È legge il nuovo codice della strada
I destinatari delle nuove regole sono soprattutto i giovani. Le novità maggiori previste dalla riforma del codice della strada riguardano l'alcol: divieto assoluto di bere per i neopatentati, i giovani fino a ventuno anni; divieto di vendita e somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche nelle stazioni di servizio autostradali a partire dalle dieci di sera; nei locali notturni è vietato vendere e somministrare bevande alcoliche di qualsiasi tipo dalle ore 3 alle ore 6. Obbligatorio esporre anche le tabelle illustrative sugli effetti dannosi dell’alcol e un test volontario per rilevare il proprio tasso alcolemico. Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale è disposto il fermo amministrativo del veicolo e qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/1), la patente di guida è revocata. E quando gli accertamenti forniscono esito positivo o quando si ha ragionevole motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi sotto l'effetto conseguente all'uso di sostanze stupefacenti o psicotrope, i conducenti, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l'integrità fisica, possono essere sottoposti ad accertamenti clinico-tossicologici e strumentali su campioni di mucosa del cavo orale prelevati a cura di personale sanitario ausiliario delle forze di polizia. Inasprimento delle sanzioni per chi trucca le minicar sulle quali si prevede ora l'obbligo delle cinture di sicurezza; divieto per coloro ai quali venga revocata la patente di guidare ciclomotori o minicar. Di grande rilievo anche la previsione della sicurezza stradale come materia obbligatoria in tutte le scuole di ogni ordine e grado. La Legge che ha avuto il via libera dal Senato è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 175 del 29 luglio 2010.
Liberare il lavoro per liberare i lavori : piano triennale per l’occupazione
“Liberare il lavoro per liberare i lavori”, è questo il titolo del Piano triennale per il lavoro elaborato dal ministro Maurizio Sacconi e approvato dal Consiglio dei Ministri del 30 luglio 2010 che - in coerenza con i valori e la visione del Libro Bianco sul futuro del modello sociale - vuole concorrere a promuovere crescita economica con occupazione aggiuntiva e di qualità attraverso: a) l’emersione dell’economia informale e una efficace azione di contrasto dei lavori totalmente irregolari; b) la maggiore produttività del lavoro attraverso l’adattamento reciproco delle esigenze di lavoratori e imprese nella contrattazione di prossimità, le forme bilaterali di indirizzo e gestione dei servizi al lavoro, l’incremento delle retribuzioni collegato a risultati e utili dell’impresa; c) l’occupabilità delle persone attraverso lo sviluppo delle competenze richieste dal mercato del lavoro, con particolare attenzione ai giovani e alle donne. Gli obiettivi di una società attiva e di una economia maggiormente competitiva convergono nell’innalzamento del patrimonio di professionalità e competenze. L’inclusione nel mercato del lavoro costituisce carattere fondamentale di quella economia sociale di mercato che il Governo si è impegnato a promuovere. In Italia si è registrata per decenni una cronica bassa occupazione in proporzione alla crescita economica che è stata testimoniata soprattutto dalla abnorme dimensione – nel confronto con i Paesi competitori – del lavoro sommerso e degli investimenti in tecnologia dei processi produttivi finalizzati a contenere il bisogno di persone al lavoro. Donne e giovani sono risultati i più penalizzati da questa situazione come indicano i confronti internazionali sui tassi di partecipazione e occupazione.
Fondi Fas: dopo la verifica arriva la rimodulazione delle risorse
Non disperdere in mille rivoli le risorse ma concentrarle su interventi strategici che possano cambiare realmente il sud. Questo è l'obiettivo che il governo intende raggiungere con la riprogrammazione dei fondi Fas, per le aree sottoutilizzate. Partendo dai dati che ogni regione ha inserito direttamente nella banca dati del Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica (incardinata presso il ministero dello Sviluppo economico ma funzionalmente assegnata con delega al Ministro per i Rapporti con le regioni), l'indagine mostra un sistema - come ha spiegato il ministro Fitto nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi - che non ha mai funzionato in modo soddisfacente. Nella programmazione dei fondi Fas relativa al periodo 2000-2006 sono state impegnate - ha aggiunto il ministro - solo il 10% delle risorse e rimasti inutilizzati il 47% dei fondi assegnati. Sulla base di questi dati, il governo intende modificare sia le modalità di programmazione delle spese, sia le modalità di calcolo della spesa. Il Cipe - nella riunione del 30 luglio scorso - ha approvato con propria delibera la ricognizione effettuata dal Dipartimento dello sviluppo e presentata dal ministro Fitto. Nella disponibilità della riprogrammazione del governo - che sarà negoziata con le regioni - ci sono circa 15 miliardi di euro che potrebbero essere oggetto di riprogrammazione e verifica sui 19 a valere sui fondi Fas. "Un programma di interventi - ha concluso Fitto - che possa concertare l'uso delle risorse, renderle efficaci, e intervenire sulla modalità e tempistica dell'utilizzo.
