EVENTI

 

LA PAURA FRENA HAMILTON

 

 

 

Ha fatto una corsa di contenimento, ha badato al posto utile che gli assicurava il titolo per la modestissima differenza di un punto. Infatti la sua 5° posizione gli ha fatto recuperare quanto sarebbe bastato per vincere la paura di perdere ancora una volta. Sarebbe stato un suicidio per la Mc Laren.

Superato all’ultimo giro da Vettel, ha giocato tutte le carte disponibili per non rimanere fregato.

La Ferrari con Massa ha vinto la gara, ma non il campionato piloti, conquistando invece quello costruttori, che è un vanto per la tecnologia italiana da esportare nel mondo.

 

Michele Onesti

2-11-08


 

STORIA DI UNA FAVOLA,  CHE SEMBRAVA …..POTESSE ESSERE INFINITA

 

Storia di una Favola che nelle nostre attese non avrebbe mai dovuto avere fine, i calciatori avrebbe trovato il loro riposo meritato per le fatiche non sprecate fatte registrare con quella buona posizione di classifica conquistando un posto nel  grande calcio dopo anni di assenza, ovvero l'accesso ai quarti di finale di Coppa Uefa, manifestazione di prestigio del gioco del calcio internazionale vinta dai partenopei anni addietro. Non fu possibile invece conquistare la Champions League perchè quando il Napoli ebbe l'occasione di parteciparvi nelle due volte che vinse lo scudetto sprecò l'occasione. Anni meravigliosi di calcio a Napoli con la presenza in squadra in entrambe le circostanze di Diego Armando Maradona. Dopo di lui solo una volta potette partecipare di nuovo alla coppa Uefa grazie al quarto posto conquistato dal Tecnico Walter Novellino nell’anno del campionato 2001/2002. Dopo di che nuovamente il crollo.

Ritornerà nella massima serie dopo aver attraversato mari burrascosi in campionati di terza serie grazie all’imprenditore e produttore cinematografico Aurelio De Laurentiis che prelevava dal Tribunale di Napoli la società fallita per richiesta dell’allora presidente Salvatore Nardi, che non potendo far fronte ai molteplici impegni di pagamento da eseguire consegnava i libri societari al Tribunale il quale ne dichiarava la fine delle attività calcistiche e metteva all’asta un titolo neppure tanto valido che permetteva a chi volesse comprare  alla modica spesa di oltre sessanta miliardi delle vecchie di lire un documento e nient’altro, poiché non era rimasto più niente, neanche i Trofei conquistati negli anni. Anche quelli erano stati venduti all’asta per sanare le pendenze rilevanti e per soddisfare in parte i creditori, persino delle acque minerali consumate nel tempo.

Questo nuovo Napoli del neofito presidente, De Laurentiis, partendo dalla serie C1  che ripeteva due volte, era stato ideato e costruito da un manager esperto,  già in passato presente a Napoli da dirigente sportivo, Pier Paolo Marino. Un' avventura iniziata nel 2004 e portata a termine con successo tre anni dopo con due promozioni consecutive per approdare nel brevissimo tempo nella massima serie, per la quale sembrava che occorresse più tempo, invece questa accoppiata De laurentiis Marino, con la collaborazione dalla guida tecnica  di  Edy Reja tagliavano il traguardo anticipando i tempi ed i programmi iniziali ,che dovevano essere rispettati nei successivi cinque anni. Il Napoli è arrivato in Europa con largo anticipo sulla tabella di Marcia grazie all’INTERTOTO ottenuto con le forze proprie e non attraverso rinunce di altri Club che non erano orientato a partecipare se ne avessero avuto la facoltà. Al Presidente, De laurentiis, questa partecipazione non era gradita, se legata ad altri fattori. Ma poiché il posto lo aveva acquisito come precisato di diritto, s’inorgogliva e invogliava  a continuare su questa strada, che avrebbe potuto portare soldi freschi ed entusiasmi nuovi, giacché sono tanti i tifosi e gli sportivi napoletani che non hanno mai  visto il Napoli concorrere a livello internazionale. La stavano facendo in questo periodo, la conoscenza.

Dopo aver sputo quando e con chi il Napoli si sarebbe giocata l’eliminatoria in Intertoto, si rincuoravano, ma come spesso era avvenuto, quando occorrono gli abiti da indossare per la festa ecco che avvengono delle incongruenze. Agli azzurri, per questa partecipazione sarebbero mancati molti degli elementi che fanno parte della prima scelta fatta in campionato, i calciatori impegnati con le loro squadre nazionali per i giochi olimpici in corso d’opera, e altri in preparazione delle qualificazioni per i Mondiali del 2010. Sicché  bisognava rimediare con i “vecchi” calciatori rimasti in organico e dare fondo anche con quelli che sono rientrati dai prestiti ad altre società  per farli giocare, visto che la loro presenza all’interno degli organici è superata da altri arrivati successivamente.

Avendo superate Panionos e Vlzania  al Napoliè toccata la più ostica del firmamento Europeo, Il Benfica, una Blasonata squadra Portoghese forse la più importante della nazione.

Nonostante la buona sorte, nei confronti con le squadre Portoghese, in vantaggio, per non aver mai perduto, solo vittorie e pareggi, si reca a Lisbona per incontrarli, dopo che li aveva superati al San Paolo con il punteggio di 3-2 , proprio il secondo gol realizzato dai Lusitani faceva rimanere qualche apprensione, per il resto tutto sarebbe rimasto nei limiti che si potevano superare, realizzando una rete ad inizio della gara di ritorno a Lisbona che avrebbe fatto crollare gli entusiasmi dei portoghesi che ugualmente c’è l’hanno fatta, con la collaborazione attiva dell’arbitro che nella prima realizzazione poteva fischiare un fallo subito da Lavezzi atterrato a centro campo, senza questa svista arbitrale la gara poteva assumere altro significato. Con questa punizione non concessa, è scaturita la realizzazione delle rete che portava i Portoghesi in vantaggio, che poi hanno portato a termine.

Quella bella storia ……Quella favola che sembrava non dovesse finire mai per i nostri entusiasmi è stata consumata a Lisbona con il Benfica che continuerà, mentre gli azzurri, poiché questa è finita ,cercano di realizzarne un'altra per la gioia di noi napoletani e dei nostri appassionati sportivi che curano tra  le altre anche le vicende del Napoli calcio

Per quanto hanno saputo fare escono a TESTA ALTA ci sarebbe poco o quasi niente da recriminare se non una diversa impostazione della gara che andava affrontata con l’unico scopo di vincere, e non andare alla ricerca dell’eventuale pareggio che avrebbe fatto passare il turno,la migliore difesa è l’attacco. E questa è storia vecchia, era la virtù dei SAGGI.           

Ai posteri l’ardua sentenza.

 

Michele Onesti

4-10-08


 

TRASFERTE VIETATE AI TIFOSI NAPOLETANI

 

Non accadrà, lo stadio non chiuderà, la società.  La città, quella rappresentata da persone perbene, non può subire le violenze di persone senza scrupoli capaci solo di distruggere anziché costruire una nuova condizione che porta la città di Napoli a essere citata dai quotidiani d’Italia e del mondo solo per fatti di cronaca, di violenza e mal costume.

Chiudere lo stadio non credo sia il modo migliore per far riflettere, non è con la repressione che si risolvono i problemi; sono pronto a scommettere che nessun dirigente sia dell’Osservatorio del Viminale che federale, non sappia che è un’azione inutile, troppe volte si sono verificate le stesse condizioni e non si è mai arrivato a conclusioni che facessero…. Solo sperare che, con il tempo disponibile sarebbero migliorate.

A pagare sono sempre i buoni, quelli che attraverso il tifo cercano di dare un contributo e non causare danni.

Forse chi non ancora a capito e vuol farsi un vanto da “Tifoso” avrà pensato che la stessa parola Tifoso significa giustiziere, oppure la scambia per qualche malattia che prende al cervello e in molti adesso sono infettati di questo morbo.

La società calcio Napoli potrebbe benissimo rinunciare e denunciare in partenza, come sembra sia accaduto segnalando la presenza di pseudo tifosi non graditi e gli stessi non hanno nessun lasciapassare vidimato dalla società. È impossibile che la società possa controllare queste adesioni di tifosi a loro sconosciuti! Sono luoghi comuni quelli che in tanti affermano: La società li conosce e deve fare qualcosa. Ma come è possibile che si facciano tali affermazioni ? Le forze dell’ordine che per professione fanno un mestiere investigativo non ci riescono, come ci potrebbe un presidente?

I veri tifosi, quelli che hanno capito in quale situazione potrebbero trovarsi non seguono la propria squadra del cuore, non vanno in battaglia contro altre tifoserie, anche, in quelle non vi sono tutti stinchi di santi e nemmeno capaci “d’Intendere e Volere”, in gran maggioranza “Tutti Fumati” aspettano quelli delle opposte fazioni per misurare le loro Stupidaggini in confronti che non hanno nulla da fare con il gioco del calcio, siano essi di Genova, Milano, Torino, Firenze ed io aggiungo, per chi conosce il “dialetto napoletano” quelli, del piccolo comprensorio di “Panecuocolo”, mentre, il siciliano e il calabrese, direbbe di quelli di “Canegattì “sono piccole località che si prestano per citarle in queste riflessioni.

