ESISTE LA RICONOSCENZA?
Riassumo non proprio a pillole, sarebbe riduttivo, l’intervista rilasciata dal Presidente a una emittente radiofonica Campana. La notizia ha scatenato diversi pareri contrari. Io al contrario dico
grazie al Presidente Aurelio De Laurentiis e al suo “braccio destro” Pier Paolo Marino, che in passato contribuì nella società napoletana, alla conquista del primo scudetto dell’era Maradona. Grazie a questi due Signori, che in tanti non fanno altro che criticare, abbiamo visto ancora una volta il calcio a Napoli, dopo il “fallimento del 2004” di questa società calcisticamente morta. Erano in molti a volerla acquistare, a prezzo di “rottamazione”.
Lui De Laurentiis, sapendo di potersi fidare di Marino, sborsò una quantità di miliardi delle vecchie lire per la nostra gioia. Dopo tante cose Napoli si sarebbe privato anche della squadra di calcio. L
a stampa e le radiotelevisive, ritenendolo un incompetente, pensavano di fare di questo Presidente “un solo boccone” al quale si potevano dire tutte le “stroppole” che si volevano! Tanto lui non avrebbe avuto argomenti per contestarli. Chi pensava questo aveva fatto “i conti senza l’oste”. Ancora oggi sono in tanti a pensare allo stesso modo. Gli riconoscono padronanza nel settore
dello spettacolo ma no nel calcio.
Al contrario! Lui aveva le idee chiare, erano gli altri che si presumevano di essere… Padreterno. Rimane l’unico napoletano ad avere il “coraggio” e la disponibilità economica per comprare una squadra di serie C1.
Altrimenti il calcio a Napoli lo avremmo visto in televisione.
Il Presidente da furbo intenditore di business,
sapendo di una sicura crescita, ci ha creduto.
Ha intuito che la città aveva bisogno di uno che li faceva sentire vivi, dopo che era passato il funerale del vecchio Napoli. H
a caricato quello che chiamò “Napoli soccer” di enfasi e tutti lo abbiamo seguito con amore, ma come tutte le cose che nascono in questa città hanno poca sopravvivenza. Sono costrette a morire. Tifosi appartenenti a tutte le categorie generazionali, tutti in veste di “sapientoni” lo criticano aspramente. Sarebbe opportuno che chi compie quest’azione
andasse a leggere dalla “Livella di TOTO’ ” la poesia “Ricunuscenza”. In molti non hanno nel loro DNA questo sentimento. Fanno presto a dimenticare le buone azioni. Questo presidente non è da considerare, come i “vecchi presidenti” che sperperavano milioni a “palate” e che per questi motivi l’opinione pubblica li considerava ricchi scemi. De Laurentiis non veste di questi panni. Al manicomio non ci vuole andare, manda gli altri. Lui
è un calcolatore. Viviamo in altra epoca, i soldi bisogna guadagnarseli sudando e saperli spendere. De Laurentiis i soldi se li procura facendo investimenti, e rischiando capitali ingenti. Prima di spenderli pondera bene il da farsi. Non avrebbe mai comprato un giocattolo così costoso (60 miliardi) senza avere le capacità di farlo funzionare. Ha avuto il coraggio di acquistare una squadra di CALCIO in una città con tante controversie, dove ci sovrasta la “MONNEZZA” e si verificano “OMICIDI TRE VOLTE AL GIORNO”. Lui ha avuto questo “coraggio”. Per farci risollevare dal torpore. Avrebbe potuto fare come tanti napoletani sparsi per il mondo, ignorare il problema. Invece ha creduto di dare una mano alla città, (anche se poi a limite poteva curare anche gli interessi personali) ma rimanendo con i piedi per terra, mentre c’è chi crede ancora alla “BEFANA” e crede che i ragionamenti del Presidente non portino da nessuna parte.
Sono in tanti ad avere quest’opinione perché non in linea con le loro teorie calcistiche, fatte dall’esterno, senza impegnare capitali. Provassero a mettere loro i soldi occorrenti. Verificherebbero quanto è difficile procedere. Più di una volta ha dovuto fare il “finto tonto” per convenienza. Nessuno ha mai capito il suo “stratagemma”. Un classico napoletano. “Butta ‘a pretella e annosconn’a manella” Come dire “ciacc’è e ammereche” contemporaneamente (ferisci e medica). Purtroppo sono in molti che non lo hanno capito.
Fanno solo critiche inutili. Dopo quest’ultima intervista saranno tanti ancora a criticare, cadendo dalle nuvole. Leggendo le affermazioni si pensa siano state rilasciate da uno che viene da Marte, non da chi, come il Presidente, vive in questa terra sulla quale se si riesce a costruire qualcosa è gia tantissimo. Parla addirittura di altri Napoli. Non siamo capaci di stare tranquillo con questo Napoli, figuriamoci ampliando con l’innesto d’altri Napoli, come vorrebbe il Presidente. In questo non sono d’accordo con la sua idea. Fare crescere questo Napoli è una necessità. Fa parte di un impegno preso e converrà portarlo avanti. Un bene, anche sotto il profilo economico.
Dovrà portare la squadra in una serie A come da programma. Anche se il suo programma iniziale prevedeva un termine di cinque anni, e al momento ne sono passati solo quattro. In questa città che mette da parte tutto per il gioco del calcio dimenticando anche i figli a tavola la domenica per stare vicino alla squadra!!!!
La costruzione
d’altri Napoli sarebbe come costruire un nuovo “Colosseo”. Non avrebbe modo di esistere poiché quello che c’è, è l’unico al mondo. Nel discorso stadio sì stadio no non mi addentro, sono cose delicate.
Michele Onesti
25-03-07
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