Cinema: un disegno di legge introduce divieto per minori di 10 anni
Approvato il 30 luglio scorso dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge in materia di attività cinematografiche. Il provvedimento prevede che l’intervento diretto dello Stato sia focalizzato, a partire dal 2011, sulle opere prime e seconde, i cortometraggi e i documentari mentre nel settore della promozione l’intervento statale sarà riservato ai soli enti ed eventi con rilevanza internazionale o nazionale, con l’obiettivo di snellire le procedure e migliorare la gestione delle risorse, eliminando gli sprechi nell’assegnazione dei fondi pubblici statali. Con il provvedimento si interviene anche sulla revisione cinematografica, prevedendo, oltre al nulla osta alla visione per tutti, ai minori degli anni 14 e ai minori degli anni 18, l’ulteriore soglia relativa ai minori di anni 10. In questo modo si allinea il nostro sistema a quelli della gran parte degli altri Paesi e si intende assicurare una tutela più puntuale e efficiente della sensibilità dei minori di età infantile e preadolescenziale, ampliando al contempo, con una maggiore articolazione, la platea di film la cui visione altrimenti risulterebbe limitata ai maggiori di 14 anni. A questo provvedimento ne seguirà un altro d’urgenza con cui provvedere al rinnovo per il triennio 2011-2013 delle misure di tax credit per garantire nuove e più moderne forme di finanziamento dell’attività cinematografica, consolidando i risultati di quella che si dimostra un’autentica rivoluzione copernicana del sostegno pubblico al settore. Con le agevolazioni fiscali per il cinema di punta sull’incentivo alla produttività del settore si supera la logica assistenzialistica dei contributi diretti, compensando la contrazione delle risorse pubbliche disponibili.
Contratti: Autority richiama amministrazioni ad essere puntuali nei pagamenti
Le pubbliche amministrazioni devono rispettare i termini di pagamento contrattuali nei confronti di imprese e fornitori. Lo ribadisce l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici che, dopo aver ricevuto diverse segnalazioni in merito ai ritardi accumulati nei pagamenti, ha approvato un provvedimento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 28 luglio scorso in cui richiama le stazioni appaltanti ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni del decreto legislativo 231 del 2002. Data la particolare rilevanza della tematica, l’Autorità ha disposto un’indagine conoscitiva, mediante audizione di alcune associazioni di categoria, al fine di valutare l’ampiezza del fenomeno ed i suoi riflessi sull’economicità dell’azione amministrativa e sull’operatività dei prestatori di servizi e forniture. Dall’analisi dei dati acquisiti in riferimento all’anno 2009, è emerso che i tempi di pagamento oscillano in un range che va da un minimo di 92 giorni ad un massimo di 664 giorni. Il ritardo è, per lo più, imputato ai tempi di emissione dei certificati di regolare esecuzione e dei mandati di pagamento da parte delle stazioni appaltanti e, più in generale, a lentezze che derivano da vischiosità burocratiche interne alla pubblica amministrazione. Sono state, inoltre, rilevate sensibili differenze sul piano territoriale: i ritardi che superano i due mesi sono segnalati dal 36,4% delle imprese del Nord-Est, percentuale che sale al 61,5% nel Nord Ovest e al 63,3% nel Mezzogiorno. La problematica è particolarmente avvertita, soprattutto nell’attuale congiuntura economica di difficile accesso al credito bancario, dalle piccole e medie imprese che risentono in maniera grave della mancanza di liquidità.
Contributi per favorire la diffusione della cultura scientifica
Stimolare l'interesse dei cittadini ai problemi della ricerca e della sperimentazione scientifica, anche attraverso l'impiego delle nuove tecnologie multimediali. Sono le finalità del decreto del 19 luglio del Ministero dell'Università e della Ricerca che stabilisce regole e modalità per la richiesta di contributi destinati a progetti intesi a favorire la diffusione della cultura scientifica. Alla richiesta possono accedere università, enti, accademie, fondazioni, consorzi, associazioni ed altre istituzioni pubbliche e private. Le richieste dovranno essere presentate entro il 16 settembre 2010 utilizzando, secondo le modalità indicate, il servizio Internet al seguente indirizzo: http://roma.cilea.it/Sirio, che consentirà la stampa della domanda, del progetto esecutivo e del piano finanziario. Il servizio sarà attivo a decorrere dalla data di pubblicazione del bando nella Gazzetta Ufficiale e chiuderà alle ore 17 del giorno 16 settembre 2010. Il campo di intervento dei progetti è limitato all'ambito delle scienze, matematiche, fisiche e naturali e delle tecnologie derivate. Sono state individuate le seguenti aree di intervento: a) progetti presentati dagli osservatori astronomici, dagli orti botanici e dai musei naturalistici o storico-scientifici, civici e universitari, pubblici o privati, anche nell'intento di promuovere un miglior coordinamento degli stessi, nonché di favorire l'attuazione di specifici progetti di formazione e aggiornamento professionale per la gestione di musei e delle città della scienza; b) progetti presentati da istituti scolastici di ogni ordine e grado, diretti anche a favorire la comunicazione tra il mondo della scuola, della scienza, della tecnologia e della ricerca; c) progetti comunque coerenti con le finalità della legge.