Comunque a mio parere, quella ventilata ipotesi di presenza della “Camorra” è da scartare per questi episodi.  Non è possibile mettere assieme tanti affiliati a queste cosche, senza un’organizzazione studiata con molto anticipo. Non si possono radunare tante persone, e non i soli pochi scalmanati, come solitamente si dice. Allo scopo di diminuire l’episodio che appare di grandi dimensioni.

I presenti non dovevano proprio partire, a costo di aumentare le forze dell’ordine e chiuderli in stazione. Questi già sono partiti con non buone intenzioni, per aver trascorso troppe ore in attesa della partenza, per andare ad affrontare la guerriglia domenicale, e non per assistere a una partita di calcio. Basta guardare i VIDEO nel Sito Youtube per rendersi conto che non erano i soliti cinquanta scalmanati.  Quella di tenerli per tre ore ferme in stazione a Napoli è stata la Goccia che ha fatto traboccare il vaso. In tutto questo la società calcio Napoli non c’entra.

Riflettete bene prima di prendere provvedimenti sbagliati.

 

Michele Onesti

6-09-08


 

 

L’APPETITO VIEN MANGIANDO… L’ANTIPASTO È  L’INTERTOTO

 

Aurelio De Laurentiis  ieri a Roma nonostante la sconfitta trasmetteva gioia, con il suo viso sornione aveva avuto l'assicurazione che l'intertoto era suo appannaggio e non doveva rimpiazzare nessun altra società rinunciataria, l'ostacolo Genoa, come fu per la serie B lo scorso campionato è stato superato, io non avevo dubbi come testimoniano miei precedenti articoli.
Attenzione al video, potrete ascoltare quello che avreste dovuto leggere.

 

 

Michele Onesti

19-05-08


 

LA FESTA DELLA MAMMA, OMAGGIO IN DIALETTO NAPOLETANO

 

 

 

Michele Onesti

9-05-08


 

I TEMPI BELLI DI UNA VOLTA

 

 

 

Si e’ tornato ai tempi belli di una volta con molto anticipo sulle previsioni della presentazione del nuovo Napoli in primis targato SOCCER  della proprietà  della famiglia De laurentis  con alla Direzione Generale un navigato uomo di calcio Pier Paolo Marino, che aveva scelta alla corte azzurra per primo Giampiero Ventura, alla guida tecnica, sostituito poi per risultati non proprio lusinghieri con l’esperto tecnico Friulano Edy Reja, attuale tecnico di tante soddisfazioni nel breve periodo trascorso conducendo la squadra azzurra dalla serie C1 alla serie A, e perché non in Europa seppure non entrando dalla porta principale, ma da quella di servizio  riservato a chi non entra con superbia, ma con dignità per valorizzare quel lavoro svolto  che va premiato.

Non servirebbe neppure tanta divulgazione partecipando a manifestazioni varie per farlo, serve quello che sta dimostrando il popolo napoletano e i tifosi azzurri che sono costantemente  alla ricerca dei tagliandi per una gara che si giocherà tra 7 sette giorni allo stadio San Paolo contro gli avversari, ma compagni di tanti campionati in serie A, i Rossoneri  del Milan, quando ancora il Napoli dovrà giocare una gara difficile all’Olimpico di Torino contro i granata  implicati in una lotta per non retrocedere. I biglietti per la gara introvabili, sono già in mano ai possessori che hanno avuto la fortuna di prenderli dalle agenzie di vendite autorizzate, gli altri, e credo siano pochi quelli rimasti, è  “Oro” in mano ai bagarini. È passato meno tempo di quanto si  pensava.

Questo Napoli e quest’accoppiata De laurentis-Marino hanno creato le basi della rinascita in brevissimo tempo, saranno stati anche fortunati, questo non si può escludere, però la fortuna aiuta gli audaci e loro sono stati i pionieri di questa avventura, si sono tuffati nell’impresa e non hanno mai pensato ad un nuovo fallimento, questa volta di carattere sportivo e non economico. Non si sa molto del Presidente, ma ad oggi non ha fatto mancare niente e promette grandi traguardi per il prossimo avvenire. Il terzo scudetto verrà entro poco tempo, occorre collaborazione di tutti, soprattutto lo spirito dei tifosi che non ha abbandonato la squadra nei momenti di difficoltà 

Il tifoso napoletano non era abituato a seguire la squadra con i Treni della Ferrovia Vesuviana oppure con quelli della Regione Campania, il tifoso è stato umile, come lo sono stati dirigenti, tecnici e calciatori. Non sono andati per i grandi mari, hanno navigato sottocosta, potevano arrivare nelle località dove si svolgevano  le gare. Volendo potevano farlo a nuoto, o a piedi. Tutti hanno contribuito e sono sicuro che avverrà sempre. Al tifoso di fede azzurra, due o massimo tre cose non devi mai toccargli: il Ragù della domenica, la famiglia e il Napoli calcio.           

 

Michele Onesti

3-05-08

 

Le controversie che seguiranno saranno trasmesse in VIDEO che allegherò tra non molto. Saranno mie considerazioni che potranno non essere condivise.           

 


 

PREMIAZIONE OSCAR CAMPANO DELLO SPORT

 

A  Sarno, ridente cittadina della regione Campania in provincia di Salerno nel comprensorio dell’Agronocerino sarnese alle falde del monte Saro ricorreva l’anniversario della tragedia che causò oltre 140 morti e distruzione di famiglie intere, radendo al suolo nel lungo percorso distruttivo in una folle discesa, lavica di pietra terreno e sassi staccatosi  dalle parete della montagna spazzando tutto nel volgere di pochi minuti, facendo scomparire dall’anagrafico intere famiglie ch, vivevano alle pendici di questo monte  tranquillo, sempre al suo posto da  millenni.

Questa località è una cittadina di circa 32 mila abitanti, una delle poche zone attive nella produzione del prodotto che è stato esportato in tutto il mondo, ovvero il Pomodoro della vicina San Marzano, sul fiume Sarno. Un fiume tanto discusso proprio per le discariche abusive delle piccole aziende per la produzione di ortaggi,  e di pomodori in particolare al punto da aggiudicarsi il marchio di qualità del prodotto rosso.

In una serata piacevole senza un’ombra di vento, dal clima piacevole a farsi un bagno di folla,

i  premiati per l’oscar campano dello sport, tra questi figuravano e facevano spicco i calciatori azzurri del Napoli, con la presenza di alcuni esponenti della società sportiva calcio. Assieme ai tanti il Pampa Sosa, con moglie e figli al seguito, veramente commovente la sua partecipazione, dal momento che tutti gli sportivi e tifosi del calcio Napoli sanno che a fine  stagione e dopo dieci anni di permanenza in Italia e quattro passati nella nostra Città ritorna alla sua terra d’origine, quindi è come salutare un amico in partenza che ha fatto  promessa di ritornare un giorno, per festeggiare insieme a tutti gli sportivi e tifosi un obiettivo che con la buona volontà di tutti un giorno potrà essere centrato, gli anziani sperano che la cosa avvenga presto, senza aspettare altri sessantenni come al primo scudetto, e  mai dimenticato il secondo. La speranza è che non c’è due senza tre. 

Con Roberto Carlos Sosa nella prima fila del parter de roi figurava il protagonista che ha permesso al popolo sarnese e a quello napoletano di farci stare tutti uniti in questa splendida serata, il tecnico della rinascita, colui che ha condotto e ci auguriamo condurrà  ancora per diverso tempo ancora la squadra azzurra, il goriziano Eddy Reja, con il quale il calcio Napoli ha fatto il suo salto di qualità. E’ una ripetizione, ma doverosa farla, quella di  ricordare a chi se ne fosse dimenticato che questo tecnico è stato più volte bistrattato dai tifosi esigenti e da giornalisti di certa stampa  che palesemente si sono schierati contro. I colpevoli si contano sulle dita di una sola mano, non sono più molti ma questi sono  pronti  a salire sul Carro dei Vincitori, al momento che i giochi saranno fatti.

Alla manifestazione non mancavano i personaggi messosi in luce nello sport campano, come nella pallanuoto con la presenza di Francesco Postiglione con i compagni di tante battaglie in acqua, e del Mister Paolo De Crescenzo. I giocatori, Scotti Galletta, l'ex Silipo, adesso tecnico e altri.

Cosa dire di più di una serata che è stata condotta non priva di emozione da un giovane che da tempo si pone al centro delle attenzioni dello sport in Campania, Nello Odierna?

La lunga sfilata dei premiati portava sul palco  realizzato splendidamente un giovane dall’aspetto signorile e dalla lingua sciolta, il classico lessico di ragazzo che si vuole misurare con i più grandi nel settore della radiofonia, conduttore di programma sportivi all’interno della premiata ditta di Stereo 5,  Bruno Gaipa. Appena dopo trovava posto sul palco il Direttore di Napolimagazine.com  vincitore  per la categoria  “Periodico sportivo” il giovanissimo Dott. Antonio Petrazzuolo al quale il presentatore ha dato spazio maggiore, uno spazio meritato, per le informazioni che riescono a trasmettere attraversa la sua testata giornalistica online.

