NAPOLI-EMPOLI 1-3

 

Napoli: Gianello, Grava, Cannavaro, Domizzi, Savini (26' st Calaiò), Blasi, Pazienza, Hamsik (14' st Sosa), Mannini (33' st Santacroce), Lavezzi, Zalayeta. A disp. Navarro, Montervino, Gargano, Bogliacino. All. Reja
Empoli: Bassi, Antonini, Marzoratti, Piccolo, Tosto, Buscé, Marianini, Marchisio (1' st Pratali), Budel, Giovinco (38' st Saudati), Pozzi (22' st Moro). A disp. Balli, Rincon, Giacomazzi, Abate. All. Malesani
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo
Marcatori: 21' pt Pozzi (E), 37' pt Mannini (N), 21' st Pozzi (E), 36' st Budel (E)
Note: espulsi nell'intervallo Zalayeta (N) e Piccolo (E) per reciproche scorrettezze all'imbocco dello spogliatoio. Espulso al 28' st Domizzi (N) per fallo da ultimo uomo.
Gli azzurri hanno delle allergie, sentono e soffrono la presenza dei grandi pubblici.  Alla gara con l’Empoli erano in 50.000 mila + i portoghesi che rappresentavano un bel numero di spettatori in più. Erano lo stesso numero anche con la Reggina. Guarda caso come entrambe le squadre negli ultimi posti in classifica. Avevano in comune la stessa divisa di color Amaranto. E come per la Reggina, il Napoli riusciva a pareggiare, grazie ad un gol realizzato alla fine del primo periodo di gioco dal nuovo arrivato di gennaio, Mannini, costato sette milioni di Euro, e a mio parere li vale tutti e sette.

Si è comportato bene nel suo ruolo Pazienza, un poco lento, quasi un ragionatore, non accelera il passo.

In questa con i toscani non si è arrivato neppure alla divisione dei punti, come avvenne con i calabresi agli ultimi minuti di gioco. La colpa è di chi non sa leggere le gare in partenza. E’ mancato l’approccio alla gara. Reja non è stato capace di cambiare pelle alla squadra, hanno conservato lo stesso metro di gioco, i tre del reparto offensivo giocavano molti distanti tra loro. Zelajeta che è stato abituato alle mischie in area si trovava ad affrontare l’avversario che gli stava davanti, partendo da molti metri distanti dalla porta. E francamente non è opera sua    

Sapere che in una squadra ci sono elementi che potrebbero dare fastidio, avendo il vizietto del gol, e non prendendo le giuste misure, è come suicidarsi. E farlo di fronte a 50.000 mila spettatori come se si giocasse una gara di Champions Leaghe, per il tecnico non è una bell’impresa. Tutti gli sportivi con piccolissime nozioni d’apprendimento in materia di calcio, saprebbero che bisogna ingabbiare, soprattutto il goleador.

Tra questi c’era una vecchia conoscenza, per breve periodo in maglia azzurra, che per le sue doti sta portando avanti il suo Empoli, POZZI che ci ha rifilato due splendide reti. A fargli da cornice due napoletani, Buscè esperto di categoria, l’altro è Piccolo che, a causa di un diverbio all’ingresso negli spogliatoi per il riposo, veniva alla mani con Zalajeta, e l’arbitro li squalificava entrambi. Questi napoletani di turno hanno fatto il possibile per mettersi in mostra. La squalifica di Zalajeta ha disorientato Reja. Faceva affidamento soprattutto sulla punta centrale.  Andava inserito per questo immediatamente Calaiò, qualunque cosa fosse accaduto. Si doveva portare il modulo a due avanti, con Lavezzi e Calaiò, magari togliendo un centrale, Pazienza tanto per fare un nome, oppure ridisegnare senza Grava o Savini.     

Mi dispiace, ma questa volta Reja l’ha fatta grande la baggianata, non doveva offendere con il suo modo di far giocare la squadra di fronte ai milioni che seguono da tutto il mondo e più gli infreddoliti del San Paolo. Perdere una gara casalinga calciando una sola volta in porta è  mortificante.

Domizzi non riusciva a fermare un indiavolato Giovingo lanciato a rete, atterrandolo sulla linea, e da ultimo uomo. Così completava il quadro di disperazione che si notava sugli spalti.

Non si può accusare la squadra in toto. Qualcuno non è ancora in linea. Manca soprattutto quel maestro che, alla fine del disastroso incontro di una domenica fredda di febbraio, segnalato con il numero che non porta bene 17, è stato sonoramente fischiato. Ora affermerà che non era il caso di cambiare modulo, è stata la piazza o chi, gli ha chiesto insistentemente di cambiare gioco. Eccoci serviti.

 

Michele Onesti

18-02-08

 

 

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