Gli arbitri non sono più chiamati a dirigere le gare, loro arrivano a definirle, fanno venir fuori del famoso cilindro, e dal fischietto magico, i risultati che desiderano, attraverso gli errori che commettono. Fino a quando casuali non si sa! Mi sembra che la percentuale stia aumentando, aggravando quella che è una situazione precaria per le squadre che subiscono le conseguenze, le quali non hanno tante capacità per opporsi allo strapotere calcistico rappresentato da grandi complessi che raggruppano in una sola formazione tanti fuoriclasse. Quella volta che capitano occasioni le vedono sfumare. Adesso non è in circolazione Moggi, ma questi si fanno condizionare ancora adesso, e allora? E' successo anche in quest’ultima tornata, in diversi campi. Tra anticipi e postici se ne contano diverse di sviste arbitrali, che hanno fatto cambiare risultato alle partite. Decisioni al di poco sconsiderate, incoscienti, senza trovare una spiegazione valida. Non capisco a quale causa si rendono utili, e il quarto uomo? Difficilmente contestano l'operato dell'arbitro designato per la gara. Sono giusto in tre, come le tre “Scimmiette sul comò”: una non vede, l'altra non sente e l'altra se la spassa, senza intromettersi. A rischiare sono i presidenti delle società che possono trovarsi da un momento all'altro con il sedere per terra. Anche questo è un gioco dell’infanzia, ma qui siamo adulti e vaccinati e non disposti a pagare per errori commessi da giudici che non sanno giudicare il buono dal cattivo. Si vestono d’autorità, è quanto basta a questi per fare la voce grossa, per comandare anche quando non serve. Gli Euro dei presidenti vanno a farsi benedire, potrebbero trovarsi con il sedere per terra. Basta una retrocessione a far perdere il controllo dei conti. In serie B non si cresce, avviene la rovina, non ci sono entrate a sufficienza..
Come se non bastasse le ex giacche nere, ora per l'occasione di tanti colori, sembrano inviolabili e inattaccabili. Troppa prosopopea spicciola. Un’apparente autorità che non ha motivo d’essere. Loro non sono la "Legge" di chi si deve aver paura per affrontarli. Rappresentano i giudici di un settore dello sport, quello del calcio, non devono vestirsi dei panni dell’inquisitore. Collina sta sbagliando l’insegnamento ai suoi allievi, per giunta troppi ampollosi, e senza personalità.