MARCATORI: Sosa al 32' del pt, Tamburini al 44' del pt
NAPOLI (3-4-1-2): Iezzo (12' pt Gianello), Maldonado, P. Cannavaro, Domizzi, Grava (13' st Trotta), Montervino, Gatti, Savini, De Zerbi (25' st Pià), Sosa, Calaiò. (Giubilato, Garics, Dalla Bona, Bucchi). All.: Reja.
MODENA (5-3-1-1): Narciso, Antonazzo, Chiecchi, M.Rossi, Tamburini, Campedelli, Longo (25' st Gilioli), Bentivoglio, Abate, Pinardi (18' st Colacone), Bruno (44' st Sforzini). (Vergari, Ricchi, Virdis, Lazzari). All.: Mutti.
ARBITRO: Pantana di Macerata.
NOTE: Spettatori: 50.000. Angoli: 6-4 per il Modena. Recupero: 2' e 5'. Espulsi: Mutti (34' st) per proteste; Gilioli (40' st) per gioco falloso; Montervino (45' st) per doppia ammonizione. Ammoniti: Maldonado, Bentivoglio e Colacone per scorrettezze; Rossi per proteste; Calaiò per comportamento non regolamentare. Calaiò (34' st) si è fatto parare da Narciso un rigore concesso per fallo di Bentivoglio su Sosa.
La giornata era meteorologicamente accettabile, non proprio splendente come in altre occasioni, ma si poteva vedere tutto,
anche i non vedenti avrebbero visto a modo loro i marchiani errori commessi dal tecnico nell’inviare in campo formazioni facili da contestargli per l’infelice scelta dall’organico disponibile, per affrontare un avversario che non aveva nulla da chiedere ma che ugualmente ci avrebbe provato: era suo dovere farlo per i colori che rappresentavano e per onorare la platea di competenti che gremivano gli spalti del San Paolo. Per i modesti modenesi era già tanto passare sotto i “riflettori” in un palcoscenico a loro inconsueto avendo tra l'altro anche problemi di formazione. Uno degli assenti era proprio il portiere, chissà, forse se ci fosse stato lui in porta non avrebbe parato il rigore squallidamente calciato da Calaiò, altri interventi di un certo rilievo invece non li ha dovuto effettuare.
Facendo una ricognizione tra passato e presente, riscontriamo che a lasciare punti preziosi i partenopei lo hanno fatto solo alla presenza di squadre di bassa classifica, tra le altre segnaliamo quella attuale con il Modena, e poi con Bari Arezzo, Frosinone, Triestina, Crotone e Albinoleffe, non inseriamo quella di Piacenza che poteva esserci, gli emiliani sono pretendenti ad un posto disponibile per la promozione.
Da ieri si è sfatato un altro Tabù, quello del dodicesimo, tredicesimo, quattordicesimo uomo in campo rappresentato dal tifoso arrivato in forma massiccia sugli spalti a tifare,e a soffiare su quel pallone che difficilmente entra nella porta avversaria, quando la formazione non presenta le caratteristiche sufficienti, per poterlo far entrare in rete. Ieri erano tanti i motivi che non giustificavano questo procedimento, tutti fattori plausibili che lo impedivano. La mancata applicazione di moduli di gioco non lo permettevano.
Reja come il solito ha cambiato la formazione per la 38° volta in questo campionato, lui confida troppo nella componente fortuna, le sue intuizioni a mandare uomini in campo non sono prove provate in nessun impegno settimanale, lui sa che qualunque cosa fa è agevolato dalla fortuna e da quel San Gennaro che, suo malgrado, ha dovuto abbandonare il campo dopo che aveva effettuato il primo miracolo (ci rimetteva la caviglia sinistra che si gonfiava come un pallone). Da questo episodio è cominciata la giornata negativa, se il buon giorno si vede dal mattino questo era un mattino che non avrebbe pronosticato null’altro di buono durante la gara. Come avviene solitamente, questo tecnico con le sue trovate si permette di sfidare i tifosi nel fargli la lotta, per vedere fino a quanto reggono le coronarie. Non si debbono commettere in questo preciso momento errori del genere.
La presenza dei bomber non servono alla causa Napoli. I gol che potrebbero
realizzare sarebbero frutti di occasioni sporadiche, non ripetibili, infatti nell’occasione della concessione del calcio di rigore “legittimo” il cross che permetteva la possibile deviazione di testa del Pampa Sosa, poi successivamente ostacolato, avveniva dalla fasce laterali dopo l’innesto in squadra del brasiliano Pià che si è comportato brillantemente nella gara precedente. Garics e anche Della Bona avrebbero meritato di essere in campo. E quanti altri calciatori si sarebbero potuti utilizzare freschi e riposati per non aver partecipato alla gara di martedì.
Molti telespettatori cambiano addirittura canale per non inferocirsi alle telecronache del duo Savoldi Di Marzio, anche se poi a far soffrire di più sono i provvedimenti presi dal Tecnico.
Dal piede del napoletano di turno Longo cresciuto nelle giovanile azzurre il pallone che ha permesso a Tamburini di pareggiare una gara che i modenesi, attraverso le parole del suo tecnico, Bartolo Mutti altro ex, sostenevano che dovevano vincerla e non pareggiare. Una gara che il Napoli avrebbe dovuto fare un sol boccone e invece sbagliava anche il calcio di rigore perché il tecnico era poco accorto sulle varie situazioni che si stavano presentando, confusione in campo e calciatori avversari ad ostacolare il percorso del tiratore prescelto Calaiò che dopo tanti altri tiri dal dischetto andati a segno sbagliava questo che avrebbe potuto dare la serie A
Ancora una volta… e speriamo che sia veramente l’ultima che ci ha fatto soffrire per causa avventate di formazioni.