Per il settore dell’opinionista, la giuria del Web ha votato Mimmo Malfitano, non tanto gradita la sua scelta per la nota ostilità al calcio Napoli. Più graddito il giornalista del Corriere dello sport Antonio Giordano, il giornale sportivo che nasce a Roma ,ma vende a Napoli grazie anche al suddetto giornalista  con la dialettica.

Trovava spazio sul palco il giornalista televisivo molto noto all’ambiente, Paolo Del Genio premiato anche in altre occasioni. Un giornalista ma tifoso del Napoli

Anche TCS telecaprisport trovava spazio, a ritirare il premio Oscar campano per la Emittente Caprese era Vincenzo Mele.

Cosa dire, anche io facendo parte oltre che di questo sito, di www.pianetanapoli.it,  ho ritirato l’oscar come miglior sito sportivo,  riservatoci ormai da quattro anni grazie all’affetto dei navigatori che premiano la nostra critica costruttiva che serve a far crescere anche il calcio Napoli

Con affetto

 

Michele Onesti

1-05-08

 


 

Quarantanni dopo, “Il sessantotto a Napoli”   

 

Che io ricordi, a Napoli non ci sono stati troppi movimenti, forse all’interno dell’Università. In una città che già all’epoca era incasinata era difficile accorgersene ,soprattutto per chi  aveva altro da fare, sicuramente io ero un di quelli,  impegnato in altro. Non è passato un giorno, nè un mese, e neppure un anno, sono quaranta! A proposito in quel “sessantotto” devo informarvi che non aderivo a movimenti politici, all’epoca, e nemmeno adesso, avevo la stessa attrazione di ora  per la politica.

Non ero un universitario, non  ero neppure uno attaccato allo studio, non lo sono stato mai. Esercitavo la professione di rappresentante, giravo per la Campania, arrivavo in tutti luoghi in cui c’erano esercizi commerciali per proporre il mio prodotto.

Esercitavo questa attività dal 1963 ,mi ero sposato nel 1966, servirono sacrifici per affrontare il discorso di creare una famiglia. Non ero un ragazzino, ero un uomo maturo, avevo l’età giusta per convolare a nozze. Guadagnavo discretamente, ma non avevo, come adesso, un’ autonomia. Adesso sono un pensionato. Anche all’epoca si faceva fatica a tirare avanti, fu proprio nel 1968  che la mia candita moglie mi regalò la prima figlia, altre due, sono arrivate in seguito e sempre negli anni della contestazione. Alla fine del 1969 arrivò la seconda.  Per la terza aspettammo qualche anno, prima di metterla al mondo. Dovevamo avere, non dico la  certezza, la coscienza apposto  per poterle far star bene.

In questi periodi di manifestazioni si sono sempre aperte grandi discussioni di politica. Le colpe vanno attribuite quasi  sempre agli oppositori, in qualsiasi epoca e tipo di governo. Se a governare è la destra, si oppone la sinistra, non facendo realizzare i programmi. Nel caso si trovano tutte le forme per farli rimanere immobili, non si pensa altro che tenersi sotto il sedere ben salda la poltrona affidatagli attraverso il voto espresso dal popolo che dovrebbe andare al voto a condizione di conoscere le prime fasi della politica. E a cosa serve il loro voto? Inviare uomini  al comando della nazione,  incapaci a farsi apprezzare, è un danno a noi stessi, gli oppositori hanno l’incarico a funzionare  da Bastian contrario, “strafottentosi” del popolo che ha bisogno di strutture diverse da queste obsolete. Ha bisogno di guadagnare adeguatamente, per pareggiare, e  senza mettere niente da parte, per il costo aumentato della vita. Oggi un Euro si cambia nei negozi allo stesso valore della vecchia mille lire.

Come è possibile ignorare che con piccoli stipendi non si riesce ad arrivare alla fine del mese? Cosa mangiano i figli di queste persone che ignorano quanto costa il pane, il latte, la carne, il pesce senza ricorre a specialità che costerebbero ancora di più?  Dove comprano il latte le loro consorti? Oppure  lo ricevano gratis, grazie alle tante amicizie che si creano nei momenti della politica? Perchè non ricorrere  ad un censimento per conoscere quanti lavoratori ci sono in una famiglia, e quante sono le bocche da sfamare, da vestirsi, ad mandare a scuola? Oppure i nostri figli non li dobbiamo mandare a scuola! A frequentare la scuola mandiamoci solo i loro figli, magari servendosi d’istituti privati dove ci sono tutti  i conforti e non nei pubblici che mancano di tutto. Il personale che dovrebbe tenerne cura è  ancora peggio, c’è lassismo spaventoso. Ho settantenni, alla mia epoca mancavano gli edifici scolasti, sono passati oltre sessantanni da quando frequentavo le scuole elementari, e tuttora i figli dei miei figli non hanno queste scuole Quelle poche che sono presenti sono nelle condizione che ho citato.

Ci siamo mai chiesti in tutto questo tempo a che serve dare il voto, affidando mandati a rappresentarci per la conduzione della Nazione, per il Comune , Provincia e Regione ? A posteriori ci accorgiamo che non servono: quando riscontriamo che non sono stati capaci di mantenere le promesse. Dopo essere stati votati non se ne fregano che ci sono le strade di Napoli, della Provincia e Regione invase di spazzatura dal 24 dicembre.  Come ascoltato dalla televisione, le scuole sono ferme, per evitare epidemie. Fanno a scarica barili. Le colpe non si sa mai a chi addossarle.

E’un “Gioco” antico, si faceva quando si era bambini Si chiamava “La Colpa fu”, era il classico schiaffo del malcapitato che doveva pagare il pegno, per disimpegnarsi doveva indovinare di chi era lo schiaffo che gli arrivava.

Avevamo incominciato a parlare del “sessantotto”. Ad esempio; ToTò avrebbe detto, qui sta succedendo “il Quarantotto” e tra non molto potrebbe avvenire anche “il Trentotto”. sono numeri significativi,  facciamo finta di giocare a tombola. Sapete nella smorfia napoletano cosa dicono questi numeri ? Quarantotto è il morto che  parla mentre trentotto, fanno le mazzate.

Gli stranieri arrivati in Italia, non sono venuti (tutti) per lavorare. Gli straniere hanno pensato bene di organizzarsi facendo rapine, rende meglio. Hanno assicurato vitto e alloggio, e nel caso finisce male anche  la lavanderia,  per mantenerli  puliti, per non far scoppiare malattie tra i detenuti, nel caso  non riuscisse l’azione ladruncola  Sicché se a loro va male, all’Italiano va peggio. Deve mantenerlo in carcere e tenerlo bene .Ma non sarebbe meglio rinviarli al mittente?  Queste delle rapine sarebbe ancora niente, ma queste si tramutano in delitti, Sono tanti i morti che si contano che avvengono, per mano straniera.

Nel 1968 per ritornare a bomba questo non avveniva , non c’era la prostituzione per le strade della città, quelle che c’erano, per  esercitare  il mestiere più vecchio al mondo, le trovavi in luoghi fuori mano, seppure anche lì, non era il caso di tenerle. Dov’era all’epoca la Droga? Neanche si pronunciava. Oggi è diffusa. Qualcuno conosceva la parola, e si sapeva semmai anche chi la consumava . Si diceva che gli habituè erano i Signorotti. I  maggiori consumatori. Io ad esempio non mi ricordo di aver sentito dire è morto con una iniezione di droga tagliata male.  Dicono che son tanti gli spacciatori  che non si possono arrestare, le carceri sono superaffollate. Li trattengono giusto il tempo che arriva l’avvocato difensore che li fa uscire, queste sono le libertà conquistate dal dopo 1968. Prima queste cose non le ho mai viste. Ho camminato il marciapiede, ho incontrato buoni e cattivi clienti, Ma mai sentito parlare di queste situazioni.

E’ bello ricordare quello che di buono avveniva  in quel lontano “Sessantotto”. Come pure per le altre. Ogni anno puntualmente si ricordano  fatti avvenuti ancora prima del sessantotto. Queste manifestazioni, aumentano i danni.. E’  bene ricordarli, le tragedie avvenute, ma senza troppo accaloramento. Come per ricordare i propri defunti. Allora ricordiamoci  la ricorrenza della morte a San Giovanni Rotondo Padre Pio quella dell’altro fratello del presidente americano Jonny Kennedy  a sua volta ammazzato a Dallas nel 1963, Robert  Kennedy .

Diciamo pure che la polizia, in una dimostrazione di braccianti, apre il fuoco, uccidendo due braccianti ad Avola , Ricordiamoci che il terremoto del Belice mieta 370 vittime, è la totale distruzione del paese. Queste tra le cose tristi. Non possiamo trascurare gli avvenimenti di altro genere. Corrado il presentatore che diventerà popolare presenta per la prima volta la “Corrida” che ancora resiste, su canale 5, ma condotta da Gerry Scotti. Apollo 8 ritorna a terra dopo la missione nello spazio.

