Napoli
(3-5-2) Iezzo, Grava, Cannavaro, Savini, Maldonado, Rullo,(dal 17’ sr Rullo) Bogliacino, Gatti, Dalla Bona, Calaiò, Bucchi(dal 26’ st Sosa).A disp:Gianello, Giubilato, Cupi, Montervino, Trotta, Pià, Sosa. All. Reja
Genoa (3-4-3) Rubinho, Bega, Criscito, De Rosa, Coppola, Juric, Milanetto, Rossi,(dal 29’ st Stellini) Botta(dal’ 6 st Leon) Adailton,(dal’11 st Greco) Di Vaio. A disp. Scarpi, Stellini, Masiello, Carobbio, Fabiano, Leon, Greco
All.
Gasperini
Arbitro:
Paparesta di Bari
Marcatori:
36’ st Calaiò rig, 42 st Leon
Ammoniti:
Bega, Juric, Rubinho, Leon
Recupero:
2' p.t 3’ st
Almeno nel gioco il Napoli è come “Paganini”: non concede il Bis, lo fa solo nel risultato, come la settimana scorsa contro il Lecce. Un pari ottenuto grazie al calcio di rigore calciato da Calaiò e al tiro da fermo di Leon, neo acquisto del Genoa nel
mercato di gennaio, dove sono arrivati anche altri come Di Vaio proveniente dal Monaco compagine della serie A francese. Fortunatamente Di Vaio era ancora con la testa in quel campionato che non riusciva a trasformare in rete palloni serviti su di un piatto d’argento come perle da collezioni. Se fosse stato più concreto si sarebbe potuto parlare di goleada genovese. La coppia Bucchi Calaiò ancora una volta era rappresentata da cannoni senza munizioni per il devastamento. Tutti, calciatori e tifosi avrebbero sottoscritto volentieri il pari già alla vigilia se non avessero corso il rischio di incorrere in penalizzazioni per accordi illeciti. Ma come si può essere, e fino a che punto, amico sul campo e dividere il risultato, se proprio l’avversario che poi si trasforma in amico è un pretendente alla promozione e contrasta quell’unico posto disponibile per la promozione diretta in altra serie? Questo non me lo sono ancora chiesto. Vorrei farlo ma trovo solo tifosi contenti per quanto è avvenuto, alla faccia di chi queste cose non le concepisce.
In un articolo precedente e cioè di presentazione alla gara, ho scritto che al san Paolo sarebbe arrivato il Genoa, la cui tifoseria è gemellata con la nostra dalla notte dei tempi. Se crediamo di farlo facciamola dopo, non prima, quella manifestazione d’amicizia nei loro confronti, i giocatori attuali di entrambe le compagini, non sono stati loro a costruire questa amicizia,
neppure le due società hanno ancora tra i dirigenti uno di quel passato lontano anni luce. L’unico degno di esempio ancora presente è il bravo e longevo Carmando, gran massaggiatore a suo tempo anche della nazionale . Solo lui può recepirli questi segnali, ma credo che anche lui farebbe a meno di portare alla memoria il passato per un nuovo presente, migliore di quando si facevano “pastette”, la più famosa quella realizzata proprio dal Genoa a Napoli in occasione della retrocessione del Milan in serie B: anche all’epoca ci fu uno storico e chiacchierato pareggio. A volte bisogna ricorrere ad articoli precedenti per portare alla mente certe situazioni che si spera non si ripetano. L’articolo della scorsa settimana s’interrogava sul fatto del giorno. Una gara giocata all’insegna del bel gioco, soprattutto fatto registrare dal bravo fantasista De Zerbi. Mi domandavo: adesso dobbiamo aspettare che ritorna De Zerbi per vedere nuovamente una buona partita giocata? Oppure ci penseranno Bucchi e Calaiò?
Detto e fatto. Non c’è stata replica, come pure non sono arrivati dei segnali da quella che era l’attesa per il potenziamento del reparto difensivo di sinistra. Con la speranza che si tratta solo della prima. Il bravo Rullo terzino di fascia sinistra al momento non ha creata quella differenza che si chiedeva in quel settore. Per un Napoli in proiezione serie A occorre ancora qualche elemento. Ma che faccia la differenza.
Michele Onesti
30-01-07