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Il tecnico ricorda il suo amico Scoglio:"Era piacevole parlare con lui"
Sant’Antimo.
Clima surreale in casa Napoli. Per quanto la vittoria nel derby con la Juve Stabia abbia spazzato via tutte le critiche verso la squadra, l’atmosfera è condizionata dalla notizia della scomparsa dell’ex allenatore del Napoli, Franco Scoglio, meglio conosciuto come il “professore” di Lipari. Indimenticabile la sua avventura a Napoli, nonostante sia stata tutt’altro che positiva. “Io non alleno, insegno” così si presento alla città che capì subito che il “professore” era un personaggio particolare, e andava preso per quello che era, schietto e velenoso, con i suoi atteggiamenti istrionici e il suo modo di parlare da letterato. “Con me gioca solo chi ha tre palle, quelli con due vanno in panchina”, “ha i piedi storti, dovrebbe andare da un ortopedico”, “nessuno mi obbliga a parlare con il presidente”, “ci sono 63 modi per battere un calcio d’angolo” queste sono soltanto una piccola parte dell’immenso “personaggio Scoglio” che riassumono anche il difficile rapporto della squadra con il tecnico estremamente esigente che li portava ad allenarsi sul battito delle proprie mani o dei suoi piedi, ad essere esclusi dalla rosa per una bestemmia in allenamento dopo un errore o perchè semplicemente non gli piaceva, oppure a passare un Natale in ritiro a Tunisi perchè “lo stesso non sarebbe stato bello passare il Natale in famiglia con questa classifica”. Il professore a Napoli però naufragò come poi avrebbe fatto più tardi anche il Napoli di Naldi. “Ieri (lunedì, ndr) sera quando ho saputo della notizia della scomparsa di Scoglio sono rimasto malissimo” esordisce Edy Reja nel consueto intervento alla ripresa della preparazione svoltasi sul sintetico del centro polisportivo di Sant’Antimo. “
Antonio Gaito 04-10-05
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