Alla televisione, erano tanti gli artisti  che si ascoltavano con piacere, Alberto Lupo Franco Franchi e Ciccio Ingrassia,  Sandra Mondani, Raimondo Vinello, Ugo Tognazzi, Bice Valori, Paolo Panelli, Sandra Milo, Rossana Schiaffino, Raffaele Pisu, Rita Pavone,  Jonny Dorelli, Mina, Gianni Moranti, Ornella Vanoni,  Claudio Villa,  Milva,  Ric e Gian,  Paolo Villaggio,  Delia Scal,a  Pippo Baudo,  Mike Buongiorno, Alighiero Noschese, Nino Taranto.

Escludendo i morti, stanno ancora tutti lì, dal sessantotto ad oggi. Quanti potrei citarne, ma non posso approfittare della pazienza dei lettori , sempre se ci sarà qualcuno che leggerà.

Per le trasmissioni  ricordo che si cantava non solo a Sanremo.  C’era anche il Festival della canzone napoletana che, adesso e da tempo non c’è più. Poi Giochi senza frontiere. Senza rete che si trasmetteva dagli studi Rai  di Napoli.  Il canta giro, Quelli della Domenica, Un disco per l’estate, Ieri e Oggi . E tante, tante altre trasmissioni di successo.

Sarà stato che quelli erano tempi, che non c’era possibilità di allontanarsi, le famiglie erano sempre riunite, poi con il tempo il progresso… Si  è arrivati agli anni nostri, quarant’anni dopo.

Sono tanto le famiglie che hanno avuto problemi di abitazioni e di disoccupazioni, molti non hanno mai trovato un lavoro sicuro, ecco che Napoli ha il primato nell’arte di Arrangiare.

Quello che andava bene in quel periodo era lo sport. Il Napoli calcio l’anno prima aveva fatto registrare il secondo posto. Vinse il campionato il  Milan.

Nella squadra Azzurra giocavano Zoff, Sivori, Altafini e Bianchi che poi in seguito divenne allenatore della squadra del primo scudetto nel 1987.

Il Boom faceva registrare un’ avanzata della delinquenza. Non era come in passato che non c’era niente da trafugare, con il progresso si aveva di più sia in casa che negli esercizi commerciali. Insomma c’erano le possibilità di fare dei colpi per  ladruncoli. Come avviene tuttora a distanza di quarant’anni la città crolla sotto la prima acqua, la spazzatura era di meno di adesso, ma era presente per le strade. Voragini capitavano all’epoca come adesso. Si incominciò a temere che la malavita cambiava registro. Le rapine si copiavano dai film americani, ammazzavano per trafugare furgoni portavalori di banche.  In una rapina incendiarono il furgone ammazzando bruciato l’autista. Da allora è incominciata  ad altri livelli, c’èe anche il controllo delle Bische, per appropriarsi del territorio.  

 

Michele Onesti

27-01-08

 


 

LA RICETTA PER DIMINUIRE LA SPAZZATURA DALLE STRADE

 

È da tempo che mi espongo questo ed altri quesiti. La risposta non riesco a leggerla da nessuna parte. Sono problemi che, col tempo diventano esageratamente grandi, difficili dopo, eliminarli. Certamente non è di facile risoluzione. Cerco d’illustrarla nel migliore dei modi. Ma con la buona volontà la risposta renderla possibile, o quanto meno,ci provo. Basterebbe un piccolissimo sforzo comune, e il problema si ridurrebbe di una buona percentuale. Per eliminarlo del tutto occorrono i miracoli, che De Gennaro non è attrezzato a compierli. Ci vorrebbe San Gennaro. Però del nostro Santo patrono non possiamo approfittare del tutto. Oltre tutto non è che gli portiamo molta devozione. Come fanno capire gli esperti, basterebbero piccoli sacrifici giornalieri che si potrebbero attuare! Non risolvere del tutto, ma come precisato allevierebbero. Come si fa per ottenere questo risultato ? Si presenta facile, almeno nel ragionamento. Si dovrà iniziare alle prime ore del mattino, non serve precisare di quale giorno, uno qualsiasi, non bisogna andare dopo alla ricerca del sito dove poter depositare i rifiuti.  E’ tra le mura di casa, il primo passo da compiere. è lì che si ottengono i primi risultati, incominciando dalla colazione. Viene da chiedere a che serve il discorso colazione? Presto detto. Prendere un caffè non comporta molto materiale come rifiuti.  

Per il caffè uscirà la cosiddetta “posa di caffè” “ a proposito vi racconto un  aneddoto”. Ai miei tempi, il nonno buonanima la riciclava, era il primo riciclaggio, dell’epoca, e non era il solo, si riciclava anche altro. Ma non c’è spazio per raccontarli tutti   Avveniva questa manipolazione prima che diventasse spazzatura.

Almeno per due giorni si adoperava come secondo caffè, ottimo per colorare il latte della colazione ai bambini.  Poi dopo la depositava in un contenitore, rigorosamente non di plastica Per i rifiuti giornalieri si usava un secchio d’alluminio o stagno.

Già questo è un rifiuto in meno, moltiplicato per tantissime famiglie, sarebbero quintali di spazzatura in meno al giorno.

Per portare a termine la colazione, occorre il latte, e si sa è contenuto sia in bottiglie sia in contenitori di tetrapak che, dopo, si possono recuperare, non mischiandoli con altri rifiuti. Nella mattinata si arriva all’orario per la spesa, di quello che serve considerando le scorte presenti in casa. Al mercato si potrebbe andare forniti di una borsa, la famosa impagliata che si usava tempo fa, che poteva essere usata per gli alimenti acquistati. Facciamo un esempio di quello che potrebbe servire. La verdura, la frutta, il pane, il secondo, e tutto quanto occorre, per la cena serale. è tutta merce che va comprata all’istante. Quantificando la piccola spesa giornaliera, e come ci viene consegnato, riscontriamo che portiamo a casa minimo sei buste di plastica che automaticamente diventano recipienti per contenere spazzatura. Questi vanno ad aumentare i cumuli esistenti.

Già le buste di plastica è merce inquinante, presto non saranno più in circolazione.  

Bruciandole emanano la diossina. Se poi all’interno s’introduciamo di tutto,

senza fare una scelta differenziata, per evitare di bruciare rifiuti nocivi, facciamo altri danni.

I rifiuti che si possono mettere da parte per un riciclaggio, si conoscono, non serve una lezione di educazione civica affinché si portino a conoscenza. Sono la carta, il vetro, i tessuti, il legno, la paglia, e tanti altri piccoli rifiuti che non provocano danni incenerendoli. Per la maggior parte, i rifiuti li provarono le verdure.

Sono maggiori gli scarti che il ricavato per cucinare. Allora perché per un periodo,  fino a che non si ristabilisce la situazione, non facciamo maggiore attenzione? Ad esempio i supermercati vendono la verdura pulita. Si mangia tutta, basta solo lavarla, e non ce ne sarebbe nemmeno bisogno. Anche in città si sono attrezzati, hanno capito il problema e si sono regolati. Così anche per la vendita della frutta.  

Ci sono frutti che, volendo, come le mele, le pere, e chi sa quanti altri se lavati bene, si possono mangiare anche con le bucce, come suggeriscono i medici.

E poi non occorre cucinare per 10 persone, quando in casa ne vivono sei, o meno.

Quello che rimane si produce in rifiuti. Utilizzare il pane, anche quando si fa secco, per confezionare le polpettine. È così che non aumenta la spazzatura.  

Quante altre cose si potrebbero aggiungere, per non far aumentare il volume di spazzatura, per la quale si stanno facendo lotte continue. Gli scontri tra dimostranti e polizia provocano contusi e feriti, e danni alle cose.

Hanno chiamato l’esercito. Fatto intervenire per difendere la nostra salute. Un tempo, l’esercito serviva per altra difesa. Ora serve per salvarci dalle malattie che provoca la “munnezza” che nessuno vuol curare. I primi produttori e gli stessi distruttori, siamo noi cittadini. Tutti producono “munnezza” ma nessuno la vuole nelle vicinanze, e nelle lontananze, della propria residenza..

In questi giorni non si sono viste persone che non hanno depositato il loro sacchetto stracolmo, più del solito per l’occasione. Aggiungiamo, ai tanti problemi, anche quelli della pessima abitudine di introdurre nel contenitore dei rifiuti i resti di tante cose vecchie quali pantofole, scarpe, indumenti, e tante altre sporcizie, diventa visibile a tutti che la spazzatura arriva ai primi piani delle abitazioni.

E’ altrettanto chiaro che se non si fa in tempo per ritirarla, provoca malanni a bambini, vecchi e cardiopatici. Anche i corpi sani devono temere di ammalarsi.    

Anche io pensavo che fumare, non provocasse malanni. Me ne sono accorto quando mi sono ammalato. Solo allora ho preso provvedimenti.

