L'inamovibile centrale dal Chieti alle sfide con Juve e Inter nel Trofeo Moretti

 

Napoli. Il Napoli riprende la propria marcia, grazie al rimpallo in area di rigore sui tacchetti di Grava che vale la vittoria nel derby con la Juve Stabia. La Sangiovannese invece continua a stupire, e ogni settimana che passa si abbassa notevolmente la percentuale che vuole la compagine toscana di Braglia come sorpresa del campionato. Ad ogni modo, l’interesse dei partenopei questa settimana sarà ancora sui “cugini” della Juve Stabia che domenica riceveranno proprio la capolista Sangiovannese reduce da una vittoria nel finale con il Frosinone.

Farà bene a portare da subito grande concentrazione in casa propria Edy Reja, magari già da quest’oggi alla ripresa della preparazione sul sintetico del centro polisportivo di Sant’Antimo. Soliti limiti quelli mostrati dagli azzurri. Primo tempo alla camomilla con manovra che si arena sistematicamente nella trequarti avversaria non trovando alcun varco. Confermata la sicurezza difensiva, sì, com’è stato confermato che l’attacco del Napoli è di categoria superiore al momento soltanto sulla carta. Una volta sbloccato il risultato gara in discesa si penserebbe, ed invece è lì che si complicano le cose da soli gli azzurri assumendo quell’atteggiamento supponente mostrato a Pistoia non dando mai il pallone se non prima averlo portato per qualche metro e aver cercato il confronto diretto con l’avversario.

"Purtroppo in questa categoria troviamo squadre che si difendono in 10 se non in 11 ed è difficile per noi far vedere un buon gioco o quantomeno una buona manovra, come ieri (domenica, ndr) del resto” afferma Tommaso Romito nel day after del derby riferendosi alla prima frazione di gioco nella quale non riuscivano a pungere con una Juve Stabia arroccata nella propria metà campo con quasi sempre tutti i calciatori dietro la linea della palla. “L'importante è vincere per raggiungere il nostro obiettivo. Quello che dico ai tifosi è che la serie C non è facile contro squadre che giocano la gara della vita sia perchè di fronte c’è il Napoli ma anche per la vetrina televisiva dell’emittente satellitare che ci segue, questo sia in casa che fuori. Sono soddisfatto di come è iniziata questa stagione, mi sento finalmente completamente integrato sia nel gruppo che nell'ambiente cittadino” continua il difensore che quest’anno non ha ancora saltato un minuto di partita, mentre la scorsa stagione dal suo arrivo nella rivoluzione di gennaio collezionò la miseria di quattro presenze. Dalla piccola realtà di Chieti alla piazza di Napoli, ovvero alla marcatura su Ibrahimovic e Adriano nel trofeo Moretti passando per le tre vittorie di Coppa Italia e arrivando al campionato. “La difesa va bene, non subiamo reti ed il merito va ripartito per tutta la squadra e soprattutto a Iezzo che è un grande e in ogni partita almeno un intervento decisivo lo fa. Massima attenzione comunque alla ripresa della preparazione per la gara di Gela – continua -. In tre anni di C con il Chieti non ho mai affrontato il Gela e non conosco neanche lo stadio; sarà una partita difficile e come tutte la gare di C si deciderà attraverso un episodio come ad esempio un calcio da fermo o perchè no un rimpallo. Il mio futuro? Io penso a lavorare giorno per giorno, ma posso dire che voglio salire di categoria con il Napoli. So che quando si verrà promossi arriveranno calciatori nuovi e superiori a quelli che già ci sono e io spero di meritare di restare. Ventura? Niente, non ho nessun problema, a Pesaro accettai io di giocare a destra pur di giocare e di dimostrare qualcosa alla gente. Accettai perchè con Scarlato ed Ignoffo inamovibili al centro della difesa non avevo scelta se volevo giocare. Io ricordo – conclude il centrale difensivo - quando arrivai al San Paolo con la maglia del Chieti e vincemmo, ricordando quell'esperienza dico che quando giochiamo al San Paolo dobbiamo partire fortissimi perchè se l'avversario riesce a superare l'inizio che è sempre difficile dopo ti prende le misure e la gara difficilmente si sblocca se non con l'episodio a favore".

 

Antonio Gaito

02-10-05

 

 

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