Dopo il recupero di campionato tra Juventus e Cesena, si ritorna sul vecchio argomento di 9 mesi fa. Gli strascici di "calciopoli" si riverberano un’ennesima volta, sul calcio italiano, ma sotto una luce diversa non sempre capace di illuminare il particolare che appare oscuro, porta alla memoria situazioni che il tempo trascorso non ha fatto dimenticare. Ogni qualvolta c’e di mezzo la maggiore indiziata, la Signora Juventus. Sì, Signora Juventus! E’ sempre stato questo il modo con cui hanno indicato la squadra di Torino. Non solo i propri sostenitori ma tutti: la stampa, i commentatori televisivi i radiocronisti ecc Per molti invece invece, soprattutto dopo la sentenza di “calciopoli” la squadra juventina era semplicemente una “banda di ladri”. I singoli calciatori impegnati in questa squadra non essendo implicati, non hanno trovato difficoltà ad accasarsi anche con chi non aveva lesinato nell’attaccarli: stanno facendo il possibile per traghettarla dal campionato di serie B dove è stata retrocessa,alla gran platea della serie A. Posto abituale in 109 anni di storia.
Una società che abituata a vincere per interi cicli causava gelosie e invidie di tutti. Grandi e piccoli club. “Finalmente!” avrà pronunciato qualche dirigente avversario quando è stato preso il provvedimento. Provvedimento non proprio brillante per il calcio italiano: è stata l’unica a pagare con una retrocessione e la perdita di due scudetti, guadagnati sul campo dai calciatori e non dalla società. Calciatori che erano i migliori esistenti in campo internazionale. La prova concreta che lo fossero l’hanno data a termine con la vittoria del Campionato Mondiale di Calcio di Germania 2006. Non solo. Oltre alla “Coppa del Mondo” hanno portato via anche il “pallone d’oro” : infatti è stato assegnato ad un suo calciatore e un nostro concittadino. Quindi, riconoscimento al calciatore appartenente ad una squadra di imbroglioni. Nella stessa compagine militano altri due palloni d’oro e calciatori che conquistato per l’Italia il campionato mondiale: Trezeguet Veira Tudor. E poi ancora Emerson, Nedved, Zebina Kovac; e tanti altri grandi campioni affermati. In parole povere calciatori che avrebbero vinto da solo, tutto quello che c’era da vincere. Si sono visti penalizzati, per eccesso di potere, dai loro dirigenti che cercavano equilibri, e sono stati scambiati per “corruttori”. Anche altre società e dirigenti, avevano avuto un comportamento simile. Ma se la sono cavata con penalizzazioni. Una cosa è stata accertata. Tutte hanno commesso il reato. “Un reato uguale per tutti”: “Violazione dei principi dello sport”.
La gara con il Cesena che ha fatto aprire questi ragionamenti l’ho vista per televisione. E’ vero! Ci sono state tutte le “infrazioni” citate. “Gol regolare”. “Annullato”. “Il rigore non concesso”. “L’espulsione legittima di Zebina” Per fallo di reazione. Proprio perché si trattava di un fallo di reazione non era giusto applicare il provvedimento di squalifica. Se il fallo viene definito di reazione, quello commesso da “Zebina” è da legittima difesa! Se si fosse intervenuto precedentemente, non ci sarebbe stato il successivo fallo. Siccome, i falli commessi contro la Juventus, da quando gioca nel campionato di serie B sono costanti non si contano più. Non fanno testo . La differenza sta proprio in questo. La differenza in campo tra calciatori è notevole. La Juventus ha un complesso di giocatori d’alcune spanne superiori agli altri. Non a caso ci sono tuttora “Campioni del Mondo” ed ex campioni.
Per questo, l’unica strada per arrivare ad ottenere un successo contro di loro è quella di essere “inferociti” quando giocano contro. A questo punto non basta neppure disputare la “partita della vita”come solitamente avviene, non serve se poi nella partita successiva contro squadre alla loro portata perdono ugualmente perchè non mettono in campo la stessa grinta messa in campo con la Juventus. Spesso capita anche al Napoli che tantissimi fuoriclasse non annovera, pur avendo a disposizione una ottima squadra per questo campionato. La classifica ce lo suggerisce. Da ieri siamo primi, in compagnia con la “chiacchierata” Juventus a quota 35. Pochi punti avanti alle altre inseguitrici.
Non sottovaluterei, la questione arbitri. Non è vero che, la classe arbitrale è a favore della Juventus! Al contrario. Credo che l’aspettano, per farsi pubblicità. Arbitrare una gara dei “Bianconeri”e procurarli “difficoltà” equivale ad una prima pagina, su un giornale sportivo con un articolo a “nove colonne”. E’ questa la misura e la notorietà, che si acquista, rendendo operativa l’iniziativa.
Simile a quando gli arbitri s’aizzavano contro il più grande di tutti Maradona. Tutti cercavano di far scrivere una pagina negli almanacchi del Calcio Italiano. Era grande la “cassa di risonanza” nel creare un’espulsione a Maradona.
Finita questa era ora di grande non c’è più niente! Non fa notizia neppure se l’Inter
non perde per altre 12 partite. Una sconfitta della Juventus, anche se in serie B, riempirebbe tutti i giornali sportivi e non. La notizia sarebbe allettante. “Uno Scooop” E’ questo oggi il calcio Italiano. C’è ancora chi dorme, e, quando ha dei sobbalzi! Svegliandosi. Si accorge che al calcio Italiano manca la Juventus.
Dimenticandosi del Napoli! Non dico che, le altre andrebbero tutte citate.
Ma almeno ricordarsi di Bologna ,Genoa, e forse Verona che ha saputo far scrivere una pagina di sport, vincendo uno scudetto. Per le altre normale
amministrazione. Ma citare quale assente la “sola” Juventus, sottovalutando il Napoli, è una grave incompletezza. Ormai è risaputo, in questo modo, i campionati non potranno andare avanti.Non si può fare un campionato di serie A nel quale non trovano posto squadre metropolitane, con popolazioni adeguate e con province ampie. Giocare ai massimi livelli, con Ascoli, Livorno, Siena, ChievoVR, Messina, Catania, Empoli, Atalanta, Parma, Reggio Calabria, Udine; squadre se messe assieme in numero d’abitanti il loro sarebbe pari a tre città come Napoli, Bologna, e Genoa
che giacciono in serie B.
La lotta per la sopravvivenza è enorme, per questo si discosta sempre di più dal gioco. Quello “bello” non si verifica, servono sopratutti i punti per la classifica.
Che comunque arrivano, anche giocando male. Per questo servono le riforme e la pianificazione. Rinnovare i campionati. Per avere maggiori entrate dalla vendita dei biglietti, per non essere dipendenti dall’unica causa formale, dall’entrate dalle televisioni private, che hanno cambiato il sistema calcio. A questo punto mi chiedo: a che serve più avere delle “Leghe” e “Federazioni” se in assenze di sponsorizzazioni non ci sarebbero più partite di calcio?