Facciamolo quest’esperimento. Facciamo valere la nostra intelligenza. Non facciamo ridere il mondo intero, e anche il cosiddetto “Terzo mondo”.

 

 

Michele Onesti

17-01-08

 


 

OCCORRE UN MIRACOLO PER FAR SCOMPARIRE LA "MUNNEZZA"DALLE STRADE

 

Si poteva fare prima questo vertice di governo. E’ durato tre ore e pochi minuti, ed hanno risolto il problema che si portava avanti da lungo tempo. Perché hanno aspettato tanto per chiamare  San Gennaro? Scusate l’imperdonabile errore che ho commesso. Non si tratta di San Gennaro….avrei avuto grossi dubbi che questo problema si può risolvere con un “Miracolo”.  Anche i Santi hanno una scala gerarchica da rispettare. Sarebbe bello che i Santi potessero fare quello che desiderano in quattro e quattrotto! Cosa direbbero i superiori, quelli che hanno delega da Nostro Signore ? Per questo AVREBBERO DA OBIETTARE in diversi:  San Pietro da Roma; Sant’Ambrogio da Milano. Potrebbe inserirsi da Padova, Sant’Antonio. Ci  potremmo fermare a queste limitazioni. Appena dopo  verrebbe con autorità, il nostro Santo patrono.

Si è chiesto aiuto a Gianni De Gennaro Capo della Polizia.  Calabrese di nascita, classe 1948, in carriera ha conseguito diversi successi. Non essendo un Santo non potrà fare il miracolo. Non ci riuscirebbero neppure i Santi che sono delegati a questo esercizio.  I 120 giorni programmati per risolvere il problema, serviranno per incominciare a pregare. Con De Gennaro lo farà il Generale di divisione dell’esercito Franco Giannini. Anche lui come De Gennaro ha un buon curriculum.

Questi con l’aiuto dei soldati di leva e con personale militare professionale, dovranno scardinare una situazione che non sembra stia migliorando. Ancora ci sono blocchi stradali e incendio di cassonetti. Aggressioni a forze dell’ordine, e per par condicio, anche ai Vigili del fuoco che, chiamati per spegnere il fuoco, dovranno preoccuparsi di spegnere quello appiccato addosso a loro per lancio di bottiglie Molotov.

Ho 70 anni, e non ho visto mai, una Napoli priva di spazzatura accumulata dentro e fuori i cassonetti.  Ho la durata storica. Al momento ho visto tanti governi, centrali e amministrativi  Comunali e Regionali, tutti avrebbero avuto il tempo e un motivo per fare qualcosa, non l’hanno fatto, rimandando sempre il problema  “al domani si vedrà” . Problema che poi diventava l’oggetto politico delle elezioni che sarebbero avvenute, sia in Città che in Regione, per la scelta del Sindaco, e del Governatore. A Napoli non esiste solo il problema “MUNNEZZA”. La città e la provincia, sono zeppe di situazioni insormontabili, con durata decennali. Avevo l’età per frequentare la scuola che adesso hanno detto dell’obbligo, ma mancavano le scuole. Tuttora ce ne sono poche, e quelle esistenti sono indecenti, mancano di tutti i conforti.

Ancora, molti plessi scolastici sono privi di palestre, però non manca l’ora dell’educazione fisica. Questa ora la distruggono in altro modo. D’esercizio fisico non se ne parla neppure.

Alla mia epoca in città, in periferia e in provincia, vi erano Molini e Pastifici, aziende che producevano Conserve Alimentari, Concerie, piccole industrie meccaniche, i Cantieri Navali, Fabbriche di ceramica artistica. Laboratori artistici, per la costruzione di mattonelle decorate a mano, per pavimenti prestigiosi. La classica arte di Capodimonte. 

C’era un po’ di tutto, ora scomparso, volatilizzato, in altri siti.  Si nutre la speranza che il turismo rimanga, per risolvere in parte i problemi, ma con queste pubblicità negative chi ci viene a far visita ? Ecco che siamo alla frutta. C’è poca da sperare.  Bisogna fare gruppo per salvare Napoli, altrimenti le nostre bellezze naturali e quelle esistenti sul territorio da secoli, le avremo solo per nostro uso e consumo.  Le visiteremo noi cittadini, lo faremo come e quando si porta rispetto per i cari defunti, una visita l’anno, per mantenere l’usanza. Come diceva il Principe Antonio De Curtis in arte Totò nella sua Livella.

 

Michele Onesti

10-12-07

 


 

ADDIO ENZO

 

Dopo gli addii di ieri  dobbiamo registrare quello di un altro illustre : Enzo Biagi.  Lo ricorderanno in tanti. All’occasione avrebbe saputo parlare anche di sport e perché no del calcio, avrebbe avuto la stessa imparzialità che ha sempre dimostrato nei suoi commenti e nelle interviste. Hanno onorato la sua professione di giornalista Presidenti di nazioni Primi Ministri, Ergastolani Pentiti Prelati Mafiosi Cammorristi, cioè TUTTI. Le sue interviste hanno fatto ridere quando ha incontrato personaggi come Roberto Benigni, che il maestro del giornalismo italiano ha visto crescere. E tante altre piangere e al limite commuovere. Ha dialogato con Adriano Celentano e quasi lo faceva cantare. Non c’è stato personaggio che non ha voluto legare i suoi ricordi al grande Enzo Biagi.

Il decano, il più grande, come hanno riconosciuto i suoi colleghi altrettanti illustri e autorevoli direttori di grandi testate giornalistiche italiane, Mieli, direttore del “Corriere della sera”,

De Bortoli, adesso al “sole 24 ore” tanto per citarne qualcuno.

Non hanno fatto mancare la loro presenza con l’immensa folla, le autorità locali e quanti sono potuto arrivare in tempo, non sono mancate carovane giunte da tutte le parti della Lombardia.

Per Enzo Biagi  lui erano tutti amici, come abbiamo potuto leggere e osservare, ha avuto rapporti d’amicizia con l’intera umanità. Ha ascoltato e intervistato tutte le razze, bianche rosse gialle, per lui avevano un solo colore, quello rosso del sangue che alimenta il cuore che lui purtroppo aveva malato da moltissimi anni.

Lui non voleva arrivare in Paradiso da solo, sapendo che c’era un altro compagno di viaggio,

Aveva bisogno di compagnia, non amava la solitudine. Sicchè senza prendere nessun appuntamento si vedeva raggiungere per intraprendere l’ultimo viaggio senza ritorno, un altro decano del giornalismo, un collega della Radio negli anni sessanta, quel bravo radiocronista, amico degli italiani, di tante domeniche sportive, raccontate nella trasmissione 90° minuto Roberto Bortoluzzi.

Ad attendere il gran maestro Biagi è lì che aspetta Indro Montanelli, assieme ad altri colleghi: Enrico Ameri Sandro Ciotti Nando Martellini. Per questi arrivi avevano predisposto un altro viaggio, all’interno del Paradiso, uno spostamento in una località di prestigio, avevano organizzato a mò di club per VIP, ma a rifiutare l’invito è stato Enzo Biagi, a lui non serve appartarsi con nobili e personaggi superiori, per lui il popolo è stato e  rimarrà come desiderava il primo suo amico, lui che era originariamente figlio di lavoratori. Non gli faceva alcun effetto avere grandi comodità, viaggiava con un penna per compagnia, forse qualche piccolo blocco notes, a lui servivano pochi accorgimenti. Trasmetteva tutto nella memoria, e da lì non sarebbe uscita più, non occorreva prendere appunti. Tanto che aveva registrato bene che un amministratore governativo, per ragioni concorrenziali, lo faceva allontanare dalla Rai Tv. In cinque anni d’assenza dal mezzo televisivo, pensava di essere stato dimenticato dai suoi amici, quelli che lo aspettavano per pochi minuti nelle sue interviste del suo programma “Il Fatto”

L’episodio dell’allontanamento procurò un nuovo aggravamento al cuore malato, che da tempo era aiutato da ben sei bypass per mantenerlo attivo. Ma ieri sera non ha permesso più al Giornalista Cronista una nuova sopravvivenza. Ha salutato tutti alla sua maniera, ed è andato via per sempre.

Qualcuno commentava tra la folla: “Adesso intervisterà San Pietro!” “Magari se trova Nostro Signore disponibile… “ Noi che siamo napoletani gli raccomandiamo di cercare San Gennaro, per dirgli da vicino che a Napoli si muore, o, per meglio dire, muoiono le persone perbene, quelli che vorrebbero una Napoli diversa , quella che faceva sognare, senza la delinquenza spicciola attuale. Quando si sente che si sono ammazzati tra loro, quelli che vogliono il male della nostra città, tiriamo un sospiro di sollievo e contiamo … meno uno.

