Napoli: Iezzo, Santacroce, Cannavaro, Contini, Garics, Montervino (11' st Sosa), Pazienza, Hamsik, Mannini (40' st Calaiò), Bogliacino, Lavezzi. A disp. Navarro, Grava, Cupi, Dalla Bona, Capparella. All. Reja
Siena: Manninger, Ficagna, Portanova, Loria, Rossi, Coppola, Codrea, Vergassola, Kharja (45' st Galloppa), Frick (21' st Locatelli), Maccarone (37' st Riganò). A disp. Elefhteropoulos, De Ceglie, Jarolim, Alberto. All. Beretta
Arbitro: Giannoccaro di Lecce
Note: ammoniti Coppola, Maccarone, Loria, Ficagna, Cannavaro
Un primo tempo senza un attaccante di ruolo, una difesa rappezzata, assente Domizzi all’ultimo momento, chi lo ha sostituito pur ha interpretato bene
il ruolo, ma nonostante ciò si è accusata la mancanza del muro partenopeo. In contemporanea, non potendo dare il loro contributo per squalifica, Blasi e Gargano che quasi sempre hanno presenziati alla vittorie, mi sembra che non si riesce ad essere interessante nel settore del centrocampo, il cuore della squadra. Tralasciando questo particolare, pensando di fare altri discorsi, ricordiamo che anche le altre assenze sono state determinanti, Zalajeta non è una mancanza da poco conto. C’e poco da stare tranquilli in fase di realizzazione, uno dei calciatori che aveva costruito questo complesso dall’inizio è venuto meno alle attese, Calaiò e l’altro il suo compagno di reparto, il Pampa Sosa, funziona benissimo con la “testa” ma con i piedi a stento ci cammina. Quello che possono offrire i sostituti in zona d’attacco è relativo, ecco che Reja fa esperimenti s’inventa Lavezzi attaccante prima punta e manda dentro Bogliacino ad assisterlo ma con tutta la loro bravura e capacità quando arrivano alla realizzazione mancano gli ultimi movimenti per la fase finale. Per questa gara con il Siena sono rimaste solo le promesse della vigilia. Tecnici e calciatori hanno disputato una buona gara ma quando si fanno le guerre senza cannoni e cannonieri si finisce per fare solo battaglie inutili. Anche il predestinato ad agire da prima punta, Lavezzi, doveva opporsi al tecnico per non permettere una formazione del genere, sarebbe stata più utile per una gara in trasferta, utile a conseguire un risultato di parità, senza pensare alla vittoria.
Un primo tempo senza una punta, quando in panchina c’è n’erano due. Saranno state anche spuntate ma almeno una, Sosa, poteva fungere da “Torre” collocandosi in area a dare fastidio al portiere ospite, Manninger che riusciva a prendere tutto quello che volava sopra la sua testa.
Mai
come in questa gara sia Mannini sia Bogliacino qualche cross riuscivano a farlo arrivare dalle fasce laterali. Poiché Reja, aveva presentato una squadra senza punte di ruolo, ne avrebbe potuto inserire addirittura due, Sosa e Calaiò, con la contemporanea presenza di Mannini e Bogliacino. Ci sarebbe stato il conforto dei cross, sempre mancati nelle altre giornate di campionato quando a coprire il ruolo di esterno a sinistra vi è stato Savini.
La squadra nel complesso aveva girato bene. Ai voti superlativi, per far innalzare la media, ci pensavano sia Santacroce sia Cannavaro, fornendo prestazioni da incorniciare. Bene pure Montervino, un buon primo tempo.
Il tecnico Reja si era espresso e fatte richieste di vincere tutte le gare per raggiungere l’obiettivo dell’Europa, seppure attraverso l’Intertoto, oppure, standoci le condizioni anche direttamente dalla porta principale, con l’ingresso in Uefa. Adesso è tutto da rifare ?
Cosa dire del Siena, ha fatto la sua onesta partita senza lode e senza infamia, come si sosteneva nelle anticipazioni della vigilia. Ha fatto una gara, soffrendo, ma comportandosi meglio del Parma. Poteva portare a casa il risultato pieno se la terna arbitrale non avesse visto quel fuorigioco millimetrico di Riganò. Perdere due punti per la mira sbagliata di qualche calciatore ci sta! Questi non hanno la licenza a segnare obbligatoriamente e tutte le domeniche.
Loro non sono punte autorizzate, si materializzano in quei settori. Si adattano per mancanza di calciatori addetti al ruolo. Lavezzi, Bogliacino e Hamsik non sono dei veri attaccanti.
Alla fine si finirà, scusate il gioco di parole, per pentirsi di non aver agito in partenza, da parte della Società, a comprare un attaccante che faceva la differenza.
Dobbiamo voltare pagina. Il pareggio è servito soprattutto ai toscani di Siena. Quello che è compromesso fino al collo è il Torino, sconfitto sonoramente a Roma, e domenica si troverà di fronte gli azzurri che dovranno onorare il campionato. Non si accettano richieste di favori.