NAPOLI-VICENZA 0-0
NAPOLI (3-5-2): Iezzo; Grava, Giubilato, Savini; Garics, Dalla Bona, Amodio (39' st Trotta), Bogliacino, Rullo; Calaiò (12' st De Zerbi), Bucchi (1' st Sosa). A disp. Gianello, Cupi, Montervino, Capparella. All. Reja. VICENZA (4-2-3-1): Zancopè; Martinelli, Fissore, Cudini, Nastos; Rigoni, Helguera; Paonessa (10' st Raimondi), Foti (45' st Zanini), Padoin; Schwoch (36' st Cavalli). A disp. Sterchele, Pesoli, Crovari, Viskovic. All. Gregucci. ARBITRO: Pieri di Lucca. NOTE: Spettatori 20.000 circa (partita aperta solo agli abbonati). Ammoniti Bogliacino, Schwoch, Grava, Giubilato, Zancopè, Padoin, Zanini, Savini. Recupero 0' pt, 5' st.
Il Napoli di oggi è stato proprio uno strazio. I commenti della vigilia della stampa specializzata erano tutti “pro” Vicenza: la squadra più in forma del momento. Veniva segnalato il pericolo e il rischio che correvano gli azzurri per l’arrivo di un ex che a Napoli aveva lasciato un ottimo ricordo. Stiamo parlando di Stefan Schwoch, annullato completamente nell’arco della partita, per lui durata circa 80 minuti: non ha realizzato un solo tiro degno di questo nome verso il portiere Azzurro. Il Napoli suo malgrado doveva presentare una formazione priva di alcune pedine, ma proprio nei settori dove erano presenti defezioni per squalifiche pregresse rimediate per numero di cartellini gialli non si notavano differenze: i presenti hanno fatto di tutto per non far rimpiangere gli assenti. In questi avvicendamenti, l’unico che aveva perduto il ritmo partita era Amodio, oramai disabituato alla prima squadra.
La capolista non si faceva sorprendere come contro il Brescia: ha vinto la sua gara con il Treviso, senza strafare. Il minimo possibile, una sola rete. A sorprendere più di tutti nella gara del Napoli, è stato il tecnico. A volte si cerca di non infierire con l’allenatore, lo si considera protetto da una “botte di ferro” grazie al lungo periodo di imbattibilità. Volendo essere eccessivamente buonista, si può fargli notare, (mai richiamarlo non ne abbiamo facoltà) che già dalla partenza ha commesso degli errori d’impostazione: non si possono mandare in campo contemporaneamente “Bucchi e Calaiò” senza un sostegno attivo. Non si può non inserire un calciatore che fornisce palloni giocabili dalla fasce laterali. Non conoscendo certezze e limiti della nuova difesa, con Rullo inserito dopo tanto tempo dal suo acquisto, temeva che i resti della vecchia difesa, ridotta a Grava e Savini, non riuscissero a fermare i Vicentini, che avevano realizzato fino all’arrivo a Napoli la bella quota di 17 punti in 7 partite giocate. Anche per questo non avanzava frequentemente Rullo, e quindi non potevano esserci lanci di provenienza dalla fascia sinistra. Sporadicamente, ci provava Savini ma con scarso risultato. Finita la prima parte si poteva rimediare inserendo sia Trotta che De Zerbi, si poteva passare con un solo attaccante di ruolo, indifferentemente, tra Calaiò o Bucchi. Invece il tecnico ha continuato a far funzionare solo la sua testa, giusto che sia così, inserendo Sosa e escludendo Bucchi. Francamente non è cambiato niente, non arrivavano, con questo sistema i lanci da entrambe le fasce. La cosa curiosa è che dopo poco, escludeva anche Calaiò. Quindi, la presenza di Sosa diventava inutile e dannosa. Per chi avrebbe spizzicato qualche pallone il Pampa ?
Ormai i centravanti erano stati esclusi dalla lotta. Lui, il Sosa, sappiamo che difficilmente si districa con la palla al piede, i cross in area, alti, erano preda di Zancopè ,un portiere di circa due metri. Arriva nel discorso in gara, Trotta. Forse era meglio risparmiarlo per non farlo sporcare, avrebbe risparmiato la doccia. Non si può inserire l’unica risorsa disponibile a crossare, ad un paio di minuti dal termine, non riesce, neppure a riscaldarsi. Forse se fosse entrato prima sarebbe stato più attento sull’unico pallone toccato, di testa, che andava a lambire il palo della porta di un grosso portiere ma non un gran portiere. Anzi forse è il più scarso del campionato. Ma è anche il più alto, e Reja questo lo doveva capire: sui tanti calcio d’angolo tirati Zancopè svettava più alto di tutti. Anche questa volta si perdono punti in casa contro squadre di bassa classica abbordabili. Non si possono lasciare punti a Triestina Arezzo e Vicenza tra le mura amiche, anche, quando la formazione non è al completo.
Michele Onesti
13-03-07
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