 

Michele Onesti

7-11-07

 


 

Un Addio a Nils Liedholm e Roberto Bortoluzzi. Con loro un altro pezzo del passato buono che se ne va

 

Un altro pezzo di storia sportiva se n’andato, tra non molto rimarranno solo i ricordi, i più datati ci priveranno della loro compagnia e di quelle tante cose genuine che gradimmo in quell’epoca non corrotta e inflazionata, si parlava solo di sport, quello puro, le cronache giudiziarie erano per altri settori, non interessavano al gioco del calcio, era uno sport all’epoca fatto di sacrifici e sforzi soprannaturali. I mezzi non erano come quelli attuali si faceva tesoro di quello che si aveva a partire dall’abbigliamento che indossavano, a volte erano maglie pesante che in occasione di pioggia s’inzuppavano d’acqua e diventavano di un peso enorme, e il pallone di cuoio puro era facile che si potesse deformare, la chiusura era rappresentata dall’allacciatura con all’interno una camera d’aria,  tante volte si verificava che si sgonfiava.

Erano tempi diversi, ma sicuramente insegnavano qualcosa, oggi il vero sport del calcio è passato in secondo ordine, non c’è più l’attaccamento alla squadra, è finita l’epoca del calciatore simbolo a rappresentante la bandiera della squadra, adesso si cambia squadra e quindi bandiera dalla sera alla mattina ,può capitare che oggi appartieni alla Lazio ,tra qualche mese puoi diventare un  Romanista. Tante cose sono diverse da quel tempo che i nostri cari amici che ci hanno lasciato rappresentavano.

Uno giocava un ottimo calcio già all’epoca Nils Liedholm e ci deliziava, ma deliziava soprattutto i suoi sostenitori di colore rossoneri, lui era arrivato in Italia al Milan negli anni 50. Con altri tre stranieri formarono un famoso terzetto che tutti identificavano quale “Grenolì”, con Liedholm, gli altri due erano Nordhal il gigante, e Green, quasi un piccoletto. Con le loro prime lettere iniziale dei cognomi, coniarono la parola grenoli. Della stessa trovata si raggrupparono un giorno anche alcuni calciatori degli anni 80/90 del Napoli calcio, la famosa MA.GI.CA .  

Quest’unione durata è per molti anni, e quando s’incontrava erano dolori di pancia.

Ho potuto vedere pochi incontri allo stadio del Vomero perché non mi accompagnava nessuno; avevo poco più di dodici tredici anni, quando si disputavano i  primi incontri disputati. Erano poche le volte che il Napoli riusciva a metterli sotto, dall’altra parte c’erano dei fenomeni di quel periodo e bastava la soddisfazione per quelle poche volte che si riusciva a superarli, era il Napoli di Jeppson, Pesaola e di tanti buoni calciatori, ma pochi erano campioni affermati. Qualche risultato favorevole in più, si è visto in assenza del trio, ormai fermo al palo per l’età.    

Tra le voci che ci raccontavano raccontava le gesta di questo calciatore e di altri, c’era quella di Roberto Bortoluzzi, lo faceva con la semplicità di un generoso giornalista, sincero radiocronista, non di parte, per lui tutti gli interventi erano da neutrale, lui con Ciotti ed Ameri, hanno fatto epoca al 90°minuto del tempo del mai dimenticato Paolo Valenti.  

Adesso andranno a trovare gli amici che li hanno preceduti, ed organizzeranno “una parasiada”, si ritroveranno in uno stadio virtuale grande come il cielo, ma le loro voci si ascolteranno anche da li. Sono voci di personaggi che hanno saputo consigliare e raccontare ai posteri. 

 

Michele Onesti

6-11-07

 


 

NAPOLI RINASCE LA PIEDIGROTTA MA PIANGE PER LA SCOMPARSA DEL GRANDE PAVAROTTI

 

La morte del gran maestro Luciano Pavarotti è stata ricordata a Napoli nella rinata manifestazione “La festa di Piedigrotta” ritornata al popolo napoletano e campano, la grande festa della città , assente da oltre mezzo secolo. Se ci è stato qualche intermezzo,in altri periodi, non era il copione scritto nel secolo scorso, quello che rappresentava  lo spettacolo originale, quello, manca dalle nostre strade e dall’impareggiabile percorso lungo la via Caracciolo e il lungomare Nazario Sauro. E dalla splendida ed unica al mondo, Piazza del Plebiscito, Il lungo applauso al Grande artista italiano, ma particolarmente affezionato al popolo napoletano, che gli ha fatto omaggio delle canzoni immortali che lui ha saputo interpretare con la sua grande maestria, portandole in giro con il suo repertorio di opere liriche nel quale non faceva mai mancare l’esibizioni di melodie immortali come Torna a Surriento e ‘O  Sole mio   sulle quali note il popolo napoletano all’interno della manifestazione che si stava svolgendo in Piazza del Plebiscito gli ha attribuito un lungo applauso durato tutto il periodo della canzone da lui interpretata e irradiata con un filmato.

Trasmesso sui grandi schermi e su quello di un’emittente campana, Canale 9, televisione prettamente locale meglio conosciuta come la tv degli appassionati tifosi napoletani che si è ripromessa di continuare anche nelle giornate successive a trasmettere tutta la durata della manifestazione, fino ai “Fuochi artificiali” i classici “Fuochi a mare” nel golfo più bello al mondo, nell’ultimo giorno.

Quelli non sono mai mancati, anche quando la manifestazione non si manifestava come in passato.

E come questa appena rinata che sicuramente troverà miglioramenti durante il nuovo periodo.

Adesso con questa prima di numero zero gli organizzatori avranno gli argomenti per continuare. Avranno visto che il popolo non vuole solo guerre tra clan rivali e tragedie della disperazione.

Va alla ricerca, e lo fa con piacere, di UN passato per comunicare una particolare informazione alla sua cultura per chi appartiene ad un popolo che, anche se non aveva niente, aveva lo spirito di trascorrere alcuni giorni dell’anno all’insegna dell’allegria.

Potrà aver dato sicuramente fastidio, la notizia della scomparsa, di chi, ci pubblicizzava nel mondo, nell’interpretare come solo lui ha saputo, dopo che in precedenza e sempre in onore alla città di Napoli a rappresentarci era un certo “Enrico Caruso”, di un quartiere della città partenopea “Sagiovanniello”

Luciano Pavarotti era nato a Modena, mentre Caruso a Napoli. Era quest’una delle poche differenze tra i due grandi interpreti che hanno saputo conquistare il mondo e sono rimasti più popolari di tanti altri personaggi italiani. Avrebbe potuto trasferirsi altrove, dove avrebbe aumentato la sua popolarità risiedendo, come fanno in tanti affermati professionisti, anche per sfuggire al fisco. Ma  il Big  Luciano, ha pagato tutto quello che c’era da pagare aveva e continuerà ad incassare tantissimo, continueranno e ancor di più dopo la sua dipartita. Continuerà a fornire contributi alle casse italiane, così, come li guadagnava, pagava quelli che erano gli oneri da versare al fisco, non ha pensato ad una sua evasione fuori dall’Italia così come non ha mai pensato di evadere fiscalmente. Grande anche in questo. I suoi gesti sono quelli che purtroppo appartengono ad una razza in via d’estinzione, con lui se né va un altro uomo con l’U maiuscola nel suo settore dello spettacolo e in quella della beneficenza, saranno tanti a ricordarsi dell’aiuto che Luciano Pavarotti ha fornito in tante occasioni, ormai finite. Speriamo che qualcuno si vorrà misurare con la sua grande generosità e farà altrettanto, così avremmo rispetto immenso anche per chi lo vorrà imitare ed emulare. A lui non dispiacerà, se un giorno qualcuno debba fare più di quanto ha saputo fare lui.

Lui, come nella serata di ieri a Napoli, dove rinasceva una manifestazione, e per questo teneva conto anche della scomparsa di personaggi che hanno allietato le nostre serate; infatti, un giorno prima, andava in paradiso nella casa del Padre, ad annunciare l’arrivo del Grande Maestro

Luciano il popolare attore e imitatore  “Gigi Sabati”,  un Maestro dello spettacolo comico, tra gli imitatori il migliore in sensoassoluto.

Ieri nella gremitissima Piazza del Plebiscito sul palco per far la Festa alla ritrovata Piedigrotta si alternavano grandi personaggio dello spettacolo canoro napoletano. Iniziava Peppino di Capri artista che ha tagliato il traguardo dei cinquantanni d’illuminata carriera. Nell’intervallo un'altra grande interprete Teresa De Sio  con la sua Band di artisti di diverse lingue ed estrazioni. Per cantare il Rok napoletano insieme alla classica “Tammuriata nera” canzone non del secolo scorso, ma realizzata a Napoli dopo la seconda guerra mondiale, quando Napoli era occupata dalle forze di liberazione dopo quel famoso 8 settembre del 1943.

Dopo è stata la volta di un grande Massimo Ranieri nato proprio in mezzo a quella piazza dove si esibiva con le classiche interpretazioni cantate e recitate con il suo spettacolo tutte donne meno io, che tanto successo sta riscuotendo in Europa e in Italia.

Con lui ha desiderato fare un Omaggio a napoli il cantante rok Bryan Ferry,  ha cantato con Massimo ‘ ‘O sole mio che, dopo è stata perfezionata dalla splendida interpretazione dello scomparso Pavarotti .

Ha trovato spazio davanti centinaia di migliaia di presenze, forse trecentomila, Serena Rossi, interprete di un"Posto al sole" che presentava con Patrizio Rispo  anche egli interprete della soap.

