò, che prima di allora aveva fatto poco anche a causa della scarsa collaborazione dei compagni De Zerbi e Bogliacino, trasforma il rigore.
Grava che si è distinto fino a qualche gara fa, oggi, senza la compagnia di Trotta (entrato solo a fine partita) trova difficoltà ad inserirsi. I romagnoli raggiungono il pari sfruttando un calcio di rigore che poteva anche non essere sanzionato. L’arbitro Dondarini procura al Napoli anche altri guai: Domizzi, Cannavaro, Maldonado ricevono il cartellino giallo ed essendo già diffidati non potranno essere in campo martedì contro il Vicenza.
Ormai il Rimini aveva speso tutto le forze disponibili ma il Napoli non riesce ad approfittarne. C’è voluto la mano del Signore a salvare i romagnoli: solo un miracolo poteva evitare quella marcatura che non si è realizzata.
Possiamo ricordare che alla fine il risultato di parità è stato utile, perché anche la grande Juventus ha perduto sul neutro di Mantova contro il Brescia con un sonoro 3-1, una sconfitta che non era nelle previsioni. Il Napoli avrebbe potuto fare suo il risultato. Non ha voluto. Al contadino gli era stato svelato il segreto “del formaggio con le pere”. Ha voluto provarlo.
Michele Onesti
10-03-07