CAGLIARI-NAPOLI 2-1
Cagliari: Storari, Ferri, Lopez, Bianco, Agostini, Biondini (15' st Matri), Conti, Parola, Jeda, Larrivey (14' st Fini), Acquafresca (12' st Foggia). A disp. Capecchi, Canini, Magliocchetti, Mancosu. All. Ballardini. Napoli: Gianello, Cupi (39' pt Grava), Cannavaro, Contini, Garics, Hamsik, Gargano, Bogliacino, Rullo (8' st Montervino), Zalayeta (39' st Sosa), Lavezzi. A disp. Del Giudice, D'Urso, Dalla Bona, Calaiò. All. Reja (in panchina Viviani) Arbitro: Banti di Livorno Marcatori: 13' st Hamsik (N), 48' st Matri (C), 49' st Conti (C) Note: ammoniti Acquafresca, Rullo, Biondini, Gianello, Agostini. Recuperi 2'+4'
Alla Ricerca dei colpevoli. Inutile farlo. Trovarli è la cosa più semplice di questo mondo. Ancor più di trovare un ago nel pagliaio. E’ una disamina questa che non incomincia dopo la sconfitta di Cagliari, lì in quella zona tutta mare non era difficile toccare il fondo ed è quello che hanno fatto gli azzurri del Napoli nei confronti della CENERENTOLA del campionato. Una squadra che ad oggi più della metà dei punti in classifica generale li ha conquistati A SPESE DEL NAPOLI.
Ha fatto il pieno sia alla prima che alla gara di ritorno. Non si può DIRE MALE del Cagliari per aver fatto il suo lavoro fino agli ultimi dei secondi. La DEA BENDATA si è ripresa, visto che non lo meritano, quello che gli aveva regalato nella gara di domenica scorsa con la Lazio, un pareggio agli ultimi dieci secondi. A che serve fare altre considerazioni, sembra tutto scontato. Gli azzurri in trasferta hanno vinto UNA SOLA VOLTA, per certi sensi credo sarà difficile ripetere quell’impresa. Sabato e non domenica, per l’anticipo di campionato, nella serata incontreranno il DIAVOLO VESTITO IN bianconero. Non saranno gli Juventini, tanti antipatici ai napoletani. Ma saranno i “friulani” compaesani del nostro tecnico che, per l’occasione, siederà in panchina. A Cagliari era in tribuna per squalifica. Sarà un problema impostare una partita contro chi ha il dente avvelenato, e, francamente, non mi sembra questo il momento migliore. Servirà solo qualche MIRACOLO per non far cadere le braccia ai tifosi che ancora ci credono. È stato definito “Un campionato strepitoso”. Ma un Napoli che faccia, dei miracoli, non lo vedo Il Napoli ha mantenuto una posizione in classifica più che decente per demerito d’altre squadre. Ma fino a quando rimarrà lì? Il Milan ha ancora due partite da recuperare. Il Livorno che ci tallona ha una gara da recuperare, le altre al momento non dovrebbero dare preoccupazioni nell’immediato. Il Catania può superarle. La Reggina deve recuperare, ma è lontana dai posti non critici. Come fare un esame della situazione, in presenza di SPETTACOLI INDECENTI come quello visto ieri? Inutili ascoltare le ragioni per questo e per le quali, certi episodi si verificano. Marino e lo stesso Reja non saranno contenti, e ancor meno i tifosi.
Queste prove dimostrano il poco carattere. Faccio osservare che il pericolo maggiore si corre quando i ragazzi, tutti giovani ed inesperti, si sentono sul collo l’alito dell’avversario. È quello il momento basilare che li farà perdere il controllo della situazione.
La prova manifesto è avvenuta ieri al Sant’Elia, pensavano di avercela fatta, nonostante le numerose assenze di calciatori che avevano costituito l’organico base in quest’inizio di torneo. Una prova che, alla fine, non si mostrata degna di calciatori sulla bocca di tutti. Gargano fatica, ma sbaglia troppo, Lavezzi non è più quello delle gare iniziali, ed era chiaro che ciò avvenisse. Come ho precisato in altri articoli, questo calciatore non può provvedere tutto da solo. Nella gara di ieri, nei momenti di lucidità ha collaborato con Hamsik fino a che avevano autonomia, quando si sono esaurite le ricariche. Addio Napoli. Questi calciatori non hanno a loro disposizioni gruppi elettronici. Quando le pile si scaricano, non c’è più luce! Come avviene in mancanza di quei pochi calciatori presenti in organico che spesso saltano le gare per aver dato troppo nelle precedenti, o per somma di ammonizioni. Non incappare in ammonizioni vorrebbe significare predisporre la gara senza mettere l’impegno dovuto. Oggi non è da imputare per un fallimento solo il tecnico Reja, ma anche e soprattutto il Dg Pier Paolo Marino, un dirigente riconosciuto da tutti per il gran merito di aver scovato per tante società veri talenti in territorio estero. In quello italiano pensa di non avere molto da scegliere. Aver trovato a buon prezzo, un vero fenomeno, corteggiato da tante squadre Europee che lo pagherebbero anche il triplo di quanto è stato pagato, non è stata una scelta fatta, attraverso la lampada di Aladino. Erano in tanti che lo avevano notato a Brescia. Marino ha avuto la fortuna di prenderlo per tempestività e per la necessità in quel momento di Corioni a vendere. Questo avrebbe dato volentieri anche Santacroce e qualche altro talento, ma Marino ha voluto attendere, ed ora si trova ad acquistarli nel mercato di riparazione.
Questo e altro, c’è servito per arrivare commentare la gara di ieri a Cagliari. Una sconfitta che poteva essere evitata. A vincere la gara per i sardi è stato il napoletano di turno. PASQUALE FOGGIA, ha sconfitto, nel doppio confronto, da solo gli azzurri. È da biasimare il comportamento del tecnico Bellardini. Arrivato a Cagliari per salvarlo, stava per farlo affondare. Nell’Isola non manca il posto, dove farlo, è tutta acqua quello che lo circonda. Mentre per il Napoli è tutto “FUMO E NIENTE ARROSTO” quello che circonda la città. Se il tecnico Cagliaritano, avesse rimasto fuori i migliori calciatori, diventava facile per gli azzurri arrivare alla vittoria. Il Cagliari barcollava.
Come si può non inserire “Pasquale Foggia” che, oltre ad essere il migliore, aveva anche da prendersi delle soddisfazioni personali? I dirigenti azzurri perseverano a sbagliare non prendendo in esame talenti naturali della nostra Regione.
Speriamo che la DEA Fortuna non abbia estinto il contratto con Reja, e con gli azzurri , non assistendoli più. Speriamo che Marino abbia preso visione.
Michele Onesti
28-01-08
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