Napoli: Gianello, Santacroce, Cannavaro, Contini, Mannini (39' st Grava), Blasi, Gargano, Hamsik (48' st Bogliacino), Savini, Lavezzi, Zalayeta. A disp. Navarro, Rullo, Montervino, Dalla Bona, Calaiò. All. Reja
Inter: Julio Cesar, Maicon, Rivas, Materazzi, Chivu (7' st Crespo), Figo (34' st Jimenez), Vieira, Pelè, Maniche (1' st Zanetti), Balotelli, Suazo. A disp. Toldo, Stankovic, Fatic, Solari. All. Mancini
Arbitro: Rizzoli di Bologna
Marcatore: 3' pt Zalayeta
Note: ammoniti Chivu, Santacroce, Blasi, Julio Cesar, Mannini, Contini, Rivas. Al 30' st Julio Cesar ha parato un rigore a Zalayeta
La squadra scesa in campo per il posticipo della 26a gara del campionato di serie A contro i campioni d’Italia dell’ Inter, rimarrà per lungo tempo negli occhi dei presenti allo stadio e quelli davanti ai teleschermi nelle loro comode poltrone. I locali calciatori del Napoli di questa squadra avevano solo la maglietta di colore Azzurro, all’interno della loro divisa o c’erano UFI, MARZIANI, oppure creature d’altro pianeta non meglio identificato, sicuramente non era il “Pianetanapoli”. Per rimanere nei nostri limiti e paraggi terreni di un continente che conosciamo bene, possiamo affermare che questi giovani talenti espressioni del calcio moderno, sbarcati a Napoli tra il mese di luglio del 2007 e i primi di gennaio del 2008 sono noti, ma non ancora conosciuti alle grandi platee, aspettano le occasioni per mettersi in evidenza e mostrare le loro capacità balistiche.
Ieri non erano i soliti che conosciamo e che l’Italia calciofilo sta imparando a conoscere, questi erano degli indemoniati, potevano avere qualsiasi tipo di maglia, nessuno si sarebbe accorto che sotto a quelle maglie c’erano i fusti dei calciatori del Napoli, potevano essere scambiati per quelli dei rossi del Manchester United o i merenghe, i bianchi del Real Madrid o i blugranata del Barcellona, i famosi uomini d’oro di tutte queste squadra messe assieme. Neppure lo stadio era riconoscibile, ieri non sembrava il San Paolo, ma Campo Nou. In Italia non ci sono stadi che possono regalare la stessa emozione e lo stesso colpo d’occhio.,
Quelli che stanno sugli spalti dello stadio San Paolo di fuorigrotta; in campo hanno dei fratelli e per gli spettatori più anziani i figli, quelli che giocano non sono più persone estranee, ma persone di famiglia, proprio perché a Napoli ci affezioniamo presto con chi viene a far parte della casa madre. Il Napoli e i tifosi sono la stessa cosa. Aspettavano il replay, erano talmente felici gli spettatori che quasi si dimenticavano di andar via. Vista la vicinanza tra un settimana con la gara da giocare con la forte Roma che sicuramente sarà un altra gran partita, qualcuno avrà pensato di farsi un accampamento per rimanere e respirare quell’aria della vittoria contro i primi della classe, una soddisfazione doppia per gli azzurri. Si sono ripresi ciò che ha lasciato ingiustamente nella gara d’andata, in quell’occasione non meritavano la sconfitta, almeno per come interpretarono la gara.
Non sono serviti gli interessi, il Napoli è una squadra signora, non una signora squadra,intesa come compagine che impaurisce l’avversario.
Questa piazza vuole i successi, è una piazza esigente, ma sa rispondere alle chiamate. Disponibile a fare anche qualche sacrificio, infonde più attenzioni per queste manifestazioni del tipo sportivo e d’attualità, come ad esempio le festività ricorrenti, “la festa di Piedigrotta “. Quella che si annunciava prima della gara che si sarebbe segnalata con gli stessi manifestazioni di gioia, immediatamente dopo in caso di un successo, con caroselli d’auto in città e bandiere al vento, nel segno della ripresa e dire al mondo del calcio “Il Napoli C’è”. Il successo c’è stato, e anche la Festa, ha avuto il suo particolare momento. Avveniva nell’ora tarda della sera. I tifosi daranno spazio ai veri festeggiamenti di giorno, con la prossima gara in programma allo stadio di Fuorigrotta con i giallorossi, anche per ringraziare il suo capitano Francesco Totti che intervistato qualche giorno prima della gara tra Napoli ed Inter disse che aspettava la sfida che i primi della classifica avrebbero disputato a Napoli per tirare le somme; avvertendo che non sarebbe stata facile la trasferta degli uomini di Mancini a Napoli. Aveva visto bene, ma adesso gli azzurri aspettano anche lui come hanno aspettato Del Piero, Buffon, Quagliarella, Di Natale, calciatori di fama, vittime della compagine azzurra all’interno dello stadio San Paolo., Gli altri che pure hanno subito sconfitte sono calciatori meno noti, per questo non sono stati citati. Ma per i romanisti varrà la pena segnalarli al gran pubblico. I nomi sono di grido, come quello del suo tecnico Spalletti.
In bocca al lupo Napoli
Michele Onesti
3-03-08