CROTONE-NAPOLI 2-1
Crotone: Pagotto; Zamboni, Rossi, Fusco, Maietta; Dante Lopez (28° st Baù), Tisci, Piocelle, Cariello; Giampaolo (31° st Palmieri); Sedivec (41° st Petrilli). All. Carboni.
Napoli: Iezzo; Cannavaro (21° pt Trotta), Giubilato, Maldonado; Grava, Dalla Bona (7° st Calaiò), Domizzi, Bogliacino (36° st Capparella), Rullo; Bucchi, De Zerbi. All. Reja.
Arbitro: Messina di Bergamo.
Ammoniti: Cannavaro (N), Piocelle (C), Rullo (N), De Zerbi (N), Grava (N).
Espulso: Reja (N).
E’ il principio della fine oppure è solo la fine del tecnico? Una bella domanda. Questo è il momento che tutti diventano protagonisti, è arrivata l’ora della vendetta di chi sostiene tutto e il contrario di tutto. Ogni cosa che comincia ha una fine, per Reja forse è arrivata quella da tutti da tempo auspicata. Ricordiamo che agli scongiuri non ci credo però…. sarebbe meglio farli. Quello che è accaduto a Crotone ha dell’incredibile, non è possibile che per premiare una buona prestazione di un calciatore in una gara che è stata pareggiata in casa, dove tutti avevano fatto registrare una partecipazione mediocre, lo si imponga fin dal primo minuto: parlo di Giubilato! Magari ha fatto anche bene, ma comunque non si può per questo fine rivoluzionare tutto il resto della formazione, non dico questo per addossargli tutte le colpe di questa gara di Crotone.
Bucchi anche se ha fatto bene altrove qui a Napoli ha fallito la stagione calcistica. Sarebbe il caso di metterci una pietra sopra, qualche volta si sbagliano le valutazioni e con lui si è sbagliato, ora bisogna convivere con questo errore e non pensarci più. Si è sbagliato sacrificare uno che le sue giocate le fa e di tanto in tanto le inventa anche, e spesso riesce anche a trasformarle in goal. Non penso di dover fare nome e cognome, ovviamente mi riferisco a Calaiò, ridotto a seconda scelta a causa di un recupero immaginario di Bucchi che poi non si verifica mai. Infatti solo raramente si è reso utile in modo decisivo, e spesso i suoi gol sono arrivati quando la squadra azzurra aveva ormai già acquisito il risultato positivo, un calciatore che almeno per questo campionato non è servito alla causa del Napoli, incredibilmente la sua partecipazione danneggia anziché favorire: sono molte le interruzioni per fuorigioco di posizione e per falli in attacco che non favoriscono i suoi compagni, ma danno una mano agli avversari, com’è capitato oggi a Crotone. Le incursioni in area avversaria erano tutte sancite da queste irregolarità, mentre i locali entravano come una lama calda in un pezzo di burro. Ma di tutto ciò la punizione maggiore dovrebbe andare al tecnico, espulso dal campo per invasione della linea proibita. Il mio modesto parere non arriva con il senno di poi, ha sbagliato dall’inizio l’impostazione della formazione, non si può trasferire un centrale di difesa a centrocampo, quando poi questo usa un solo piede, il sinistro, mentre l’altro lo tiene solo per camminare, essendo non abituato a giocare in quella posizione di centrocampista dietro le punte. Purtroppo era tutto quello che poteva offrire in quel ruolo, ha giocato per non essere escluso dalla difesa, stiamo parlando di Domizzi. Probabilmente qualcuno ricorderà che questo ruolo lo ha coperto nell’Ascoli, sua squadra di provenienza, ma in quella si cercava poco, non c’erano molte pretese, bastava quello che passava il convento. Napoli è una piazza che le richieste le fa e come! Quindi non andava schierato Domizzi in quel ruolo, bastava che coprisse il suo ruolo abituale di centrale della difesa. Di Amodio si è sempre detto bene, il migliore in campo quasi sempre che ora invece non trova posto. Anche oggi con il Crotone occupava un posto in panchina, assieme a Garics che pure non aveva demeritato nelle sue partecipazioni. Come si può tener in panchina Calaiò e far giocare Bucchi! Anche se in tanti casi l’ho difeso per il capitale impegnato dalla società per il suo acquisto, l’ho difeso a spada tratta, devo sostenere che non è questa una formazione adatta alle sue caratteristiche di calciatore. Il suo posto è in una squadra di provincia dove non si chiede niente, lì può fare da padrone. Nel Napoli se deve rimanere deve fare panchina, con la possibilità di entrare in squadra solo in caso d’infortunio di altri. Dovrebbe attendere parecchio, prima di vedere un'altra volta il tappeto verde di gioco da protagonista e dal primo minuto. Nella gara di Crotone è stato anticipato dieci volte su dieci, ha ricevuto palle provenienti dalla fasce laterali senza sfruttarne nessuna. E’ stato anche d’intoppo alle azioni dei propri compagni. Il Napoli interrompe la serie positiva di 18 risultati consecutivi a Crotone. Non a Torino con la Juve e neppure a Genova o Bologna. Sono stati strapazzati da una squadra terzultima in graduatoria. Questo risultato spiega anche la differenza che c’è tra il Napoli e la prima in classifica. E’ di 5 reti a 0 Questo fu il risultato rimediato dai calabresi a Torino. Era questo un momento topico che non andava depauperato. Si doveva vincere per consolidare un vantaggio in classifica, che forse non è nemmeno meritato del tutto: molte volte la vittoria è arrivata con qualche miracolo praticato da qualche santo protettore e dalla scarsa vena agonistica di squadre rassegnate al risultato negativo. Il risultato odierno si infila con le altre battute a vuoto con squadre abbordabili. Speriamo che ci dobbiamo ricordare di questo 17 marzo del 2007 come di una data storica per le cento gare del Presidente De Laurentiis e non per aver perduto un treno, che alla fine conduceva ad una fermata nella serie A .
Non dovrebbero esserci altre spiegazioni, oltre a queste che abbiamo fornito. Bisogna recuperare il primo tecnico buono non ancora impegnato e portarlo alla guida della squadra, se non si vuole rimanere in serie B Non me ne vogliano i dirigenti di questa società, non è in ragione di uno sfogo. Queste cose si stanno pronunciando da diverso tempo. Si manteneva il carro per la discesa per non farlo “cozzare” con la realtà.
Michele Onesti
17-03-07
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