ROMA CITTA’ APERTA, ma nemmeno per sogno! Pensavo a questo titolo ricostruendo il famoso film di Roberto Rosselini con la sceneggiatura tra gli altri di un giovanissimo Federico Fellini, con l’interpretazione della diva del momento Anna Magnani e del grandissimo anche lui mai dimenticato come la “Annarella de Trastevere” Aldo Fabrizi, grande non solo per la imponenza fisica ma per tutto, soprattutto la sua abilità di fare l’attore in tante interpretazioni.
Roma città aperta IN QUELLA occasione era assediata dai gendarmi tedeschi, questa Roma invece è assediata dagli organi federali che stanno facendo il gioco dei magnati della televisione facendo perdere l’entusiasmo a tanti che non aspettavano che le partite della domenica per farsi una chiacchierata con gli amici che s’incontrano allo stadio, amici da decenni che si ritrovavano tutti allo stesso posto.
Si occupava il posto, (tipo viaggio in treno) dell’amico che da lì a poco sarebbe arrivato. Si metteva una sciarpa o un cappellino, per dire che quello era il posto di un tifoso abituale. Ora invece devi stare ai posti che risultano assegnati. Addio feste sugli spalti, fatti di grandi colazioni con “Salsicce e Friarielli” e dopo un buon bicchiere fresco, ma mai più di uno, del buon “Vino di Gragnano”,nell’intervallo “il Caffè Borghetti”. Oggi, un amico lo potrai trovare nello stesso settore, ma non vicino a te come si usava fare una volta. Troppe cose vogliono cambiare a questo sport e lo vogliono fare tutto in una volta, senza capire che potrebbero esserci delle conseguenze.
Devo far notare che questo avviene solo nei confronti dei partenopei. E’ Napoli che fa RUMORE, e la città di Napoli che crea interessi in tutte le cose che avvengono in Italia. Non credo che quanto sta avvenendo sia solo una conseguenza attribuibile ai tifosi.
Come più volte ho scritto il vero tifoso sa come comportarsi, è stato abituato a leggere le norme che regolano il gioco del calcio e di tutte le altre che potrebbero danneggiare gli spettatori che non fanno registrare intemperanze. Quando sta accadendo in questi giorni con arresti e altre interpretazioni sta facendo solo del male al Napoli Calcio. Di Napoli città non credo ci sia possibilità di salvezza, però non facciamo di tutta un “Erba un fascio” come solitamente sono abituati a fare le grandi cronache italiane.
Il 1945 Roberto Rossellini da regista cinematografico scriveva la trama del Film diventato famoso nel tempo. Ora De Laurentis da addetto ai lavori cinematografici ha tutti gli elementi per scriverne uno a sua volta. Il titolo è di facile applicazione “NAPOLI CITTA’ ASSEDIATA” a lui non mancano gli elementi, ne ha disponibili una quantità, forse ancor più di quanti ne aveva Rossellini a suo tempo. Per gli attori, comparse, ed altro, non deve far ricorso ad agenzie presenti sul territorio, volendo, li trova dappertutto, fuori e dentro lo stadio. Può girare scene in trasferte, non deve preoccuparsi di fare carovane per il trasporto delle comparse, il calcio Napoli ha nel mondo un seguito di tantissimi appassionati e competenti che saprebbero recitare anche la parte dei protagonisti. E’ luogo comune che siano oltre 6 milioni d’anime, ma servono meno presenze. Non sarà un Colossal quello che dovranno girare, per adesso è solo una commedia che sta facendo ridere il mondo degli sportivi, quella di vietare al tifo più bello al mondo la presenza sugli stadi italiani.
Solo i fatti che accadono a Napoli, hanno l’onore delle prime pagine, Online o Carta Stampata,
Ma la cosa che disturba maggiormente è che tutte le società del campionato di serie A, facevano richiesta, affinché il Napoli arrivasse in serie A, nel luogo al quale poteva appartenere una città e una squadra come quell’azzurra.
Non ho visto ancora nessun presidente fare un gesto di solidarietà in favore della squadra del presidente De Laurentis. L’aspettavano, per riempire le loro casse, prima dell’arrivo della squadra azzurra semivuote. Ora si stanno alimentando. Potrebbero riempirle se permettessero l’ingresso ai napoletani che purtroppo nessuno vuole sui propri campi sportivi.
Grandi danni non li hanno (almeno per ora) procurati, potrebbero visto la preclusione agli ingressi farli diventare veramente dei violenti. E’ in questo modo che il gioco del calcio muore.
Ho scritto un articolo a riguardo alcuni anni fa, quando era all’esame la proposta di aprire solo a biglietti nominativi e con un documento di riconoscimento. Non ero molto d’accordo, non lo sono, ancora adesso. Non è che, quando si va ad un Teatro ti cercano i documenti, per assistere all’opera; oppure ad uno spettacolo di varietà. Il calcio è uno spettacolo e dovrebbe essere accessibile a tutti ,senza troppe ricerche di categorie. Oggi si entra nelle banche a “porte aperte”, e i frequentatori dopo si rivelano dei rapinatori. Noi con questa nuova norma, non vogliamo permettere che entrino al campo dei normali cittadini che magari in passato hanno avuto un problema con la giustizia, nulla a che vedere con lo sport, e si vieta loro di entrare. Alla prima occasione, potrebbe esserci una ritorsione, per un provvedimento non troppo perfetto per uno spazio così grande. Infatti, non ho letto ancora di un successo derivato da questo particolare del posto prenotato a nome dell’utente
Lo spettatore di chiara appartenenza alla Juve intrappolata come abbiamo visto nei vari comunicati, e consegnato alla polizia, è un caso di “uno su un milione”. A Napoli o in altre tante città italiane, non troverai mai uno spettatore che ha visto e acciuffa l’autore del gesto indisciplinato.
Se fosse così facile dare vita a queste cose, non ci sarebbe “Mafia Camorra Drancheta, Sacra Corona unita.” Ma soprattutto la parola OMERTA’ non avrebbe spazio nel vocabolario italiano. Non so se mi spiego. Bisogna rivedere il sistema calcio, così non penso, si possa andare lontano. Altrimenti devo consigliare De Laurentis a procurarsi subito un’emittente televisiva, per trasmettere le partite della sua squadra a pagamento. Solo in questo modo potrebbe recuperare le spese che saranno sempre più onerose incamminandosi. Però gli suggerisco di non ABBANDONARCI.
Michele Onesti
Nb Renzo Rossellini vinse in exequo il Festival di Cannes. Il nastro d’argento. De laurentis per adesso. Un campionato di serie C1, (se togliamo la Juve) Uno di serie B e un “Trofeo Birra Moretti” Per qualcuno forse, ha vinto troppo. Faccia attenzione. Adesso è in serie A