Catania: Polito, Sardo, Terlizzi (24' st Silvestre), Stovini, Sabato, Izco, Edusei, Tedesco, Vargas (30' st Martinez), Colucci (36' pt Baiocco), Spinesi. A disp. Rossi, Silvestri, Gazzola, Pià. All. Zenga
Napoli: Gianello, Santacroce (24' st Grava), Cannavaro, Domizzi, Mannini (10' st Calaiò), Pazienza, Gargano, Hamsik (36' st Bogliacino), Savini, Sosa, Lavezzi. A disp. Navarro, Contini, Garics, Montervino. All. Reja
Arbitro: Orsato di Schio
Marcatori: 4' pt Colucci, 17' pt Spinesi, 3' st Vargas
Note: ammoniti Sardo, Vargas, Sabato, Santacroce, Savini
I 3 gol del Catania sono stati realizzati per colpa di Savini, elemento di serie inferiore preferito dal tecnico Reja suo estimatore. Anche in assenza per squalifica o infortunio del romano Savini ha preferito fare cambiamenti, piuttosto che lasciare spazio al giovane Rullo, promessa del calcio campano, ora distrutto dal Reja mentre opinionisti di qualità lo richiedono. Ci sarà qualcosa d’oscuro, che esula dal calcio, che non permette Reja di provare. Non mi vengano a ricordare che dalle sedute d’allenamenti si creano le formazioni, sono cavolate, e null’altro. Come si può vedere in un allenamento l’impegno? Impossibile essere cattivi, si correrebbe il rischio di farsi male a vicenda. La cattiveria (in senso buono) si può scoprirla solo nelle gare ufficiali, quelle finte non fanno testo. Non provocano stimoli neppure le amichevoli, figuriamoci gli allenamenti.
Savini, non è riuscito né a contrastare né a crossare un pallone decente. Non è cosa sua. Il tecnico dovrebbe cambiare, e non portarsi sulla coscienza tanti ragazzi, tra questi appunto Rullo. Tutto quanto è avvenuto è per colpa del misfatto, causato dai primi fondamentali errori, il resto è una conseguenza.
Avevano bisogno di punti i Catanesi, per loro le motivazione erano diverse, non potevano farsi infilzare per la seconda volta sul proprio campo. Già il Torino aveva approfittato nella settimana precedente. Con un piccolo ragionamento e con le attenuanti del caso, si poteva prevedere anche che potesse arrivare la sconfitta, ma maturata in quella maniera è da mettersi le mani nei capelli .
Questo non lo potrà fare mai il DG Marino ma Reja si! Dopo Savini credo che salperà l’ancora assieme con lui il tecnico. Per la prossima stagione, non saranno i soli! Altri che, non hanno i mezzi tecnici, per far parte di un complesso che ha ambizioni di successi, da quanto si ascolta per ammissioni dei dirigenti. Questa sconfitta, l’ennesima in trasferta, è maturata contro una squadra con l’acqua alla gola. Come con le altre, avvenuto in campionato. Verificate! Si tratta sempre di compagini simili a quella del Catania. Questo non depone bene. Analizzandole tutte le sconfitte….si provano a dare giudizi che risultano irrimediabilmente negativi. Si ha vergogna, quando si analizzano le vittorie ottenute contro squadre d’ottimo livello. Il Napoli ha vinto con Udinese, Sampdoria, Inter, Juventus, Palermo, Parma, Torino, che a mio parere sono da considerare squadre forti, per poi regalare punti che erano quasi alla portata degli azzurri. Il raffronto per ragioni di spazio fatelo voi.
Il Napoli, oltre a far resuscitare i morti, nella Pasqua in Albis, successiva alla resurrezione di Nostro Signore, e resuscitato i morti di Catania che non aveva più tante speranze di vita ha fatto diventare grande l’esordiente Walter Zenga, ex portiere di una grande Inter. Tecnico molto apprezzato all’estero, con qualche successo importante. Grazie ad un Napoli che mai è entrato in partita, è stato eletto gran tecnico, il salvatore della squadra Etnea che stava per essere affossata dalla lava incandescente che scendeva dal mostro, sempre attivo e incavolato. Il Napoli non è nuovo a queste situazioni, si dimentica spesso delle prestazioni che lo potevano far aprire gli occhi e riflettere. Non è la prima volta che, incomincia a subire dall’inizio del gioco, quando ancora non sono schierate in campo le formazioni, e negli ultimi minuti, dal fischio finale. Ci casca sempre, come una squadra che deve ancora imparare e molto.