La Rai Tv  ha perduto l’occasione a non trasmettere questa manifestazione che dal prossimo anno sarà d’interesse mondiale come una volta, quando la notizia sarà diffusa a livello internazionale sarà l’occasione per far ritornare anche se per breve periodo nostri concittadini e corregionali e appassionati italiani amanti delle manifestazioni culturali, questa di Piedigrotta non è seconda a nessuna manifestazione nemmeno il carnevale di Venezia oscurerà mai da ora in poi la nuova Piedigrotta. Una per volta, rientreranno tutte le nostre manifestazioni di un tempo. L’amministrazione avrà capito che non possiamo essere un popolo solo chiacchierato per le cattive notizie

Il turista che arriva a napoli non deve trattare la città come un piccolo passaggio oppure con la permanenza di un solo giorno ,dovrà almeno avere il tempo di visitare le bellezze presenti che sono moltissime, e sarebbe troppo citarle tutte, si va a garanzia. Napoli si sa che è città d’arte, Napoli è tutto quanto si desidero avere e per questo chiediamo almeno di visitarlo con interesse, non basta una sola giornata occorre più tempo. Chiediamo a queste persone di fare qualche sforzo in più, come farà l’organizzazione comunale e regionale, nel garantire più attenzione per le prossime ferie nel 2008 e per le prossime manifestazioni  che si terranno sul nostro territorio, ci resta (quasi) solo il turismo e vogliamo conquistarlo. Non possiamo perdere l’occasione per migliorarci. Una è stata conquistata con l’avvenuta promozione della squadra di calcio nella massima divisione, la nostra casa abituale da dove fummo sfrattati nel 2002 senza fare più ritorno. Rimaniamo uniti, non disperdiamo le nostre energie. Uniti si vince

Viva la Piedigrotta, La canzone napoletana. E soprattutto FORZA NAPOLI  facci sognare

 

Michele Onesti

7-09-07

 


 

RITORNO IN A

 

Per consegnare loro e alla storia questo penultimo evento, meglio sarebbe dargli la precedenza, farlo passare  prima, della partita di Genova valevole quale ultima gara di un campionato anomalo e falsato, per tanti fattori, di serie B che ha visto contemporaneamente giocare all’insegna di un torneo di serie B, squadre e forse squadroni.

La Juventus con i suoi Campioni del Mondo e con i tanti  tantissimi campioni di altre nazionalità aveva tutte le caratteristiche per primeggiare e non solo in questa categoria, ma altrove, come poi si è verificato. Ha fatto campionato a parte nonostante la penalizzazione.  Non l’avevano messo sulla bilancia questo particolare, la Federazione e la Lega calcio, facendola partecipare tra tante squadre, non assolutamente attrezzate per contrastarle il cammino. Solo alcune si avvicinavano al loro valore, per poter dire qualcosa, in un torneo deciso ancora prima d’incominciare, quasi si sapesse, quali fossero le squadre a portarlo al termine da protagoniste. Tra queste è d’obbligo segnalare il Genoa, fortemente rinforzata nella campagna di revisione di gennaio che portava alla corte dei Grifoni, calciatori di livello superiore a tutti gli altri presenti nel campionato cadetto, fatto eccezione come anticipato della Juventus .

La stessa caratteristica è segnalata come squadra forte, alla presente delle altre citate, Napoli che non ha trovato le pedine indispensabile a detta del tecnico e degli addetti ai lavori anomalia fatta registrare sovente dalla tifoseria nel momento della campagna di riparazione di gennaio .

Un solo acquisto non sarebbe bastato per fornire al tecnico quello che serviva, e per mera sfortuna neppure quello è servito alla causa di miglioramento richiesto per avere più probabilità di riuscita Sicchè il Goriziano Reja  ha dovuto fare di necessità virtù scegliendo nell’organico disponibile,

per poter arrivare al traguardo tanto atteso della promozione in serie A  che purtroppo, oggi 3 giugno, non si può affermare di averla conquistata.  Sarebbe stato cosa fatta se, non ci fosse stata appunto la Juventus  Ecco perchè sostenevo di un campionato “anomalo e falsato”.

Oggi si sarebbero veramente a festeggiare con anticipo, magari lo si poteva fare da tempo,

Forse il campionato avrebbe perso di quelle che sono state l’emozioni scaturite dalle 41 gare giocate finora.  Ci riserva ancora 180 minuti valicare oppure questo campionato si giocherà fino a questa sera?

Non è simpatico esercitare o esorcizzare con le preghiere, come farò e credo con me milioni di tifosi napoletani sparsi nel mondo, che si assoceranno all’idea della preghiera paranormale occulta.

Dalla enorme folla che riempirà lo stadio San Paolo, dalle prime ore di questa mattina.

In assenza del tabellone non ancora installato, si farò uso delle vecchie e tramontate radioline, facendole fare un ritorno nel brillante passato, quando si aspettavano i risultati per convalidare la nostra vittoria. Non vi erano altri mezzi di comunicazione visive in tempo reale, la faceva da padrone, una trasmissione tuttora presente “Tutto il calcio minuto per minuto”

Oggi per l’occasione, la trasmissione avrà tra gli ascoltatori sicuramente il doppio delle presenze

rispetto alle altre, è troppo importante conoscere cosa accade in altri campi, per favorire l’accesso del Napoli e del Genoa in serie A contemporaneamente, e uniti ai Bianconeri, da qualche settimana nel posto che meritano per il loro passato, inquinato, da qualche tempo in faccende, al di fuori dello sport, mi riferisco a  “Calciopoli”. Aveva fatto le sue vittime, ed ora almeno una è rientrata, saebbe bello se con anticipo vi fossero anche Genoa e Napoli,  senza far ricorsi a supplementari  attraverso i Play Off . La “Roulette Russa” è un arma che nessuno vorrebbe mai adoperare. Non si sa mai qual è l’ultimo colpo in canna che potrebbe rivelarsi mortale. Non serve neppure “solo” la radiolina con il supporto dell’auricolare.  Ci sono i telefonini ultima generazione che, oltre a trasmettere gli SMS, fanno vedere anche le fasi salienti delle partite richieste. Quel tabellone più volte richiesto potrebbe servire a risultato acquisito, annuncerebbe visivamente a lettere cubitali l’avvenuta promozione

del Napoli in serie A. Le località in caldo per la frequenze sono il Menti di Vicenza, dove l’amico Stefan Schwoc ha promesso una sua magistrale partecipazione da DODICESIMO uomo in campo per gli azzurri, per la squadra di cui fece parte regalandoci la gioia della promozione.

Adesso per i ricordi del passato, la cosa si può ripetere, anche se non veste azzurro ma “Biancorosso a strisce verticali”. Il risultato può servire non solo al Napoli, ma serve soprattutto a loro di Vicenza, non sono del tutto fuori dalla lotta , quindi l’impegno e bivalente, vale doppio.

Il calciatore ancora nei cuori dei napoletani ha annunciato la presenza di un nuovo anno d’attività

Lui non ha mai giocato in serie A, lo avrebbe fatto con piacere in quel Napoli che lui collaborò da protagonista, per la risalita, non si verificò non ricordo i motivi quali fossero.

Sarebbe bello regalarsi anche un campionato di serie A, nella carriera, e giocarlo nel Napoli,

dove avrebbe trovato sempre posto.

Adesso all’età non più ottimale sarebbe come mettere la ciliegina sulla torta, e noi da Napoli gli facciamo sapere che!lo aspettiamo “Torna stà città aspetta attè”   La festa è pronta e aspetta anche quelli che hanno collaborato in passato e sono andati avanti nella loro carriera, senza rancori e senza chiedere spiegazioni di chi fossero le colpe di quello che si poteva realizzare, ora a distanza di tanti anni,  anche i tifosi sono senza rancori, sono loro la parte buona di qualsiasi società.

Saranno anche luoghi comuni quello di dire il tifoso DODICESIMO UOMO IN CAMPO, a NAPOLI Affermandolo si dice solo la verità , nient’altro che la VERITA’

FORZA NAPOLI

 

Michele Onesti

3-05-07

 


 

AMARCORD

 

Non tutti hanno un’età per poter ricordare quanto avveniva, per approdare in serie A, dal campionato di serie B dell’anno 1964/65 Dopo di questa conquistata promozione, la squadra azzurra napoletana che spesso faceva registrare “Sali scendi” di categoria, finalmente trovava l’assetto (quasi)definitivo societario  per restare in quota per lunghi anni. Infatti, ne passarono trentuno o forse più prima che si registrasse una nuova capitolazione.

Abbreviando ricordo che il crollo registrato negli anni, dal 1991 in poi, causato per la partenza da Napoli del calciatore più importante mai arrivato in Italia e non solo nella formazione azzurra Napoletana Diego Armando Maradona.  Aveva la delega del Nostro Santo  patrono San Gennaro a fare i miracoli nel campo per destinazione, passato questo momento il Santo ha pensato bene di non rilasciare altre deleghe, sarebbe troppo lungo spiegare i particolari. Uno su tutti? Potrebbe essere quello che nella città dove San Gennaro è continuamente disturbato da persone che lo invocano consigliando di affidare il nome del campo di Fuorigrotta a San Paolo.

