Napoli: Iezzo, Cannavaro, Contini, Domizzi, Mannini (44' st Montervino), Blasi (1' st Pazienza), Gargano, Hamsik, Savini, Lavezzi, Calaiò (14' st Sosa). A disp. Navarro, Grava, Garics, Bogliacino. All. Reja
Atalanta: Coppola, Belleri, Carrozzieri, Manfredini, Bellini, Ferreira Pinto (23' De Ascentis), Tissone, Guarente, Padoin, Paolucci (23' st Inzaghi), Floccari. A disp. Forsyth, Pellegrino, Fissore, Capelli, Marconi. All. Del Neri
Arbitro: Ciampi di Roma
Marcatori: 17' st Hamsik, 21' st Lavezzi
Note: ammoniti Contini, Pazienza. Recuperi 0+5.
Una giornata luminosa tanto per non rimpiangere le serate splendenti, delle notti napoletane. A volte anche i pomeriggi fanno divertire.
Questa volta i principali artefici sono tutti di nazionalità straniera. Decisivo soprattutto Sosa Roberto Carlos, alias il Pampa, il suo contributo l’offriva dal secondo periodo di gioco, quando finalmente si escludeva dalla gara un calciatore che a suo tempo aveva dato un apporto alla squadra, per la risalita prima in serie B e in seguito in serie A Quel calciatore che risponde al nome di Emanuele Calaiò, che secondo i pareri di molti ha fallito anche quest’ennesima prova per una sua riconferma che difficilmente si verificherà. Hanno fatto compagnia al Pampa il connazionale Lavezzi che ancora prima della entrata in campo di Sosa, sbarazzava per tutta la parte superiore del campo, alla ricerca di palloni per giocare, ma come sempre, erano più i falli che gli commettevano che le palle da giocare. Si è distinto dalla seconda parte, e per dirla tutta, solo dopo l’ingresso dell’argentino Pampa che a fine stagione lascerà per scelta di vita. Il contributo del Pampa è sempre superiore a quello del più giovane collega che, a mio parere non riuscirà a prendere il testimone, sicché in quel ruolo, non occorreranno due, ma forse tre calciatori, per poter stare coperti. Calaiò proverà a giocare da altra parte, magari anche in una serie inferiore, sperando che troverà qualche estimatore, visto il campionato deludente che sta portando a termine, anche se
le sue presenze sono sistematicamente dosate con il contagocce. Il tecnico Reja non è affatto vero che non lo considera, è lui che non ha più quello spunto di una volta. Se non riesce a dare un contributo quando è impiegato la colpa non è del tecnico Reja. Con il palermitano in campo non c’erano sbocchi per Marek Hamsik che ha sbloccato il risultato, e per Gargano che ha vinto tutti i contrasti, illuminando il reparto di centrocampo, orfano di Blasi, uscito per cattivi disturbi intestinali, al suo posto Pazienza, per il quale non si potrà contare come per Contini per la partita di Parma, saranno appiedati dal giudice sportivo.
Il Napoli doveva cancellare la brutta gara di Catania. Mentre per la gara al San Paolo c’erano ancora le cinque pappine prese a Bergamo che cercavano una vendetta.
La quarta caravella della storia di Cristoforo Colombo, dopo la Nina, la Pinta e la Santamaria, per l’occasione era diventata una nave azzurra, che aveva armato i cannoni per il combattimento a Fuorigrotta, quella battaglia navale che sta conducendo Reja, contro i suoi colleghi predestinati, secondo alcune voci, a sostituirlo sulla panchina del Napoli, per venire ad occupare quel posto al sole di Napoli. Sulla strada adesso c’era Delneri, più volte chiamato in causa dalla stampa e dalle televisioni. Oggi al San Paolo è stato benservito da Reja. Anche se Delneri tecnico Friulano come il nostro, aveva per tempo provveduto ad accasarsi ancora per un altro anno a Bergamo. Bene ha fatto ad anticipare per tempo il suo rinnovo di contratto con l’Atalanta il tecnico Luigi Delneri prima della gara di Napoli: dopo poteva non trovare l’accordo con la società orobica. Il Napoli al San Paolo, quando ci crede, non è bello solo di Notte. Diamo a Reja quello che è di Reja. Non conosco società che si priverebbero del suo tecnico, dopo quanto ha saputo realizzare in questi.
Con la diatriba in campo vista da tutti i telespettatori e quelli presenti al campo, avvenuta con il suo allievo Domizzi, Reja ha voluto rasserenare anche i tifosi: ha precisato ai giornalisti televisivi che parlano spesso in questo modo perché tra loro c’è democrazia. Viva Reja e viva la democrazia.