Per questa fine di campionato innanzi tutto bisogna onorare la città che non può essere mortificata da simili prestazioni, e poi bisogna capire che sono queste le occasioni che si dovrebbero sfruttare per analizzare cosa si ha disponibile per il prossimo campionato, senza attendere ulteriormente. E mettersi definitivamente al sicuro da eventuali dispiaceri che, al momento, non si notano visto quello che riescono a depauperare le altre. Ma era altro che si cercava da questa trasferta, oppure sbaglio? Quel famoso “Un posto al sole” per la possibilità di una partecipazione all’Uefa, o all’Intertoto, l’anticamera….dell’Uefa. Da un giorno all’altro si buttano nel cestino della spazzatura, (come se, non c’è ne fosse tanta in città) aggiungerci, questa è letale .
Quando poi si dava speranza ai tifosi che si allontanano dalle loro famiglie, per seguire una squadra che gli riserva solo mortificazioni. Almeno in trasferta, dove non si vince da sempre. Dalla gara di Udine mai più si è ottenuta, una vittoria in altre parti d’Italia. Hanno lasciato punti dappertutto, anche una squadra meno attrezzata di quella napoletana avrebbe fatto risultato.
Si diceva che il Napoli era “Bello di Notte”. Forse la leggenda non si sbagliava. La quota 40 raggiunta ha fatto perdere la concentrazione, considerandola già una salvezza avvenuta e con anticipo. Questi segnali d’assuefazioni devono far riflettere, e far fare delle scelte. Non sono da Napoli in molti. Quelli più indiziati a partire sono quelli che, per tante illusioni, erano predestinati a rimanere: Calaiò, Savini e Sosa, quest’ultimo per sua scelta. Non farà parte del nuovo Napoli Domizzi. Una scelta promiscua, al 50%. Lui vorrebbe cambiare aria, la società, dopo le ultime prestazioni offerte dal calciatore, sta pensando di accontentarlo.
Potrebbe trovare difficoltà il nuovo arrivato Pazienza, troppo lento ma dotato di un buon tiro dai sedici metri. Altri dell’organico a fare un viaggio, per altri lidi, potrebbero essere: Grava, Montervino, Capparella, Dalla Bona, Rullo, Cupi, Iezzo, Gianello, Zalajeta; questi ultimi tre, non per demeriti, ma per scelte.
Rimarrebbero disponibili in pochi e dovrebbero essere raccomandati, spiegando loro che o si gioca, o si protesta; come appunto spesso fa Blasi… protesta, e rimedia troppi cartellini gialli.
Far presente a Gargano che non bisogna solo correre e contrastare, ma essere più preciso nei passaggi. Dovrebbe razionare le sue energie, tecnico permettendo che dovrebbe creargli dei moduli adattabili alle sue caratteristiche.
Altro problema è la difesa degli ultimi periodi. In principio era l’unico settore del quale si poteva fare affidamento, poi con il tempo si è smaterializzata. Cannavaro non trova collaborazione a destra. Adesso dovrebbe essere la volta di Mannini. Ma quest’ultimo ha il vizio di attaccare troppo. Facendo rimanere sguarnito il reparto, e nei possibili contropiedi mette in difficoltà gli altri del settore.
Dalla disamina manca Contini. Di questo calciatore non si può al momento fargli nessun torto,
o richiamo. Nelle volte che è stato chiamato in causa, ha svolto bene il suo lavoro, l’unico neo fu la gara con la Roma , fu un suo un errato rinvio a mettere in condizione i romanisti di andare a rete, perdendo così la partita al San Paolo .
Si dovrà fare una gran pulizia, nella prossima campagna acquisti e cessioni, per presentare una buona squadra ai nastri di partenza del prossimo campionato. Basta ringraziarli per quanto hanno dato e nel caso ricevuto. Diciamo anche addio al Maestro REJA che li ha diretti secondo il suo parere insindacabile, nel modo migliore ma non gradito da tanti. Ai “Posteri” l’ardua sentenza.
Michele Onesti
8-04-08