NAPOLI-ALBINOLEFFE 1-0
MARCATORI: Sosa al 33' pt
NAPOLI (3-5-2): Iezzo; Maldonando, P. Cannavaro, Domizzi; Garics, Montervino, Dalla Bona (32' st Gatti), Bogliacino, Rullo; Sosa (20' st Calaiò), Pià (41' st Bucchi). (Gianello, Grava, Trotta, Amodio). All.: Reja.
ALBINOLEFFE (3-5-2): Marchesetti, Garlini, Dal Canto, Dos Santos (14' pt Colombo), Innocenti (12' st Gori), Belingheri, Del Prato, Poloni, Peluso, Cellini, Ruopolo (1' st Ferrari). (Acerbis, Lamma, Madonna, Bonazzi). All.: Mondonico.
ARBITRO: Gava di Conegliano Veneto.
NOTE: spettatori 50 mila circa. Ammoniti: Cellini e Del Prato per proteste; Belingheri, Colombo e Cannavaro per scorrettezze; Pià e Sosa per comportamento non regolamentare. angoli: 5-4 per l' Albinoleffe. Recupero: 2' e 2'.
Il Napoli doveva farsi perdonare la sconfitta dell’andata e lo ha fatto questa sera! Era quello che si attendeva, ma quanto soffrire, prima che l’arbitro sancisse con il triplice fischio finale la partita che per i malati di cuore era da evitare, probabilmente il Tecnico Reja gode d’ottima salute e anche d’ottimismo, sa che ha disponibili una quantità imprecisata di Bonus; sono dei Ticket che, se spesi senza criteri potrebbero finire da un momento all’altro senza accorgersene, e la “Dea Fortuna” potrebbe non procurarli in tempo utile per quando serviranno, visto che lui se li spende in periodo che questi buoni valgono solo il costo, e non possono essere adoperati e consumati per acquisti speciali. In altre parole detto alla buona “papale, papale”, non conserva la possibilità di alimentarsi, con questi in momenti difficili. A che serviva conservare forze fresche per presentarle nella prossima partita a Mantova, quando si sarebbe potuto compromettere il risultato in questa gara, sapendo che gli ospiti di turno erano ostici? Gli avversari erano guidati da un ex, quel Mondonico, privo di fortuna nel suo breve soggiorno napoletano. Nell’intervista rilasciata ai microfoni nel dopo gara, pronunciava con parole chiare che la gara non l’avevano vinta i giocatori in casacca azzurra, e neppure il tecnico con le previsioni di gioco, ma l’aveva vinto il pubblico che ha rappresentato per il Napoli, il 12°, 13°, 14°, 15° e oltre uomo in campo. Come dare torto a questo tecnico che con queste parole aveva specificato tutto quello che si doveva sapere di questa gara? Come può il tecnico Reja, sapendo che gli avversari diretti da tenere sotto sorveglianza per l’ammissione al campionato di A avevano vinta la partita giocata nel pomeriggio convincendo, contro un Verona irriducibile, con alla guida l’ex tecnico azzurro Ventura, allontanato da Napoli dopo la disav…Ventura nel primo campionato di serie C1? Non sono bastate neppure queste informazioni pervenute in anticipo a far cambiare idea di formazione al Tecnico azzurro. Perché tanto rischio! è giusto che questo tecnico deve sempre proibire ai malati di cuore di assistere alle partite casalinghe fino al 92° minuto di gioco? Tanto è durato il tormento nella gara di ieri, in una partita che, alla fine non sarebbe bastato neppure il solito Miracolo di San Gennaro Iezzo da Castellammare di Stabia. Questa volta tanta autorità divina si sarebbe resa insufficiente, era necessaria una mano suprema, ci ha pensato un nuovo santo, in abito nero e fischietto tra le labbra: quel piccolo strumento musicale, nel caso avesse emesso il suo suono, avrebbe vanificato tutti i sacrifici fatti dall’unico reparto ancora non smobilitato dal tecnico che continua a fare esperimenti di formazioni, quando siamo ormai quasi alla fine del campionato. A rimanere in campo sono i 4/6 del reparto difensivo, mancano all’appello lo squalificato Savini e Grava messo a riposo prudenziale, hanno fatto il loro ingresso fin dall’inizio Garics il giovane austriaco, che era arrivato per essere impiegato in una formazione futuristica, e l’altro e unico acquisto di gennaio, il difensore napoletano di provenienza leccese Rullo: entrambi hanno offerto il loro contributo senza demeritare, certamente non abituati alla normale amministrazione per essere stati poco impegnati in altre circostanze, solo spezzoni occasionali.
Hanno trovato spazio dall’inizio, oltre ai citati difensori, i centrocampisti Dalla Bona, assente per un periodo e Montervino che ha bissato la seconda partita consecutiva con la fascia di capitano, il che dice chiaramente del suo impiego dall’inizio, come pure Pià, lo stesso "Pampa" Sosa “sbloccatutto”: ormai è questo il suo nuovo nome di battaglia. Nonostante l’età non proprio giovanile e la sua stazza fisica, oggi ha fatto rimanere in panchina calciatori di primo livello quali Bucchi e Calaiò quest’ultimo allo scopo di farlo recuperare. Non si è visto neppure in panchina De Zerbi, assente e in tribuna anche nella partita precedente.Ieri sera il Pampa avrebbe dovuto trovare difficoltà per la pesantezza del terreno di gioco intriso d’acqua per le piogge cadute in precedenza e poco prima della gara. Invece niente! Questo calciatore continua a meravigliare ed è questa una un'altra fortuna che possiamo attribuire al tecnico che non si lascia con le mani senza aggrapparsi con i piedi.Il Sosa non perde l’occasione per rendere omaggio al suo prestigioso e sfortunato connazionale, Diego Armando Maradona, argentino “naturalizzato” napoletano, alla stessa maniera sta seguendo le orme Roberto Carlos Sosa, che come da desiderio della presidenza e del DG Marino rimarrà napoletano a vita, se lo vorrà. Ieri aveva sotto la sua “camiseta azzurra” un'altra maglia, quella con il 10; l’unico dieci della storia del Napoli che ha fatto scrivere pagine di sport indimenticabili, archiviate e conservate gelosamente nelle casseforti della società. Per ritornare alla cronaca di questa partita, dobbiamo far notare che “tutte” queste new entry buttano il cuore. Loro sono un frammento e non la causa, nel caso arrivasse l’imponderabile, ovvero se il tecnico dovesse essere abbandonato da quella fortuna che ormai lo assiste da sempre. Ma comunque è andata. Il necessario è che è finito. Il Napoli non potrà sbagliare! Non potrà perdere l’occasione.
In caso sfortunato di mancato risultato avrebbe incoraggiato i Grifoni genovesi e demoralizzati i nostri che si sarebbero visti superati, e sarebbe stato duro riprendersi il terreno perduto.
In campo un Napoli al risparmio, una formazione che dire inedita era riduttiva, sembrava inventata dal tecnico come voler sfidare chiunque, si sarebbe prestato a suggerire l’ingresso per tizio e per caio. Non mi sembra il caso di rischiare l’osso del collo in casa e con una platea di oltre 50 mila spettatori. Sarebbe bello che il tecnico si ravvedesse, e non pensare fin che la barca va lasciala andare, potrebbe arenarsi da un momento all’altro. Facciamo i dovuti scongiuri, e gridiamo Forza Napoli
Michele Onesti
2-05-07
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