|

26'
st:
Grava (N) |
Marcatori: Grava al 26’ st
Napoli(4-2-3-1): Iezzo; Grava, Romito, Maldonado, Savini; Fontana (46' st Montesanto), Montervino(C); Capparella (36' st Amodio), Pià, Bogliacino (1' st Vitale); Calaiò. All. Reja
(Gianello, Briotti, Giubilato, Grieco).
Juve Stabia(4-4-2): Armellini; Taccucci, Di Napoli (C) (21' st Esposito), Avallone, Vanacore (41' Ferrigno); Sibilli, Andreulli, Delle Vedove (12' st Dionisio), Agnelli; Castaldo, Ambrosi. All. Vullo. (Petrazzuolo, Arigò, Scoponi, Molino)
Arbitro: Salati di Trento (Longhi – Manzini)
Spettatori: 35.000 circa, di cui 5.000 da Castellammare. Falli commessi: 22-26. Angoli: 6-0. Fuorigioco: 3-5. Ammoniti: Vanacore, Ambrosi, Avallone, Sibilli, Fontana. Espulsi: Avallone all'8’ st per doppia ammonizione. Recuperi: 3’ e 4’.
NAPOLI - Il Napoli gioca solo un tempo e Grava gli regala l’intera posta in palio del derby con i cugini della Juve Stabia. Partita alla camomilla nel primo tempo con il solito Napoli lezioso e il solito avversario che si arrocca nella propria area di rigore chiudendo ogni varco. Nella ripresa Napoli scatenato e Juve Stabia che frana dopo aver fallito la palla gol con Castaldo ed essere rimasta in inferiorità numerica addirittura nell’azione seguente. Passato in vantaggio torna il Napoli lezioso d’inizio partita e la Juve Stabia riesce anche ad avanzare timidamente.
Reja conferma il suo 4-2-3-1 con Bogliacino dal primo minuto, quella di Vullo invece è solo pretattica dato che a scendere in campo dal primo minuto è Ambrosi al fianco di Castaldo, mentre per Molino c’è solo panchina.
Il primo tempo scorre via, come detto, tra la leziosità e l’estenuante possesso palla dei partenopei che fanno però vedere anche una buona manovra ma che si arena negli ultimi sedici metri stabiesi. Nella ripresa Reja fa la sua scelta, toglie un Bogliacino fuori dal gioco e manda in campo il giovane Vitale nativo proprio di Castellammare di Stabia a giocare contro la squadra della sua città. L’azzurrino da la scossa alla squadra e praticamente il Napoli cambia marcia. Nonostante tutto i partenopei potrebbero capitolare quando Sibilli mette il turbo e serve Ambrosi che si incunea in area di rigore e serve Castaldo sulla cui conclusione Iezzo compie il miracolo chiudendo tutto lo specchio della porta, senza un attimo di respiro sull’azione seguente uno scatto da centometrista di Capparella costringe Avallone al fallo e all’obbligatoria seconda ammonizione che gli vale la doccia in grande anticipo. Recrimina la Juve Stabia poichè un suo calciatore era a terra, ma lo era già da prima quando Castaldo ha continuato tentando il tiro sul quale s’è opposto alla grande Iezzo. Il Napoli in superiorità numerica completamente rigenerato è incontenibile e Vullo manda in campo un difensore (Dionisio) per un centrocampista (Delle Vedove). Ci prova prima Montervino dopo una discesa palla al piede delle sue, ma Armellini smanaccia al di sopra della traversa, poi lo scatenato Vitale che tenta il diagonale preciso su cui Armellini si salva d’istinto con il proprio piedone sinistro. E’ il turno di Fontana che lascia partire un bolide di estrema bellezza dai 35 metri che si stampa sulla traversa. Dopo tante, e belle, occasioni è destino che a far gol debba essere il migliore in campo: ed infatti al 26’ st un inesauribile Grava s’inserisce in area e, dopo un errato rinvio di un difensore avversario, trova la carambola sul proprio piede di un altro difensore avversario e la palla s’insacca nell’angolino alla destra di Armellini. Da quel momento il Napoli torna lezioso, si guarda un pò troppo nello specchio per rendersi bello e fallisce una clamorosa occasione per chiudere la gara con Calaiò che, davanti ad Armellini, tenta il pallonetto piuttosto che il tiro a colpo sicuro. Ma tant’è che non influenza il risultato finale. Vittoria importante per i partenopei, terza sconfitta consecutiva per Vullo che vede la sua panchina traballare. Vince il Napoli, ma soltanto dopo i suoi tifosi: circa 35.000 che mostrano per l’ennesima volta la grande civiltà del pubblico napoletano mettendo sull’ironia la vicenda dello striscione:“Infame” rimane e anzi si moltiplica in tanti piccoli striscioni sparsi per le curve, ma senza un riferimento al destinatario dell’aggettivo.
Le pagelle
Iezzo 7. Una certezza. Salva il risultato compiendo il miracolo su Castaldo, sul relativo contropiede viene espulso Avallone e la partita cambia. Da sicurezza alla squadra ad ogni intervento.
Grava 7,5. Voto strameritato al di là del gol. Sarà anche per ordine di Reja, ma è sparito il difensore bloccato sulla sua zona delle ultime domeniche. Spinge come un forsennato sulla fascia di competenza tanto da inserirsi anche in area di rigore in una normalissima azione e sfruttare il rinvio errato di un difensore avversario e sbloccare il risultato dopo una carambola.
