Napoli: Gianello, Cupi (33' pt Hamsik), Cannavaro, Domizzi, Garics, Blasi, Gargano, Bogliacino (17' st Sosa), Savini, Lavezzi,
Zalayeta (29' st Calaiò). A disp. Del Giudice, Grava, Contini, Montervino. All. Reja
Genoa: Scarpi, Bovo, De Rosa, Lucarelli, Konko, Paro, Milanetto (15' st Coppola), Juric, Danilo (40' st Papa Waigo), Leon (10' st
Sculli), Borriello. A disp. Lanza, Rossi, Ghinassi, Di Vaio. All. Gasperini
Arbitro: Pierpaoli di Firenze
Marcatori: 12' pt Cannavaro aut. (G), 8' st Domizzi rig. (N), 44' st Sculli (G)
Note: ammoniti Bovo, Savini, Lucarelli, Blasi, Borriello, Gargano, Garics. Recuperi 2+4.
Non è solo colpa delle situazioni del momento particolare che attraversa il calcio, e non solo a Napoli. Ci sarebbe da chiudere più della meta degli stadi italiani. Chiudere quello di Napoli è non fare giustizia sommaria, è una sfida contro il popolo che si sta adoperando in ogni modo per superare certe difficoltà che esistono. In questa città ci sono tante discordanze che pure andrebbero valutate, ma si cerca di farlo con parsimonia, non si può ottenere tutto e subito. Per anni gli sportivi i tifosi hanno subite angherie e sopportate con dignità, ognuno ha dato il proprio contributo per una sanatoria, ma quando poi si nota che a pagare sono sempre gli stessi, gli anelli più deboli della catena, diventa un sopruso. Napoli
fa apparire la notizia in maniera gigantesca rispetto all’accaduto reale. Una bottiglietta di plastica semivuota e uno striscione sollevato dopo pochi minuti dalla sua apparizione non avrebbero prodotto tanto clamore in altri stadi d’Italia. Napoli come più volte citato ha funzionato da “cassa di risonanza”. Ma sarà stato solo questo oppure c’è stata scarsa applicazione su elementi che andavano valutati in precedenza?
Indipendentemente dai fatti di cronaca accaduti che non hanno fatto piacere rimane la realtà che 4 punti in tre gare non erano i punti sperati. Nelle prime sei partite di campionato gli azzurri dovevano mettere fieno nel pagliaio. La buona sorte l’aveva messo in una situazione agevole, le squadre da incontrare erano tutte alla loro portata, quindi i punti messi in preventivo erano di una quantità diversa da quelli realizzati. Incontrò il primo ostacolo della nuova stagione calcistica nella ritrovata serie A in una gara che doveva essere facile, c’erano tutti gli elementi per non mancare l’obiettivo, soprattutto il pubblico che spingeva.
La ripresa, alla seconda gara, era un altra storia. Una vittoria ad Udine e recuperava il terreno perduto al San Paolo. Chi avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria sonante degli azzurri nel Friuli? Depauperarla con una nuova sconfitta in casa, con un Genoa al dir poco deludente, è da incoscienti. Dal momento dello svantaggio avvenuto per un autorete del bravissimo Cannavaro, il Napoli si è adoperato per raggiungere
il pareggio, ottenendolo meritatamente. Sarebbe bastato difendere questo pareggio così non si sarebbe parlato di sconfitta con un Genoa che tutto pareva tranne che una squadra gemellata, badava solo a controllare il suo vantaggio commettendo anche qualche sciocchezza di troppo. La storia del gemellaggio mi rode e non poco. Non piangiamo perchè non siamo allo stadio, ma i calciatori del Genoa e il suo allenatore, il tecnico Gasperini, se la ridono, pur conoscendo il problema con i fratelli gemellati: chiamava in causa le forze fresche dalla panchina ,voleva ritornare in possesso della vittoria, inserendo uomini nel reparto offensivo
Sculli ad esempio era un goleador temibilissimo in passato. Dello stesso avviso “sbagliando” lo seguiva Reja. Forse un punto di ragione in più rispetto ai Grifoni l’aveva il Napoli. Giocava in casa e doveva almeno come da preventivo vincere le gare al San Paolo. Era questo l’obbiettivo primario degli azzurri, c’erano anche le condizioni per farlo contro i rossoblu. Per il Napoli era l’ultima, Poi ci sarebbe stato il ciclo terribile da affrontare, dalla settima in poi. Sabato infatti andrà a Milano in casa dei campioni d’Italia. Il Genoa era stato accolto come la squadra nazionale .Doveva essere un avversario e null'altro. E per tali andavano accolti, così non è stato. Soprattutto dagli innamorati del gemellaggio. Oggi non so quanti, di quelli che li chiamano fratelli, dopo la sconfitta saranno lieti di aver perduto.
Calaiò non riesce ad entrare in partita nel breve periodo impiegato.
Il Genoa con quella squadra non sarebbe andato oltre ad un pari comminato.
Il risultato è figlio del momento negativo che attraversa il Napoli, è meglio dimenticare presto la sconfitta. Adesso ci aspettano Inter, Roma in esterna, Juventus nuovamente al San Paolo e Fiorentina in trasferta, dovranno farci sperare con risultati possibili, per mantenerci nelle posizioni alte di classifica, fino al giro di boa. “Adda passa a nuttata”.
Michele Onesti
03-10-07