RE LEAR

Di William Shakespeare

 

Interpreti: Roberto Herlitzka, Daniela Giovannetti, Luca Lazzareschi, Alessandro Preziosi, Giorgio Lanza, Rossana Mortara, Osvaldo Ruggieri. Musiche: Germano Mazzocchetti Scene: Bruno Buonincontri. Traduzione: Agostino Lombardo. Regia: Antonio Calenda.    

          

Re Lear uno degli ultimi lavori scritti dal grande drammaturgo inglese. La storia si ispira alla antica mitologia britannica: il re della Britannia, ormai vecchio e stanco, decide di cedere il regno alle sue figlie a patto che queste mostrino di provare per lui un grande affetto. Tra le figlie nasce cos una gara a chi lo adula di pi, unica a non prestarsi a questo gioco Cordelia, la figlia minore. La sua schiettezza non viene premiata, e nel futuro sar lo stesso re a pagarne le conseguenze, infatti le figlie che hanno avuto in dono il regno per tutta riconoscenza depongono il vecchio padre e lo costringono alla fuga. Non c' un lieto fine perch se vero che i cattivi di turno rappresentati appunto dalle due figlie maggiori di Lear e dal figlio bastardo del conte di Gloucester (un ottimo Alessandro Preziosi che riesce a staccarsi dai clich legati alle sue interpretazioni televisive) saranno sconfitti altrettanto vero che il re e Cordelia non riusciranno a sopravvivere ai torti subiti.

Al di l della discutibile scenografia riteniamo ottima la messa in scena di Antonio Calenda che decide di attenersi rigorosamente al testo che mette in primo piano la pazzia in tutte le sue sfaccettature: quella rituale del buffone di corte, quella finta di Edgardo e quella di Lear che inevitabilmente sopraggiunge dopo i soprusi subiti. Superba la recitazione degli interpreti, in particolar modo quella di Roberto Herlitzka e di Luca Lazzareschi. Di Alessandro Preziosi abbiamo gi detto, della recitazione di Daniela Giovanetti c' invece da dire che la sua voce eccessivamente bassa anche per il personaggio che interpreta (evidenziata perfino da una battuta fuori copione di Herlitzka) provoca qualche malumore tra il pubblico delle ultime file.

 

Raimondo E. Casaceli

        

 

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