Romito 6,5. Sempre preciso e pulito in anticipo sul diretto avversario. A turno Castaldo e Ambrosi non hanno vita facile. Esce più volte palla al piede in disimpegno. Punto inamovibile al centro della difesa.
Maldonado 6. Un pò in affanno in qualche circostanza di mischia in area. Non commette errori clamorosi, ma dalla sua zona non è che ci sia da fare molto.
Savini 6,5. Così come Grava a destra anche l’ex difensore della Fiorentina spinge a sinistra in sovrapposizione con Pià. Va più volte al cross e allo stesso tempo presidia bene la propria zona.
Fontana 7. Grande prova del regista partenopeo. Non c’è azione che non parta, o al limite che passa, dai suoi piedi. Detta i tempi alla squadra non rallentandola mai come invece fatto nelle gare precedenti. E’ soltanto la traversa, per due volte, a negargli il gol prima su un bolide dai 35 metri e poi da calcio d’angolo. (Montesanto s.v. Pochi minuti a disposizione)
Montervino 7. Solito contributo del capitano azzurro. Lotta, sgomita, recupera un numero incredibile di palloni e si cimenta anche nell’impostare la manovra. La voglia di far bene lo inducono spesso a tenere troppo il pallone nelle sue percussioni palla al piede.
Capparella 6,5. Tutto sommato positiva la sua prestazione. Tenta più volte il numero, a volte esagerando troppo nel dribbling. Efficace nell’andare sul fondo e crossare. Non si risparmia nell’andare a dare una mano indietro. (Amodio 6 Entra nel finale e cerca di rendersi utile nell'interdire)
Pià 7. Non si vede molto, ma è sempre una spina nel fianco quando parte in velocità a seminare il panico in area di rigore. Nel primo tempo Taccucci riesce a tenerlo in qualche modo ricordandolo nelle gare quand’era difensore della Sambenedettese, nella ripresa semina il panico.
Bogliacino 5. Gioca abbastanza bene i primi minuti di gioco dando fastidio alla Juve Stabia agendo tra le linee. Finisce per uscire dal gioco e diventando prevedibile. Da recuperare psicologicamente. (Vitale 7,5. Entra col piglio del grande giocatore non risentendo dell'emozione di una partita importante peraltro contro la squadra della sua città. Da la scossa alla squadra che con il suo ingresso cambia marcia)
Calaiò 6. L’ex bomber del Pescara fa un grande movimento svariando su tutto il fronte offensivo. Manca clamorosamente l’appuntamento al gol in ben due occasione, soprattutto nella seconda quando davanti ad Armellini tenta il pallonetto piuttosto che la conclusione.
All. Reja 6,5. In settimana ha fatto le sue scelta, non gli danno ancora ragione ma non si perde d’animo: la squadra nella ripresa entra in campo concentrata e convinta di poter fare sua la partita. Toglie Bogliacino per Vitale, l’azzurrino gli da ragione facendo cambiare marcia alla squadra.
Interviste
Il tecnico del Napoli, Edy Reja, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post-partita:"Il primo tempo abbiamo cercato di sbloccare il risultato con una manovra ordinata, mentre nella ripresa con un pizzico in più di imprevedibilità. Una volta sbloccato il risultato siamo ritornati leziosi e abbiamo faticato il doppio permettendo alla Juve Stabia di farsi vedere nella nostra area di rigore nonostante l'inferiorità numerica. Ci tengo a fare i complimenti ai tifosi per la vicenda dello striscione che li vede vincitore e a chiarire che la polemica che mi ha visto protagonista in settimana è nata soltanto da mie affermazioni che sono state fraintese. Vitale? Non mi aspettavo che fosse così determinante. Soprattutto perchè giovane ma anche perchè lui è proprio di Castellammare".
Il direttore generale del Napoli, Pierpaolo Marino, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post-partita:"Sulla vicenda striscione ne è uscito vincitore il pubblico di Napoli. Hanno dato la risposta ironica migliore di loro spontanea volontà senza nessuna pressione da parte della nostra società. Sono contento della vittoria. Nel primo tempo ha cercato la vittoria con ragione, una manovra organizzata, mentre nel secondo tempo ha messo in campo tutto il suo cuore e furore agonistico per sbloccare il risultato. Il gioco? In C non esiste, la scorsa stagione forse soltanto il Rimini mostrava un organizzazione mentre lo stesso Avellino sappiamo come giocava. Vitale? E' un arma in più per Reja, e secondo me può fare ancora di più. Ma il discorso va allargato a tutto il settore giovanile che da zero ha adesso circa 200 tesserati sotto la supervisione di Santoro, il quale ha scoperto Vitale portandolo prima ad Avellino e poi da noi. Abbiamo dei talenti e ogni domenica i nostri giovanissimi e allievi vincono nei campi di tutt'Italia. Comunque ripeto che sono soddisfatto, ed il fatto che non subiamo reti è fondamentale: i campionati si vincono così. Io faccio le mie scelte, le critiche ci saranno sempre: basta ricordare che quando portai Iaquinta ad Udine fui contestato per due anni dalla curva. La Juve Stabia accusa di antisportività? Non voglio polemizzare, peraltro è una società amica. Conosco bene per aver avuto sia Vullo che altri nel mio Avellino in serie A e, dato il loro spessore caratteriale, mi sarei meravigliato se non avessero detto niente".
Antonio Gaito
30-09-05
|