Forse è meglio lasciar andare quest’argomento e andare oltre, e precisamente a quanto sta succedendo in questo finale di campionato che vede gli azzurri in un ottima posizione di classifica ma non garantisce al momento la promozione  in serie A  Ora si dovrebbe chiedere a San Gennaro di operare il miracolo! Ma abbiamo il coraggio di farlo se siamo tutti colpevoli di questa manchevolezza?

Dagli annali del calcio leggo che anche in quel campionato di cui all’oggetto si dovette combattere fino all’ultima giornata, poi felicemente portata a termine grazie al Santo. Lui aspettava …. Ma ora a distanza di tanti anni non vedo come potrebbe dare una mano, se non hanno mai creduto in questa direzione, pensando che per vincere non occorressero i miracoli del Santo Gennari’. Speriamo che San Gennaro chiuda un occhio.Anzi tutti e due affinché risolviamo questo problema.

Credo che il presidente De Laurentis a questo Santo sia devoto, più volte lo ha citato nei suoi discorsi, e lo supplichi lui per tutti quelli che lo hanno finora ignorato.

Questa volta non anticiperebbe la piedigrotta che, come tutte le cose belle di Napoli scompaiono per non farvi più ritorno, facendo perdere la memoria storica della città, e perdere le tradizioni che ci hanno distinti nei secoli.

Dai giornali dell’epoca e dalla penna di gran professionisti, tuttora sulle pagine dei migliori quotidiani d’informazione e sportivi, è protagonista assoluto per l’abilità a descrivere fatti e misfatti che ci hanno fatto dannare e gioire. Uno  lo voglio citare, e lo faccio sempre, quando ho da scrivere un articolo, Mimmo Carratelli, di lui leggo volentieri tutto.

In quel campionato esordiva, esclamando alcuni versi di una canzone resa celebre nel tempo ma sempre di moda, anche in momenti come questi e la potremmo cantare “Tiempe bell’è nà  vota” Proseguendo la canzone specifica “Vuie ci’avità lasciate ,ma pecchè nnun turnate.”

Non disperiamo STANNO TORNANDO E’ QUESTIONE DI GIORNI .

Sapete cosa avvenne immediatamente dopo ? A Napoli arrivarono per la serie A

SIVORI ALTAFINI ORLANDO MICELI BIANCHI capitanati da JULIANO che adesso a detta di tanti, ha perduto il valore storico perché fa l’Opinionista affermando verità che purtroppo il tifoso le considera rilasciate contro il Napoli.

Saranno molti i curiosi con me a capo, a chiedersi:  ma per la prossima serie A chi verrà a giocare nel Napoli ? Ai posteri l’ardua risposta

 

Michele Onesti

14-02-07

 


 

PANTANI NEL TERZO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA

 

Nel dopoguerra in Italia si formarono alcune alleanze, si combattevano tra loro civilmente, e solo a parole, senza scendere in lotta materialmente. Invece, ogni occasione era buona per far nascere associazioni, accadeva soprattutto in difesa dei potenti, ad es. America contro Russia Democrazia Cristiana, contro Partito Comunista Italiano, Bartaliani con i Coppiani. Altri gruppi di minore importanza, che difficilmente facevano numero.  

Siccome avevo sentimenti da proletario, avevo attenzioni particolari per gli uomini che avevano la struttura  fisica dall’aspetto più duro, li ritenevo capaci di affrontare con forza,quello che gli proponevano. Per farla breve il mio preferito all’epoca nello sport del ciclismo era Gino Bartali. Purtroppo nella maggioranza delle volte, ero un perdente, dovevo soccombere alle vittorie del campionissimo Fausto Coppi.  

Dovendo parlare di sport per l’articolo che sto scrivendo, facendo riferimento alla giornata di

San Valentino, giorno della festa degli innamorati, lo stesso che segnò la morte di un campione del ciclismo dei tempi attuali, che aveva una miriade di innamorati, quelli dello sport della bici: Marco Pantani. Proprio oggi cade la ricorrenza del terzo anniversario della sua scomparsa.  Per il suo modo di fare e partecipare, ero diventato un suo ammiratore accanito, lo seguivo in ogni sua performance, attraverso i giornali, le radiocronache e telecronache.  Come per il Ginettaccio Bartali, così era chiamato, lo ritenevo capace di scalare quelle alture, all’epoca strade sterrate, che diventavano discesa, sotto i pedali di Bartali. Data la differenza d’età anche in questa specialità a scalare, il grande Fausto Coppi  frequentemente superava Gino anche in questo, mentre a differenza di questi due gran campioni Pantani in Italia, e in seguito anche all’estero, in questo campo non aveva quasi rivali, anche lui per i miei gusti era un uomo di lavoro, non un ciclista.  Diventai suo fans negli anni novanta, e lo fui fino alla fine dei suoi giorni  Mi ricordava appunto Gino Bartali, ma dopo mi sono accorto che c’era una sostanziale differenza di valori umani. Bartali mori di vecchiaia e qualche acciacco, lui è, morto per una stupidaggine che non gli ho perdonato e non lo perdonerò mai . Alla sua morte rimasi deluso, quando seppi del suo vizio di drogarsi  pensai che le mie grida d’osanna alle sue vittorie erano stati sprecati e che le vittorie erano fittizie. Non l’ho perdonato, ha sbagliato! Ci ha ingannato. Ha perduto la mia stima, non serve a niente lo so! La sua morte mi è dispiaciuta per la perdita di una vita. Ma quella di sportivo non ha mi ha procurato nessun dispiacere. Non è stato leale.  Non è vero che è stato lasciato solo. Dopo la prima conseguenza aveva il conforto di tutti gli italiani, tutti aspettavano un suo pentimento e un ritorno.  Lui ha continuato a vivere in una zona, dove la droga si consuma come i gelati d'estate. Ci sono tanti che spacciano in estate!  Per esercitare meglio il mestiere, si portano anche le famiglie al seguito aggiungendo l'utile al dilettevole.

Ho scritto per l'occasione della sua morte, dei versi (una poesia?) che allego.

Spero gradiate.

 

La fine di un mito

 

Sono rimasto solo.

Abbandonato: seduto sotto un tiepido sole.

Sulla strada fredda è bagnata della notte gelata.

Anche  il sole, si sta allontanando; svuotato di calore.

Non riuscendo a sciogliere il ghiaccio dentro di me!

Sono spaventato.

Ho gli occhi appassiti, per la solitudine.

Guardo nell’ombra, per rivedere il passato.

Niente mi appare.

Sono irritato, distrutto.

Non si ferma l’ira.

Ho paura: cosa faccio!

Aspetto come un uccello infreddolito.

L’arrivo di persone; amiche.

Capace di farmi ritornare a vivere.   

A che serve incolpare tutti.

O prendersela con qualcuno.

Sono da solo ad aver sbagliato.

Non posso arrendermi, non voglio.

Proprio adesso che ritorna la primavera.

Potrei spiccare il volo.

Sentire gridare ancora una volta.

Vola Pirata.

Vola.

Sulle vette alte e nevose.

Lasciando morire gli Stregoni,

Che creano solo illusioni.

Pedalare sulla strada con amore.

Senza correre rischi alla mia età.

Di ritrovarmi ancora, in cieli grigi.

In posti dove non splende mai il sole.

E sotto sola terra bruciata.

Dove la notte si contano i resti

Delle avventure tristi, così anche la mia.

Cosa, mi resta della gioventù.

Se, lascio il buono per il male.

 

14 Febbraio: nelle ore della notte di

San Valentino Santo protettore degli innamorati.

Avvenne. Fine della prima parte.

Ora niente.

Più niente, nemmeno il tempo di pensare.

Ti sei lasciato prendere dalla ormai “nota”

“tua debolezza”.

Potevi reagire, come hanno fatto in tanti.

Prima di te, e che faranno ancora dopo.

Hai pensato ai successi,

Che non si sarebbero più ripetuti.

Che “Forse”consideravi. “Successi”

Frutti d’illeciti da te nascosti?

Non volevi ritornare nell’ombra.

O, nel nulla, da dove incominciasti.

Interrogarti, se si potesse ancora

Sarebbe un rispetto per chi t’amato.

Altri sono caduti e ritornati eretti.

Tu non hai voluto ergerti.

Alzando le braccia al cielo in segno di Vittoria.

D’incanto scomparire dal mondo,

Che t’acclamato Imperatore.

Cosa, si nascondeva dietro tanta bravura?

In un modo o nell’altro, ormai è finita.

Rimane solo lo sconforto per la perdita di una vita

Hai pagato colpe non tutte tue.

Ora ti rimane l’ultima salita. Che ti porterà all’arrivo. 

Non al traguardo di nuova vita.

Da lassù “Spero” Controlli i tuoi amici, e nemici.

Consigliandoli di non “Sbagliare”

Addio Pirata.

 

Michele Onesti

14-02-07

 

 

 

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