Quando nel primo campionato di serie C1 si consumò la delusione per la mancata promozione
si dovettero operare dei cambiamenti, alcuni calciatori non avevano reso abbastanza, mentre altri avevano per le loro ragioni per non ripetere un campionato di serie inferiore. Fecero mosse impopolari, furono pochi, ma erano i migliori. Non pensarono bene cosa stavano commettendo, non avevano messo in preventivo che il loro sacrificio un domani potesse essere ripagato con gli interessi, Napoli è una grande piazza e non si sarebbe fermato alla serie C1 e nemmeno alla B, non appena l’avrebbe raggiunta. Era l’obiettivo primario quello di riportare la squadra del Napoli nel posto dal quale era stata estromessa. La causa della perdita di categoria era una vicenda economica, la dirigenza in carica non la reggeva e fu la fine di un epoca.
Quella che era cominciata non aveva dato subito il risultato sperato, ma alla seconda prova ci fu la vittoria desiderata. Al posto di quelli che si allontanarono arrivano altri gia esperti della categoria e qualcuno di categoria superiore di provenienza dalla serie B, e fu promozione .
Al contrario della prima esperienza in c1 negativa, dopo il risultato nessuno voleva allontanarsi dal Napoli adesso in serie B. Era un campionato onorevole dove militavano grandi squadre, tra queste una decaduta per le stesse ragioni del Napoli, “Extrasportive” Il Genoa, mentre l’altra, la Signora del Calcio Italiano, la Juventus, era stata penalizzata ed inviata in serie B.
Se non bastassero a fare grande un campionato queste! Facevano la loro parte il Bologna, il Vicenza, Piacenza, Verona, Brescia, Lecce, Bari ecc.
Dei protagonisti dell’impresa vittoriosa nessuno voleva andar via. L’arrivo era stato programmato entro i cinque anni, con destinazione in serie A e in Europa. Come potevano mandar via gli artefici della grande impresa ? La logica era che un campionato di serie B, a Napoli, era come partecipare alla serie A di tante nazioni; Austria, Svizzera, Jugoslavia, Slovacchia. Si poteva fare, non era umiliante giocarci, magari l’anno successivo si sarebbero potuti trovare a lottare per la serie A, erano i pensieri dei calciatori che avevano visto di che pasta erano fatti i presenti …e poi con quel pubblico sugli spalti, si sarebbe
arrivati in cima al mondo
Napoli è una piazza ambita anche dalle altre città, tutte aspettano il Napoli nella serie A, soprattutto le grandi società che a Napoli e con il Napoli hanno fatto la storia del calcio Italiano, disputando incontri spigolosi e faziosi per la conquista di scudetti e di prestigio, piuttosto che andare a giocare ad Ascoli, Siena, Livorno, Empoli, senza nulle togliere a queste località, ma loro hanno tradizioni minori rispetto a quelle napoletane in materia di calcio ad alto livello.
I nuovi arrivati per disputare la serie B erano in tanti come tanti quelli che erano rimasti, sicché alla fine il Napoli per giocare la B si trovava un esercito di calciatori in organico, tutti quelli della promozione in B e adesso si troverà tutti uniti, ed appassionatamente a quelli della serie C1 i migliori rimasti di quelli arrivati per disputare le B, e quelli della promozione avvenuta al primo tentativo in serie A. Un cumulo di calciatori. Ad inizio di questo campionato si pensava ad una posizione di ripiego, sarebbe andata bene anche una risicata salvezza. I più ottimisti si auguravano una posizione che oscillava dal 10 al 12° o 13° posto, appena dopo le grandi. Non sembra così al momento. Il Napoli occupa l’ottava posizione, oltre non può andare, la posizione dovrebbe essere consolidata al 90%. Un posto onorevole, per alcuni sorprendente, ma non per tutti! Io credevo si potesse fare anche di più, c’erano, le condizioni. Bastava che gli azzurri avessero dato il massimo, come hanno fatto al cospetto delle “sette sorelle” battute tutte, tranne che “Mamma Roma”. I napoletani hanno rispettato la capitale d’Italia, fu un rinvio maldestro del giovane Contini a generare l’incidente sfavorevole. L’ultima in ordine di tempo è il Milan di Ancelotti che con la sconfitta è stato spodestato dal quel quarto posto che gli assicurava la partecipazione alla Champions Leaghe.
Come fai a mandarli via, i calciatori azzurri. A farli smettere d’indossare la maglia azzurra? E’ il solo Sosa che lo fa volontariamente, ritornerà in Argentina dopo 10 lunghi anni trascorsi in Italia; quattro a Napoli, conseguendo due promozioni ed un’eventuale partecipazione alla Coppa Uefa. Un ottima prestazione anche quella di oggi, nella sua ultima al San Paolo. Bisogna sperare nella collaborazione di altri elementi l’organico, per far entrare nuovi calciatori, il loro arrivo metterà in difficoltà il tecnico, che sarà ancora Reja, per la scelta della domenica. Oggi mancavano tre calciatori importanti nello scacchiere azzurro; Blasi, Santacroce e Zalajeta. Al momento che questi rientreranno dove li metterà ? Oggi hanno giocato tutti meravigliosamente.
Calaiò percorrerà la strada da qualche altra parte? In quel reparto offensivo con l’assenza di Sosa e Zalajeta servono calciatori che creano la differenza, uno sulla fasce di esterno di sinistro. Sono queste le priorità in un Napoli almeno per 8 undicesimi già fatto. Pronto ad accettare scommesse.